“I sistemi anti-aerei che la Russia ha schierato in Siria, non dovrebbero consentire a nessun velivolo nemico di volare sopra il Paese, ma questo non sta accadendo”. È un rammaricato Khosro Orouj, alto ufficiale delle Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, quello che commenta alle principali agenzie dell’Iran, l’attuale situazione in Siria. Il generale, senza mezzi termini, invita Mosca a fare fuoco contro qualsiasi velivolo non autorizzato.Per approfondire: Siria, la Russia schiera i missiliPiù che contro gli americani, le esternazioni di Orouj sono rivolte ai caccia israeliani che, negli ultimi mesi, hanno compiuto diverse incursioni a nord di Damasco. Iran ed Israele sono ufficialmente ancora in guerra: Damasco non ha mai firmato un trattato di pace con la capitale de facto Gerusalemme.Sebbene invochi l’impiego degli S-400 schierati nelle due principali basi russe in Siria, il generale Orouj (definito proprio rammaricato per il mancato utilizzo del sistema antiaereo), ignora volutamente di menzionare l’accordo siglato tra Israele e Russia per coordinare le operazioni aeree.Lo scorso aprile, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ammesso per la prima volta che Israele ha effettuato raid mirati in Siria contro decine di convogli che trasportavano armi avanzate destinate a Hezbollah. È il primo riconoscimento pubblico dell’impegno militare di Israele in Siria.Per approfondire: L’Iran si arma con gli S300 russiLo scorso dicembre Netanyahu affermò chiaramente che Israele non avrebbe mai permesso il transito di forniture militari dalla Siria al Libano. Israele sarebbe ufficialmente neutrale nella guerra civile siriana, ma dal 2013 ha effettuato una dozzina di attacchi aerei in tutta il paese colpendo anche strutture governative.Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha minacciato più volte nei mesi scorsi di colpire i siti nucleari di Israele. I raid israeliani avvenuti dallo scorso ottobre ad oggi, ricevono il visto dal Cremlino. Lo scorso ottobre, infatti, poche ore dopo il dispiegamento russo in Siria, i due paesi crearono un canale di coordinamento per “evitare spiacevoli malintesi”. Più volte, così come confermato dal Ministro della Difesa Moshe Ya’alon, i velivoli russi hanno violato lo spazio aereo di Israele.  Noi non li ostacoliamo – disse Moshe Ya’alon il 29 novembre scorso – quando si avvicinano nel nostro territorio, ma anche loro non intervengono quando i nostri caccia agiscono a protezione degli interessi della nazione.Mosca, dallo scorso ottobre, ha istituto una no-fly zone che comprende la maggior parte della Siria e parte di Israele (Golan compreso). Lo schermo difensivo copre anche la zona meridionale della Turchia e le basi utilizzate dagli USA per i raid in Siria. Il consenso russo per ogni tipo di volo nelle zone controllate è implicito. Sia la base di Hmeymim che la struttura navale di Tartus, ultimo avamposto russo nella Regione dopo il crollo dell’Unione Sovietica, sono protette dai sistemi stratificati a breve, medio e lungo raggio S300/S400. La prima linea di difesa è formata dai sistemi a lungo raggio S-400 ed S-200VE. La seconda linea, a medio raggio, dai sistemi S-300FM Fort-M e Buk-M2E. La terza, infine, è assicurata dagli Osa-AKM e dai sistemi S-125 Pechora-2M SHORAD. Hmeymim e Tartus, infine, rientrano nel raggio degli incrociatori missilistici in rotazione schierati a ridosso della costa siriana.