C’è forse un limite che le forze filo turche e filo Al Sarraj in Libia non dovevano oltrepassare: quello cioè di esibire come un trofeo i mezzi russi sequestrati al generale Haftar durante le ultime avanzate territoriali in Tripolitania. Da Mosca non hanno affatto gradito le scene viste dopo la vittoria di Al Watiya, base militare in mano ad Haftar conquistata nei giorni scorsi dalle milizie vicine al governo di Al Sarraj, celebrata con tanto di Pantsir russo tolto agli uomini del generale portato in trofeo per le strade di Tripoli. Da qui dunque l’esigenza della Russia di replicare e lanciare nuovi forti segnali circa la sua presenza in Libia. Ed infatti nella giornata di giovedì, come scritto su InsideOver, si sono diffuse voci sull’arrivo di otto aerei militari russi nell’est della Libia, a sostegno di Haftar. Ed ora si guarda con molta attenzione alle prossime evoluzioni.

Gli aerei sistemati ad Al Jufra

Né da Mosca e né da Bengasi, dove vi è il quartier generale del Libyan National Army guidato da Haftar, sono giunte conferme circa la presenza degli aerei militari russi in Libia. Tuttavia non sono arrivate nemmeno smentite. Mercoledì sera il numero uno dell’aviazione dell’esercito di Haftar, Saqr al-Jaroushi, ha sì parlato di un’imminente nuova campagna aerea contro le postazioni dei miliziani filo Al Sarraj e contro i gruppi filo turchi che appoggiano Tripoli, ma non ha specificato se per attuare i prossimi bombardamenti verranno o meno impiegati gli aerei russi. Il primo a lanciare la notizia dell’arrivo dei mezzi militari di Mosca in Libia, è stato mercoledì sera il ministro dell’interno libico, Fathi Bashaga, in un’intervista a Bloomberg Tv.

Nelle ultime ore sono trapelati nuovi dettagli che sembrerebbero confermare le indiscrezioni emerse in precedenza. In particolare, gli aerei giunti dalla base russa in Siria di Hmeimim sarebbero posizionati adesso all’interno della base aerea di Al Jufra. A dichiararlo è stato Ahmed Al Haddad, uno dei comandanti del Gna, ossia delle forze a sostegno del governo di Tripoli. Raggiunto da AgenziaNova, Al Haddad avrebbe confermato la presenza dei sei Mig 29 e due Sukhoi 24 ad Al Jufra. Un dettaglio di non poco conto, visto che questa località è una delle più strategiche non solo per la presenza della base, ma anche perché costituisce un vero e proprio ponte tra Tripolitania, Fezzan e Cirenaica. Inoltre, Al Jufra si trova a 350 km da Misurata, dunque in un punto in cui gli arei militari potrebbero facilmente raggiungere le postazioni avversarie più importanti per bersagliarle. Nella serata di giovedì, su Twitter è apparsa anche una foto satellitare che testimonierebbe la presenza di un Mig29 ad Al Jufra.

L’avvertimento della Russia

La domanda che in molti, in Libia come all’estero, in questo momento si pongono riguarda le evoluzioni delle prossime ore. Per davvero Haftar passerà all’offensiva dopo aver perso Sabratha, Al Watiya e diversi altri territori in Tripolitania? Gli aerei russi serviranno sul serio a scatenare un’azione militare volta a far riprendere l’iniziativa al generale uomo forte della Cirenaica? La mossa del Cremlino ha spiazzato in tanti: la Russia, che da anni appoggia Haftar, sembrava in qualche modo rimasta ai margini del dossier libico all’inizio di questo 2020, specie dopo la conferenza di Berlino del 19 gennaio. Il generale è una pedina importante, ma anche un alleato difficile da controllare: tra iniziative personali e comportamenti spesso non concordati con i suoi stessi sponsor, Haftar in più di un’occasione ha rischiato di far spazientire il Cremlino. Per questo dunque la Russia è sembrata più ritirata rispetto ai mesi precedenti.

Ma l’invio di aerei in Libia potrebbe nascondere un altro obiettivo, complementare oppure del tutto slegato rispetto al mero aiuto fornito al generale. Il riferimento è alla necessità di Mosca di frenare il più possibile il protagonismo della Turchia in Libia. Come si sa, a partire da novembre Ankara e Tripoli sono unite in un memorandum con il quale si è aperta la strada agli aiuti militari turchi a favore di Al Sarraj. Aiuti che hanno compreso non solo soldi ed armi, ma anche l’invio di mercenari islamisti prelevati dalla provincia siriana di Idlib. Sono stati questi elementi a risultare per il momento decisivi a favore del Gna e contro Haftar. Una circostanza che ha messo in allarme la Russia: il rischio è lasciare eccessivo spazio alla Turchia, forte della possibilità di rivendicare gli aiuti offerti a Tripoli. La presenza degli aerei russi ad Al Jufra dunque, potrebbe rappresentare la volontà del Cremlino di far notare la propria linea sul dossier libico soprattutto dalle parti di Ankara. E frenare, il prima possibile, le iniziative turche e filo turche in Tripolitania.

“Gli aerei sono siriani”

Nelle ultime ore sono giunte anche altre precisazioni circa la provenienza degli aerei militari spediti in Libia. Secondo AgenziaNova, che fa riferimento a delle fonti informate sui fatti, i mezzi in questioni sarebbero sì di fabbricazione russa ma in dotazione all’aviazione siriana. Dunque, l’aiuto a favore di Haftar è giunto formalmente da Damasco, lì dove il governo di Assad già da diversi mesi appare molto vicino al generale della Cirenaica: “I velivoli forniti già da tempo da Mosca all’aeronautica del presidente siriano Bashar al Assad – si legge nel lancio di agenzia – hanno equipaggio siriano”. Dunque, è molto probabile che la Russia abbia convinto il governo di Damasco a fornire i mezzi precedentemente donati ad Haftar. In cambio, è questa l’ipotesi più probabile, il Cremlino si sarebbe impegnato nel dotare la Siria di mezzi aerei ancora più moderni.

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