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La rapida avanzata dei talebani in Afghanistan e il ritiro disordinato e caotico degli Stati Uniti che ha evocato i giorni di Saigon ha suscitato molti dubbi e perplessità da parte dell’opinione pubblica nonché di molti analisti ed esperti. La domanda che tutti si pongono è: com’è stata possibile una debacle simile? Cosa hanno sbagliato i funzionari dell’amministrazione Biden? È stato un fallimento di intelligence? In un’intervista esclusiva rilasciata ad Abc News, il presidente Joe Biden è rimasto fermo nella sua difesa di ritirare gli Stati Uniti dal Paese, sottolineando – per la prima volta – che il caos che ha sconvolto il mondo era pressoché inevitabile. “Non crede che questo ritiro dal Paese sarebbe potuto essere gestito meglio, non c’è stato alcun errore?” ha chiesto George Stephanopoulos all’inquilino della Casa Bianca. “No, non credo che avrebbe potuto essere gestito senza che ne derivasse il caos” ha replicato Biden.

L’intelligence replica a Biden: “Sapeva cosa sarebbe successo a Kabul”

Nei giorni scorsi, molti esponenti di entrambi i partiti hanno preso di mira l’intelligence Usa, parlando apertamente di un fallimento. “Questa è una crisi di proporzioni incalcolabili”, ha sottolineato il democratico Jackie Speier a Nbc News Sunday mentre i militanti talebani stavano facendo irruzione a Kabul . “Questo è un fallimento dell’intelligence. Abbiamo sottovalutato i talebani e sopravvalutato la determinazione dell’esercito afghano”. Su Twitter, nel frattempo, è diventato popolare l’hashtag #intelligencefailure, ma secondo alcune rivelazioni anonime diffuse sempre da Abc News l’amministrazione Biden era stata correttamente messa conoscenza del fatto che i talebani sarebbero riusciti a prendersi il Paese e la capitale in pochissimo tempo.

A partire da luglio i servizi avevano trasmesso rapporti più pessimistici, inascoltati dalla Casa Bianca e dal presidente Usa. “Sia chiaro, non è stato un fallimento dell’intelligence. L’intelligence non è stata ascoltata, cosa che è diventata una tendenza nell’amministrazione Biden che ha portato a così tanti problemi” ha sottolineato a Fox News l’ex direttore dell’intelligence nazionale, John Ratcliffe. “Quando ero il Dni (Direttore dell’Intelligence Nazionale), avevamo valutato correttamente che questo sarebbe stato esattamente ciò che sarebbe accaduto se non avessimo avuto un ritiro basato su condizioni”.

Flop sul piano militare e tattico

Più che un fallimento dell’intelligence Usa, il flop sembra essersi verificato sul piano tattico/militare. Come riporta il Washington Post, infatti, gli analisti militari hanno indicato delle gravi falle nella pianificazione e nell’esecuzione che hanno ostacolato la capacità dell’esercito Usa di far fronte rapidamente agli eventi e al caos che si stava generando. Il principale tra i fallimenti, spiegano gli analisti interpellati dal Washington Post, è stata la mancanza di un quartier generale in grado di gestire una situazione di sicurezza in rapido deterioramento. “Da un punto di vista militare, abbiamo chiuso il nostro unico quartier generale quando Scott Miller se n’è andato. Non è possibile eseguire un’operazione complessa senza un quartier generale tattico e operativo capace”, ha affermato il tenente generale in pensione David Barno, ex comandante delle forze statunitensi in Afghanistan. “Penso che la velocità e la complessità dell’operazione li abbiano colti di sorpresa”, ha detto.

Un’altra mossa azzardata che farà molto discutere riguarda la controversa decisione del Pentagono di chiudere la base aerea di Bagram più di sei settimane fa, quando la missione per evacuare gli alleati più stretti degli Usa era appena iniziata. Il vasto aeroporto, con due piste, si trova a circa 35 miglia a nord di Kabul e avrebbe offerto un’alternativa all’aeroporto internazionale della capitale. E forse non avremmo assistito alle drammatiche immagini di coloro che precipitano dal carrello dell’aereo in decollo.