Ecco la strategia del Viminale sulla Libia

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Ad una settimana dal via all’operazione con la quale Haftar prova ad avanzare verso Tripoli, il dossier libico non è seguito soltanto tra Palazzo Chigi e Farnesina ma la situazione appare monitorata giorno dopo giorno anche dal ministero dell’interno. Fonti del Viminale fanno sapere di avere, tra le priorità, la battaglia che sta interessando la capitale della Libia: “Il ministro dell’Interno sta sondando i partner internazionali per fare fronte comune e chiedere lo stop alle ostilità”, fanno sapere dalla sede del ministero. Ma dal Viminale si tiene a sottolineare anche un altro non secondario elemento: “Stiamo monitorando la situazione anche sul fronte migratorio”.

Le mosse diplomatiche del ministero dell’interno

Il ministero dell’Interno risulta attivo sul fronte libico già dallo scorso governo. Quando al Viminale siede Marco Minniti, partono le più importanti iniziative italiane volte ad intervenire sulla vicenda che riguarda il Paese africano. Viene organizzata, in particolare, una riunione nel 2017 con tutti i rappresentanti del Fezzan. L’obiettivo è mettere d’accordo Tebu, Tuareg ed altri gruppi etnici e tribali presenti nel sud della Libia per controllare al meglio i confini con il Niger. È da lì che entra la stragrande maggioranza dei migranti che successivamente solcano il deserto libico per provare poi a partire alla volta dell’Italia. Sempre dal Viminale, poi, arrivano anche le più importanti iniziative che riguardano i contatti con il governo di Al Sarraj per l’elaborazione di un piano volto ad attenuare la grave emergenza migratoria dell’estate 2017.

Con l’insediamento al ministero di Matteo Salvini, i contatti diplomatici con Tripoli rimangono molto solidi. Proprio il segretario della Lega è tra i primi ad incontrare Fathi Bishaga, il suo omologo libico, a poche settimane dal suo ingresso all’interno del governo di Al Sarraj. Una mossa favorita anche dai contatti che lo stesso Salvini stringe con il Qatar, a cui sia il premier libico che Bishaga sono ritenuti vicini: “In queste ore stiamo sondando tutti i contatti diplomatici con le parti in causa – dichiarano dal Viminale – L’obiettivo è fare fronte comune e chiede lo stop alle ostilità”. La fine immediata dei combattimenti è del resto la richiesta che viene fatta dal governo di Giuseppe Conte già dalle prime ore dall’inizio della battaglia. Lo ribadisce, nel suo discorso di questo giovedì alla Camera dove riferisce ai deputati, lo stesso Conte. Ed anche Salvini, più volte, dichiara di sostenere lo stop agli scontri: “Il Viminale sta lavorando per questo”, sottolineano dal ministero.

“Non temiamo incremento partenze dei barconi”

Ma ciò che, dagli uffici del ministero degli interni, preme maggiormente specificare in queste frenetiche ore caratterizzate dalla crisi attorno la capitale libica, riguarda indubbiamente la questione migratoria. Nei giorni scorsi sono parecchie le preoccupazioni circa una possibile ripresa delle partenze dalla Libia. Il caos all’interno della città di Tripoli e l’impiego delle milizie tripoline nelle battaglie, fanno temere un minore controllo lungo le coste del paese africano. Se martedì è lo stesso premier Al Sarraj a tranquillizzare l’Italia, affermando che la sua Guardia Costiera continua a lavorare per arginare i flussi, in questo giovedì è il Viminale a fare quadrato: ” Non si teme, al momento, un incremento delle partenze di immigrati – tagliano corto dal ministero – Stiamo però monitorando la situazione costantemente”.

Proprio nelle scorse ore un barcone in difficoltà con venti migranti a bordo viene soccorso e riportato in Libia dalla stessa Guardia Costiera di Tripoli. Per il momento dunque, la situazione sotto questo fronte sembra sotto controllo. E questo, agli stessi funzionari del Viminale, fa tirare un primo debole ma significativo sospiro di sollievo.