La geopolitica della corsa allo spazio
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Aiden Aslin è uno dei due britannici condannati a morte da un tribunale filorusso di Donetsk, in uno degli oblast contesi dell’Ucraina orientale. Il suo futuro è appeso un filo, così come la sua vita e le vite di Shaun Pinner e di un terzo uomo, il marocchino Saadoun Brahim.

La decisione delle autorità locali ha sconvolto Boris Johnson, che ha ordinato ai suoi ministri di fare “ogni cosa in loro potere” per assicurare il loro rilascio. Londra parla apertamente di “sentenza farsa” e sostiene che non ci siano reali motivazioni capaci di giustificare “questa violazione della protezione a cui hanno diritto”.

Le repliche britanniche hanno sostanzialmente lasciato inermi la Russia. Mosca, per bocca della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha fatto sapere che la Federazione Russa prende atto della reazione frenetica e isterica del Regno Unito, ribadendo che i cittadini britannici condannati alla pena capitale sono mercenari e non prigionieri di guerra.

Alzata di spalle anche da parte del ministro degli Esteri russi, Sergej Lavrov, secondo cui la decisione in merito al destino dei due uomini è stata presa in base alle leggi della Repubblica Popolare di Donetsk e che non si può interferire nel suo sistema giudiziario.



Aslin il cosacco anti Isis

Quando si sono recati in Ucraina, Aslin e Pinner non si conoscevano. Condividevano tuttavia gli stessi obiettivi: cercare una nuova vita e aiutare a difendere il Paese.

La storia di Aslin è particolarmente interessante. Ha 28 anni ed è conosciuto con più nomi. In passato, con lo pseudonimo di Rojhat, ha combattuto a fianco della milizia curda siriana contro l’Isis. In seguito si è unito come combattente volontario tra le fila dell’esercito ucraino. In Europa orientale, è diventato cosacco Gundi, anche se era noto a tutti semplicemente come Johnny.

Aslin, prima di imbarcarsi in questa movimentata vita, era un operatore sanitario della sua città natale di Newark, nel Nottinghamshire. Nel 2015, ovvero nel momento in cui lasciava il Regno Unito per la Siria, non aveva alcuna esperienza militare. Tra le altre cose sappiamo che, prima di salire a bordo di un aereo per Sulaymaniyah, nel nord dell’Iraq, avrebbe detto alle autorità di frontiera che stava semplicemente viaggiando zaino in spalla.

La guerra in Ucraina

Archiviata la parentesi siriana, Aslin è tornato nel Regno Unito. Ha raccontato di aver avuto difficoltà ad adattarsi alla vita lontano da una zona di guerra e pure qualche grana legale per via delle sue attività militari in Siria. Era stato incriminato per terrorismo ma, in seguito ad una campagna di pubblica pressione, tutte le accuse sono cadute nel vuoto. Nel frattempo il giovane sta cercando in tutti i modi di reinserirsi nella società britannica senza tuttavia riuscirci.

Bisogna fare un piccolo passo indietro per capire il proseguo della sua storia. Mentre si trovava in Siria si imbatte in persone che avevano combattuto per gli ucraini nel Donbass. Nel 2018 Aslin decide così di recarsi a Kiev, unendosi ai marines ucraini. Il ragazzo ha adesso una nuova causa in cui credere. Completa tre tournée in prima linea nel Donbass, si adatta, non senza difficoltà, al sistema militare e linguistico dell’Ucraina e ottiene la doppia cittadinanza, britannica e ucraina.

Lo scorso 24 febbraio, quando Mosca ha dato il via alla cosiddetta operazione militare speciale, era impegnato a combattere nella città di Mariupol, città assediata per più di 11 settimane dall’esercito russo. Pare che il ragazzo avesse programmato di sposare la sua fidanzata Diane, un’insegnante di inglese del Centro di addestramento navale dell’Ucraina. Non sappiamo, tuttavia, se i due siano riusciti a sposarsi prima della cattura. Aslin viene catturato ad aprile dalle truppe del Cremlino. L’immagine di Aslin è riapparsa sulla tv russa. Non era più cosacco Gundi ma un mercenario da punire.

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