Nessuna certezza, nessuna data, solo valutazioni tecniche in corso. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, appena sbarcato in Libano in questo gioved√¨ mattina, tratta il tema delle missioni italiane all’estero e specifica quella che, allo stato puramente attuale, √® la posizione del governo.¬†

“Sull’Afghanistan solo valutazioni tecniche”¬†

Quello delle missioni all’estero √® un tema spinoso, che riguarda non solo la dislocazione dei nostri soldati ma anche ovviamente la posizione politica del governo circa alcuni dei pi√Ļ importanti dossier internazionali. La linea complessivamente sembra tendere in qualche modo non ad una diminuzione del numero dei soldati italiani operanti all’estero, ma ad una loro redistribuzione complessiva. Niger e Libia sono i fronti pi√Ļ caldi al momento, Iraq ed Afghanistan appaiono invece pi√Ļ lontane dalla lista delle priorit√†. Mercoled√¨ Conte a Baghdad sfiora soltanto il tema, confermando al suo omologo iracheno l’impegno dell’Italia al fianco dell’Iraq: addestramento e cooperazione economico/culturale sono i fronti su cui Roma, secondo Conte, √® chiamata ad agire. Ma i soldati presenti a Mosul, a protezione del personale italiano che lavora presso il cantiere della diga, dovrebbero partire entro marzo.¬†

Se dunque la missione italiana in Iraq dovrebbe ridursi al rango di aiuti nell’addestramento e nella ricostruzione, in tanti prevedono un totale ritiro invece dall’Afghanistan. Ma Conte sembra al momento bloccare questa eventualit√†: “Siamo in una fase assolutamente preliminare – dichiara il presidente del consiglio, cos√¨ come riportato dall’agenzia ItalPress –¬†La valutazione si inserir√† nella prospettiva di un processo di pace che ci auguriamo si completi”. In poche parole, secondo il capo del governo italiano √® ancora presto per parlare di ritiro dall’Afghanistan. “Il ministro Trenta – prosegue infatti Conte – Ha solo chiesto una valutazione tecnica”. Nessuna decisione all’orizzonte dunque. I prossimi mesi sono decisivi per poter verificare cosa realmente spetta fare al contingente italiano nel paese asiatico. Importante anche la precisazione dello stesso premier: “Sugli altri contingenti al momento non c’√® alcuna valutazione in corso, a fine marzo invece ritireremo quello di Mosul“. Il quadro sembra quindi chiaro: il ridimensionamento delle missioni in Afghanistan ed Iraq √® all’ordine del giorno ma, mentre da Mosul i soldati italiani andranno via a breve, da Kabul invece tutto √® soltanto in fase di valutazione.

Confermata la presenza italiana in Libano

A Beirut il tema delle missioni italiane all’estero √® ugualmente sentito. Nel paese dei cedri l’Italia ha mille uomini che operano nel sud del Libano, al confine con Israele. Il nostro contingente √® all’interno della missione Unifil dall’estate del 2006, da quando cio√® si √® giunti ad un cessate il fuoco tra gli Hezbollah libanesi e lo Stato ebraico. Per il Libano la missione italiana √® importante, ma lo √® anche per noi: la nostra presenza in quest’area rafforza i legami economici e politici con Beirut, oggi pi√Ļ che mai essenziali grazie ai tanti dossier in ballo.¬†

Dunque in Libano si prosegue regolarmente, valutazioni e possibili ritiri al momento comprendono soltanto Afghanistan ed Iraq. Sul fronte africano invece, dopo mesi di stallo la missione italiana in Niger sembra prendere normalmente piede. 

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