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Pistole, munizioni, elicotteri e molto: con la confusa ritirata degli Stati Uniti dall’Afghanistan, i talebani sono entrati in possesso di un arsenale di armi milionario appartenente all’esercito Usa e abbandonato sul campo. In 20 anni di guerra, gli Stati Uniti hanno speso circa 82 miliardi di dollari per addestrare e armare le forze di sicurezza afghane: un equipaggiamento che, in larga parte, ora è diventato di “proprietà” proprio dei talebani.

Come conferma l’Associated Press, gli eredi del Mullah Omar sono entrati in possesso di una serie di moderne attrezzature militari durante la loro recente avanzata. Sono riusciti addirittura a prendere possesso di alcuni aerei da combattimento quando hanno deciso di entrare nella capitale Kabul e nelle altre principali città.

E ora le armi Usa finiscono nelle mani dei talebani

Un funzionario della difesa degli Stati Uniti ha confermato che le armi di cui si sono impossessati i talebani sono di una quantità ragguardevole. Il funzionario non era autorizzato a discutere pubblicamente la questione e quindi ha parlato a condizione di anonimato con l’Associated Press. Doppia brutta figura, dunque, per Washington: sono immagini imbarazzanti per la Casa Bianca e per il Presidente Joe Biden, commenta l’agenzia di stampa francese, Agence France-Presse.

Sui social sono apparsi, infatti, i video dei combattenti Talebani che sfilano sui veicoli corazzati fabbricati dagli Stati Uniti, brandiscono armi da fuoco fabbricate negli Usa e impiegano elicotteri Black Hawk. Non solo: nelle immagini circolati sui social si vedono i combattenti Talebani mentre imbracciano fucili d’assalto M4 e M18 e armi da cecchino M24, mentre guidano gli iconici Humvee statunitensi e, in un video, sembrano addirittura indossare uniformi tattiche delle forze speciali. Non bastava, dunque, l’umiliazione di aver lasciato l’Afghanistan in maniera così confusa e caotica dopo 20 anni e miliardi di dollari buttati al vento: abbandonando gli afghani al loro destino, in questa maniera e con queste modalità, l’amministrazione Biden ha fatto un enorme regalo ai talebani anche in termini di attrezzature e armamenti.

“Non abbiamo un quadro completo, ovviamente, di dove sia finito ogni articolo e materiale della Difesa. Ma certamente, una buona parte di esso è caduto nelle mani dei talebani”, ha ammesso il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan. I repubblicani attaccano il Presidente Joe Biden: “Grazie al ritiro fallito di Biden, i talebani sono oggi meglio equipaggiati di quanto non lo siano mai stati”, ha affermato la presidente nazionale repubblicana, Ronna McDaniel. Secondo i dati ufficiali, negli ultimi anni l’esercito americano ha fornito all’esercito afghano più di 7.000 mitragliatrici, 4.700 Humvee e 20.000 granate. Gli afghani hanno ricevuto anche artiglieria e droni da ricognizione da Washington, oltre a più di 200 aerei. Buona parte di questo equipaggiamento ora è finita nelle mani del regime dei talebani.

Ai Talebani anche dispositivi di riconoscimento biometrico

Non solo armi: come riportato da The Intercept, i talebani hanno anche sequestrato dispositivi biometrici militari statunitensi che potrebbero aiutarli nel processo di identificazione degli afghani che hanno assistito le forze della coalizione internazionale. Secondo un funzionario del Joint Special Operations Command e tre ex militari statunitensi, i dispositivi, noti come Hiide, sono stati sequestrati la scorsa settimana durante l’offensiva. I dispositivi Hiide contengono dati biometrici identificativi come scansioni dell’iride e impronte digitali, nonché informazioni biografiche e vengono utilizzati per accedere a grandi database centralizzati. Non è noto, al momento, quanto sia stato compromesso il database biometrico dell’esercito americano inerente la popolazione afghana.

L’unica speranza è che i talebani possano non avere – tutti – gli strumenti necessari per poter procedere con l’identificazione. Come sottolinea The Intercept, l’esercito americano ha utilizzato a lungo i dispositivi Hide nella guerra globale al terrorismo e ha utilizzato la biometria per identificare Osama bin Laden durante il raid del 2011 nel suo nascondiglio pakistano. Secondo la giornalista investigativa Annie Jacobsen, il Pentagono aveva l’obiettivo di raccogliere dati biometrici sull’80% della popolazione afghana per individuare potenziali terroristi e criminali. Una notizia che getta ulteriore imbarazzo sull’amministrazione Biden.