L’operazione delle forze armate ucraine nelle regioni separatiste del Donbass cambierà nome e struttura. Ad annunciarlo, a margine di una riunione con i vertici militari del Paese tenutasi nella giornata di lunedì, è stato il presidente ucraino Petro Poroshenko.
A sostituire l’operazione anti-terrorismo, schierata nel Sud-Est del Paese dall’estate del 2014, sarà una nuova missione interforze che prenderà il via nei prossimi giorni. “Stiamo iniziando una nuova operazione militare guidata dalle forze armate ucraine per proteggere l’integrità territoriale del Paese”, ha detto il presidente, citato dall’agenzia di stampa russa Tass. Una soluzione politica e diplomatica del conflitto resta comunque prioritaria per le autorità ucraine, ha chiarito Poroshenko. Ma non è escluso che il nuovo dispiegamento di forze possa entrare in azione nel caso di una “nuova offensiva russa su larga scala”, ha aggiunto il capo dello Stato, secondo quanto riferisce l’Interfax.
Da Kiev fanno sapere che il cambio di strategia porterà con sé “cambiamenti drastici” nell’organizzazione delle forze armate, conferendo all’esercito ucraino maggiori poteri di controllo sulla Guardia Nazionale, sui servizi segreti (SBU) e sulla polizia nazionale.
Per gli esperti russi, come Alexander Dudchak, intervistato dal network Russia Today, il dispiegamento della nuova missione mostrerebbe chiaramente la volontà di Kiev di risolvere la crisi manu militari. A guidare l’operazione, che punta a riportare sotto controllo ucraino i territori in mano ai ribelli filo-russi, sarà il generale Sergej Nayev, che prenderà il posto del comandante dell’operazione anti-terrorismo, Mykhailo Zabrodskiy.
Secondo le ultime stime il conflitto nel Donbass ha provocato finora 10mila morti e due milioni di sfollati. In una recente intervista concessa al Sir il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Claudio Gugerotti, ha reso noto che nelle zone adiacenti alla linea del fronte i civili continuano ad avere difficoltà ad accedere a viveri, acqua e medicinali. A pagare lo scotto più alto, secondo il presule, sono bambini ed anziani, provati da guerra, fame e malattie.