Israele riapre i valichi lungo la Striscia di Gaza. Dopo l’escalation di violenze consumatasi la scorsa settimana, che aveva portato alla chiusura di ogni via di accesso, lo Stato ebraico ha deciso di riaprire i principali valichi per permettere ai cittadini che risiedono nell’enclave palestinese di entrare nel Paese.

Sia il passaggio per le persone di Erez che il valico merci di Kerem Shalom sono stati riaperti in rispetto dell’accordo per il cessate il fuoco stretto tra Israele e gli esponenti palestinesi. L’accordo è stato reso possibile dalla “mediazione dell’Egitto ” e delle Nazioni Unite, spiega il giornale Times of Israel.

Durante i quattro giorni che hanno visto un’escalation di violenta hanno perso la vita quattro civili israeliani e 29 palestinesi. Inclusi 11 militanti e il comandate Hamed Hamdan Khudari che, secondo l’intelligence israeliana, era il contatto tra Hamas e l’Iran, che finanzierebbe le frange armate islamiste attraverso una rete di cambi di valuta. Tra il 4 e il 6 maggio oltre 600 razzi sono stati lanciati contro il territorio israeliano. Mentre l’aeronautica israeliana, per rappresagli,  ha lanciato decine di raid con cacciabombardieri ed elicotteri d’attacco, colpendo secondo le fonti della israeliana oltre 200 obiettivi “militari” lungo la Striscia. Durante gli scontri, ogni valico per accedere ad Israele dalla Striscia era stato chiuso e presidiato dai soldati dell’Idf, che aveva mobilitato la brigata “Golani”, una delle migliori unità di fanteria dell’esercito israeliano.

La graduale de escalation ha portato alla riapertura del valico di Erez, situato nella parte nord della Striscia, considerato il collegamento principale per il traffico civile, e quello di Kerem Shalom, situato nella zona sud e adibito al transito di merci. Nei giorni scorsi, Israele aveva già ripristinato la zona di pesca al largo della costa di Gaza per le 12 miglia nautiche, dando il primo segnale che la situazione sarebbe tornata alla normalità, annunciando che la decisione era stata presa come “parte della politica civile di prevenzione del deterioramento elle condizioni umanitarie a Gaza ed è coerente con la politica di distinzione tra terroristi e popolazione”.