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Guerra

Ecco come la Cia controlla i missili degli alleati

L’economia americana degli ultimi 70 anni si è basata soprattutto sulla forza bellica del Paese: non soltanto contingenti militari, ma anche – e soprattutto – vendita di armamenti. Con l’incremento della spesa pubblica americana e la crisi commerciale innescata dai...
Missile Stati Uniti

L’economia americana degli ultimi 70 anni si è basata soprattutto sulla forza bellica del Paese: non soltanto contingenti militari, ma anche – e soprattutto – vendita di armamenti. Con l’incremento della spesa pubblica americana e la crisi commerciale innescata dai subprime del 2008 gli Stati Uniti hanno fatto sempre maggiore affidamento sulla vendita dei propri armamenti agli alleati.

Questa pratica, notoriamente, non porta però soltanto a dei vantaggi. Fornendo la stessa strumentazione in dotazione all’esercito americano, il rischio di incrementare la forza di un Paese che da un giorno all’altro potrebbe voltare le spalle agli Usa è assai elevato. Troppo, forse, per non muoversi d’anticipo e giocare d’astuzia.

La tecnica “Geofencing”

Secondo quanto dichiarato da un ricercatore olandese Jos Wetzels all’agenzia di stampa Reuters, la Cia avrebbe studiato un piano per prevenire l’utilizzo dei missili balistici americani nei luoghi e nelle condizioni in cui il loro utilizzo sarebbe inopportuno. Questo sistema, denominato”geofencing”, permette di limitare le funzionalità degli armamenti a specifiche aree geografiche, prevenendo quindi la possibilità che possano essere fruite altrove.

La soluzione, volta a limitare le possibilità di rischi derivanti dal contrabbando illegale di missili balistici, è idonea anche a evitare che eventuali errori nella calibrazione della traiettoria colpiscano obiettivi indesiderati. Secondo quanto riportato dalla Reuters, questa tecnica potrebbe essere stata utilizzata nel recente conflitto in Siria, al fine di evitare che i Paesi limitrofi fossero coinvolti nei combattimenti.

Al momento, tuttavia, non sono giunti commenti ufficiali da parte della Cia, probabilmente interessata a mantenere il silenzio sulla questione. Possibili spiegazioni saranno più facilmente richieste al governo americano, anche a causa del controllo che gli Usa potrebbero potenzialmente mantenere nei confronti dei missili anche dopo la loro cessione ai propri partner internazionali.

Il documento è passato inosservato

Il documento interno riguardante il sistema “geofencing” era stato in realtà pubblicato da Wikileaks nel 2017. Tuttavia, essendo stato categorizzato erroneamente, è passato inosservato per oltre due anni, senza attirare le attenzioni degli osservatori e non alterando di fatto la segretezza del progetto. Il lavoro condotto dal ricercatore olandese citato da Reuters ha messo per la prima volta messo in evidenza il “geofencing”.

A seguito della dichiarazione di Wetzels, è intervenuto il portavoce della società britannica Ares, attiva nella consulenza nell’ambito dello spionaggio. La tecnica servirebbe appunto per salvaguardare non solo i Paesi produttori ma anche gli acquirenti da un uso improprio degli armamenti, permettendo di limitare i rischi che possono registrarsi in ogni conflitto armato.

Gli Stati Uniti cercano di tutelarsi?

Mettere in vendita armamenti limitando le aree geografiche di azione rischiano di essere intese come una volontà americana di tutelarsi a eventuali voltafaccia dei propri attuali alleati. Disinnescando infatti gli armamenti si palesa la possibilità che gli Usa attualmente non abbiano la stessa fiducia nei propri partner internazionali. Inoltre, le possibilità che all’occorrenza gli Usa possano intervenire per alterare le coordinate “vietate” non è esclusa, sebbene questa ipotesi non sia stata evidenziata dal rapporto Wetzels.

Ad ogni modo, il blocco imposto dagli americani non è eterno e ha la possibilità di essere disinserito, particolare sottolineato nelle dichiarazioni del ricercatore olandese che ha anche suggerito la possibilità che ciò sia già accaduto. Con ogni probabilità, però, adesso che la questione è divenuta di dominio pubblico, gli alleati americani che hanno acquistato missili balistici da Washington saranno maggiormente interessati al sistema “geofencing”.





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