La geopolitica della corsa allo spazio
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Dopo la Finlandia è il turno della Svezia. La ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, ha firmato la domanda di adesione del Paese scandinavo alla Nato. La firma rappresenta il passo formale di Stoccolma verso l’ingresso nell’Alleanza, che potrebbe arrivare in parallelo alla fumata bianca di Helsinki.

“È qualcosa di importante e serio. È la decisione che crediamo migliore per la Svezia”, ha detto Linde, aggiungendo che la domanda svedese verrà presentata in settimana, insieme a quella finlandese, al quartier generale dell’Alleanza Atlantica a Bruxelles. Resta ancora da capire quale giorno l’ambasciatore svedese alla Nato, Axel Wernhoff, consegnerà il documento al segretario generale dell’alleanza Jens Stoltenberg. Ma, come detto, tutto dovrebbe avvenire a stretto giro.

Nel frattempo il presidente finlandese Sauli Niinisto è attualmente in visita di stato in Svezia, a conferma di come l’asse nordico intenda perseguire fino in fondo l’ingresso nella Nato. Dalla Russia, intanto, è arrivata l’immediata reazione di Sergej Lavrov. Il ministro degli Esteri russo ha dichiarato che l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato non farà nessuna grande differenza per Mosca, in quanto da tempo i due Paesi partecipano da tempo alle esercitazioni militari dell’Alleanza.



La mossa della Svezia

Il ministro degli Esteri svedese Ann Linde ha, come detto, firmato la richiesta di adesione alla Nato della Svezia. Si tratta di un passo formale diretta conseguenza dell’annuncio dato ieri dalla premier, Magdalena Andersson, di voler entrare nell’Alleanza. “Non sappiamo quanto tempo ci vorrà, ma riteniamo che potrebbe volerci fino a un anno”, ha dichiarato Linde. La domanda, ha aggiunto il ministro, sarà presentata a breve, insieme a quella della Finlandia, e poi sarà esaminata dalla Nato.

Nei giorni scorsi Andersson aveva affermato che l’adesione del suo Paese all’Alleanza agirà da deterrente contro un’eventuale aggressione russa. “Il governo ha deciso di informare la Nato che la Svezia vuole diventare un membro dell’alleanza”, ha dichiarato la premier ail giorno dopo che la vicina Finlandia aveva fatto un annuncio simile. “Stiamo lasciando un’era e ne stiamo iniziando un’altra”, ha detto, aggiungendo che l’ambasciatore svedese della Nato avrebbe “a breve” informato l’Alleanza Atlantica. Adesso è arrivata pure la firma del documento di adesione. Insomma, Stoccolma ha deciso di andare fino in fondo, in un certo senso sfidando apertamente le minacce di Mosca.

I prossimi step di Svezia e Finlandia

Al netto degli annunci e dei proclami è importante capire quali saranno i prossimi passi effettuati dalla Svezia (e pure dalla Finlandia). La road map per entrare nella Nato è stata riassunta dal quotidiano svedese The Local. Il primo step coincide con la presentazione della domanda di adesione, firmata dal ministro degli Esteri del Paese candidato. Dopo di che, la domanda deve essere discussa dai rappresentanti degli Stati membri della Nato. L’Alleanza Atlantica prende quindi la decisione di avviare i negoziati di adesione. A quel punto l’intera discussione sarà guidata da Bettina Cadenbach, vicesegretaria generale della Nato.

Svezia e Finlandia, nel nostro caso, devono quindi accettare di avere i requisiti richiesti dall’Alleanza e attendere che gli ambasciatori Nato votino per firmare un protocollo di adesione. Una volta che il protocollo è stato firmato da tutti i Paesi, il Paese richiedente diventa un “membro invitato”, che può partecipare alle riunioni ma non esercitare il diritto di voto. Il protocollo viene inviati ai 30 Stati membri per l’accettazione finale da parte dei loro parlamenti o governi, per una fase che può richiedere almeno sei mesi. In caso di fumata bianca, l’iter è a questo punto concluso.

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