All’inizio di giugno l’Ucraina ha avviato la tanto attesa controffensiva militare nei confronti delle forze russe. Le perdite riscontrate dalle unità di Kiev durante i primi assalti, la successiva pausa operativa e la scarsa dimensione del territorio conquistato hanno immediatamente lasciato presagire il fallimento dell’operazione. Nei fatti però le forze ucraine hanno adottato un nuovo tipo di strategia d’attrito, nettamente più funzionale.
La Guerra d’attrito
A seguito delle vittoriose controffensive condotte nella seconda metà del 2022 a Kharkhiv e Kherson, l’esercito di Kiev ha adottato una strategia finalizzata a logorare il nemico russo. Tale strategia è stata applicata impantanando le forze russe in una devastante battaglia urbana nella città di Bakhmut, dando tempo alle forze armate di addestrare nuove brigate d’assalto equipaggiate con sistemi d’arma occidentali. Tale strategia aveva fatto sperare in una nuova blitzkrieg nei confronti delle forze russe, esposte ad un contrattacco meccanizzato in virtù del loro elevato grado di logoramento. I primi giorni della controffensiva hanno tuttavia visto le forze ucraine perdere diversi sistemi d’arma occidentali a fronte di guadagni territoriali limitati. Ciò è stato dovuto alla presenza di uno statico ma imponente sistema difensivo russo dotato di elevata potenza di fuoco e una gran quantità di campi minati, atti a frustrare le capacità di manovra ucraine. Tale potenza di fuoco è inoltre rinforzata dalla superiorità aerea di Mosca.
L’esercito di Kiev ha quindi tenuto una breve pausa operativa alla quale ha fatto seguito l’applicazione di una nuova strategia, non più incentrata sulla blitzkrieg, ossia su veloci manovre rivolte verso il centro di gravità nemico come avvenuto durante l’offensiva di Kupyansk nel settembre 2022, ma sul costante logoramento del nemico. La guerra d’attrito rappresenta una strategia finalizzata al progressivo esaurimento delle risorse del nemico, in tale contesto il centro di gravità nemico, definito come l’ubicazione, caratteristiche, o capacità da cui una forza militare trae le proprie capacità d’azione e voglia di combattere, non risulta essere rappresentato da un punto fisico, ma dall’impalcatura che regge lo sforzo bellico russo, costituita dalla catena logistica che alimenta le difese russe e dalle riserve mobili di Mosca.
I risultati della controffensiva
A seguito dell’avvio della controffensiva le forze ucraine sono state chiamate ad eseguire un compito avente pochi paragoni storici, rappresentata da un’offensiva militare rivolta verso un imponente sistema difensivo senza una netta superiorità numerica e senza superiorità aerea. In un tale contesto operativo la capacità di erodere le difese nemiche preservando contestualmente le proprie forze rappresenta una capacità operativa essenziale. La strategia ucraina ha sinora visto attacchi tramite forze di fanteria volti a logorare le difese russe ottenendo guadagni territoriali di natura tattica, i quali obbligano le riserve mobili russe ad intervenire esponendosi al fuoco ucraino. Tale strategia sta sinora ottenendo un certo successo, l’esercito di Kiev è infatti riuscito a liberare circa 158 km quadrati di territorio dall’elevato valore tattico, impiegando solo una minima parte delle unità mobilitate. Contestualmente grazie alle nuove capacità di bombardamento a lungo raggio le forze ucraine hanno proseguito la campagna di disabilitazione delle linee logistiche russe e dei depositi di munizioni di Mosca.
Le forze russe hanno invece impiegato una parte delle proprie riserve, logoratasi nell’ambito delle operazioni volte a prevenire sfondamenti da parte ucraina. Le forze ucraine hanno sinora perso vari carri armati e Armoured Fighting Vehicles(Afv), nonché un buon numero di Infantry Mobility Vehicles (Imv). Si tratta anzitutto di perdite tendenzialmente contenute, considerando che l’esercito di Kiev sta eseguendo una manovra offensiva segnata da attrito sfavorevole e senza superiorità aerea, in secondo luogo Afv e Imv rappresentano veicoli caratterizzati da un processo di riparazione e di sostituzione scarsamente complesso. Una fetta piuttosto consistente delle perdite ucraine è inoltre rappresentata da veicoli abbandonati, i quali possono essere recuperati e riparati.
Viceversa le perdite subite dalle forze russe sono anzitutto in larga parte ascrivibili alla completa distruzione dei sistemi d’arma, in secondo luogo l’esercito di Mosca ha subito perdite similari alle forze ucraine in relazione a carri armati e Afv, il che appare preoccupante in virtù della postura difensiva dei russi. Tuttavia il fattore maggiormente rilevante della controffensiva è stato rappresentato dalle forti perdite dell’artiglieria russa.L’invasione russa dell’Ucraina rappresenta anzitutto una guerra “d’artiglieria”, dove tale comparto svolge un ruolo di assoluta rilevanza. L’artiglieria si è rivelata sinora un elemento chiave per le forze di Kiev, in grado di impiegarla con impressionante efficacia. Ciò è reso possibile dall’impiego di avanzati software quali Kropyva e GIS Arta, i quali consentono non solo di identificare il bersaglio con estrema precisione, ma anche di ridurre tempi di dispiegamento e attacco, evitando quindi il fuoco di controbatteria russo.
Foto: EPA/ADAM VAUGHAN
Il lungo termine
Allo stato attuale la controffensiva delle forze di Kiev risulta essere nella sua fase preparatoria, l’esercito ucraino ha infatti impiegato solo una parte delle unità equipaggiate con armi occidentali, gran parte delle brigate d’assalto si trova ancora nelle retrovie. Pur impiegando una parte non cospicua delle proprie forze, l’esercito ucraino è stato in grado di liberare un certo ammontare di territorio avente un buon valore tattico, infliggendo contestualmente un tasso di perdite piuttosto elevato alle forze russe relativo in particolare a sistemi d’artiglieria. Le forze di Kiev potrebbero quindi decidere di proseguire tale strategia avanzando lentamente al fine di preservare il proprio potenziale, come già avvenuto durante la controffensiva di Kherson, o in alternativa potrebbero mirare a creare uno squarcio nelle difese russe logorando le unità di Mosca e concentrando le brigate attualmente in riserva in quello specifico punto.
Ciò che si evince dai risultati della controffensiva risulta essere l’assunzione dell’iniziativa da parte delle forze ucraine, le quali pur non avendo ancora ottenuto risultati di rilievo sono riuscite a conseguire certamente un importante obbiettivo, infliggere alle forze russe un maggior numero di perdite a dispetto della postura offensiva segnata da attrito sfavorevole. Nel lungo termine, le forze di Mosca, sempre più impossibilitate a ricevere equipaggiamento moderno e segnate da una scarsa mobilità, dovranno necessariamente fare i conti con tale processo, il quale andrà ad incrociarsi con i contestuale incremento delle capacità di strike ucraine a lungo raggio, determinate dall’ormai sempre più probabile arrivo dei missili ATACMS e dai nuovi sistemi d’arma prodotti dall’industria della difesa del paese, i quali incrementeranno le capacità di Kiev di disabilitare la logistica russa, riducendo l’afflusso di munizioni al fronte.