Avevamo lasciato il generale Sergej “Armageddon” Surovikin avvolto da un gigantesco alone di mistero, all’indomani del golpe a firma di Evgenij Prigozhin.
I sospetti su Surovikin all’indomani del golpe di Prigozhin
Il generale di ferro, che lo scorso ottobre era stato nominato come nuovo comandante generale delle forze russe in Ucraina, era scomparso a poche ore dalla “marcia della Giustizia” dei miliziani della Wagner, tanto da far presumere il suo arresto: detenzione che avrebbe trovato poi conferma in una serie di media, pronti a citare fonte interne alla Difesa russa. A fare da contraltare ai rumor e alle presunte conferme, la sua famiglia, in particolare la figlia Veronika, da subito ostinata a sostenere in pettinatissimi comunicati che il pluridecorato padre fosse al suo posto e che nulla di sconveniente fosse accaduto.
Più di qualcuno, tra i gotha dei milblogger russi, invece, era fermamente convinto che Surovikin fosse stato tratto in arresto e poi rilasciato. L’unica certezza è che, nei giorni a seguire il golpe, l’intelligence russa ha cercato di comprendere se quest’ultimo avesse in qualche modo coadiuvato Prigozhin, sia nell’occupazione di Rostov sul Don ma anche nell’organizzazione della marcia su Mosca. A far crescere i sospetti era stato poi il celebre video, nel quale egli cercava, con tono paternalistico, di invitare gli uomini della Wagner a fare un passo indietro: una mossa letta come segno di profonda intesa con il loro leader: del resto, Surovikin e Prigozhin sono vecchi compagni d’armi, avendo combattuto fianco a fianco nello scenario siriano.
Surovikin agli arresti: cosa dicono i milblogger
A distanza di più di un mese, è ancora l’universo dei milblogger a far trapelare notizie sull’infame sorte toccata al generale. Secondo il blog VChk-OGPU, considerato vicino alle forze di sicurezza russe, dalla tarda serata di domenica Surovikin sarebbe stato portato in un appartamento ove sarebbe sottoposto a una sorta di arresti domiciliari: non potrebbe lasciare l’abitazione, ma gli sarebbe concesso-dettaglio molto strano-di incontrare i suoi subalterni tra cui il generale Oleg Palguyev, suo braccio destro. Non vi sarebbe un indagine ufficiale in corso, continua il post sul blog, ma da settimane il generale sarebbe in un limbo in cui avrebbe solo il dovere di rispondere ad una serie di domande scomode. Attivato il silenzio stampa anche per i familiari, che in seguito ai messaggi apologetici della figlia Veronika non hanno più diffuso alcun tipo di notizia.
Secondo le ricostruzioni, dunque, il generale avrebbe l’esclusivo compito di “assicurarsi di essere dimenticato”. La fonte prosegue, sostenendo che prima o poi verrà presa una decisione, ma che arriverà tardi e che più il caso si raffredderà “meglio sarà”. La parola ultima, nello specifico, non sarà presa da Shoigu – odiatissimo sia da Surovikin che da Prigozhin – ma “da una sola persona”, lasciando sottintendere che questa persona è Vladimir Putin. Sul Telegram si ribadisce inoltre che questo sarebbe un metodo molto simile a quello di Ramzan Kadyrov (in questo caso, chi ha imparato da chi?): quando il leader ceceno ha il sospetto di tradimento, non agirebbe subito: lascerebbe che i suoi interroghino a lungo il sospettato lasciandolo in isolamento, fino a quando il macellaio di Grozny in persona non si ricorda di lui. Può seguire una “grazia” dopo un lunghissimo periodo, oppure il sospettato scompare per sempre.
La voce fuori dal coro del’ex tenente generale Sobolev
Sebbene si tratti di Telegram e non di fonti ufficiali, le notizie circa il destino di Surovikin giungono con uno strano tempismo. Come sottolinea Politico, la notizia dei presunti arresti domiciliari del generale giungono una manciata di giorni dopo che l’ex tenente generale russo Viktor Sobolev – ora membro della Duma – aveva dichiarato al media News.ru che Surovikin era stato rimosso dal suo ruolo di Comandante delle forze russe in ucraina, non escludendo un suo ritorno, a meno che non si fosse macchiato di gravi violazioni. Commenti anche questi insoliti, visto e considerato che né il Cremlino tantomeno la Difesa russa hanno mai diffuso notizie sulla sorte del generale Armageddon. Anzi, come spesso è accaduto, anche per lo stesso golpe della Wagner, le voci sono state bollate dall’alto come “speculazioni e accuse” ogni volta che è stato tirato in ballo il destino del generale.
Sobolev è fra i duri e puri del Partito comunista russo, che all’indomani del golpe aveva chiesto un giro di vite sui miliziani della Wagner, che aveva bollato come “un’armata illegale“, ribadendo che i soldati regolari che si fossero uniti al Corpo avrebbero rischiato fino a 15 anni di carcere. Sobolev si era spinto oltre, affermando che “[La Wagner] non è chiaro dove sia registrata e cosa faccia”. Affermazioni taglienti per un alto in grado, che tradiscono la disistima e l’idiosincrasia crescente tra la Difesa russa e i personaggi sul campo, alle prese con la pratica-e non la teoria-della guerra. Prigozhin e Surovikin erano proprio fra questi e, ad oggi, sembrano essere alle prese con il medesimo destino.
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