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“È il presidente Trump a gestire il negoziato”. Mentre il presidente Usa, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, dialogavano al telefono per gettare le basi di una trattativa che potrebbe porre fine alla guerra in Ucraina, il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, rincarava la dose, imponendo a un’Unione Europea sempre più marginalizzata e schiacciata sulle posizioni delle nazioni baltiche un necessario bagno di realismo. Hegseth ha affermato ciò che analisti e giornalisti osteggiati dall’establishment politico/mediatico hanno ripetuto per mesi, escludendo l’ipotesi di un’adesione dell’Ucraina alla NATO come parte di un accordo di pace con la Russia e definendo “irrealistico” l’obiettivo di riportare il Paese ai confini precedenti al 2014. E davvero poco importa se, nelle dichiarazioni successive, è apparso più “cauto”: il terremoto diplomatico si era già innescato.

Una doccia fredda per Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri, per il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, e per numerosi giornalisti e analisti che finora hanno sostenuto l’opposto. Le dichiarazioni dirompenti del nuovo capo del Pentagono, alla sua prima uscita ufficiale, hanno scatenato un’ondata di critiche, spingendo il presidente Donald Trump a intervenire in sua difesa. Trump ha ribadito che la Russia non avrebbe mai potuto accettare l’ingresso dell’Ucraina nella NATO e ha attribuito l’inizio della guerra agli errori di Biden, che aveva lasciato intendere una possibile adesione di Kiev all’Alleanza.

Le parole di Pete Hegseth sull’Ucraina

Hegseth ha espresso questa posizione mercoledì, durante un incontro del Ukraine Defense Contact Group a Bruxelles. “Gli Stati Uniti non credono che l’ingresso dell’Ucraina nella NATO sia un esito realistico per un accordo negoziato”, ha dichiarato, segnando una presa di distanza netta dalle posizioni più intransigenti sostenute in passato dall’amministrazione Biden.

L’amministrazione Trump, ha spiegato il Segretario alla Difesa, punta a porre fine al conflitto attraverso la diplomazia. Tuttavia, per raggiungere un’intesa, sarà necessario partire dal riconoscimento che un ritorno ai confini pre-2014 “è un obiettivo irrealistico”. Secondo Hegseth, “perseguire questa illusione non farà altro che prolungare la guerra e causare ulteriori sofferenze”.

Escluso l’invio di truppe Usa in Ucraina: “Nessuna missione sotto l’ombrello NATO”

“Qualsiasi garanzia di sicurezza deve essere sostenuta da truppe europee e non europee capaci. Se queste forze verranno dispiegate come peacekeeper in Ucraina, dovranno far parte di una missione non-NATO e non rientrare sotto la protezione dell’Articolo 5″, ha dichiarato Hegseth.

Il Segretario ha inoltre sottolineato la necessità di una rigorosa supervisione internazionale della linea di contatto tra le forze ucraine e russe. Tuttavia, ha escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento diretto dell’esercito statunitense: “Per essere chiari, nell’ambito di qualsiasi garanzia di sicurezza, non ci saranno truppe americane dispiegate in Ucraina“.

Come ha osservato il giornalista Premio Pulitzer Glenn Greenwald “Hegseth ha scioccato gli alleati della NATO dichiarando che gli USA seguiranno una politica realistica sull’Ucraina, non mettendo più Kiev al di sopra degli interessi americani. Prima, ha aggiunto, “chiunque esprimesse queste idee veniva etichettato come un agente russo. Ora, però, l’Occidente è costretto ad accettare la realtà”.

Come ha scritto Fulvio Scaglione su InsideOver, “è di paradigma radicale, quello adottato da Trump, e ovviamente ben gradito a Putin. Non è la legge del più forte ma la legge della forza: se non puoi battere il tuo avversario (o costa troppo provarci) prova a trattare, a trovare un accordo per te favorevole. Legge della forza che si applica in tutte le direzioni, e a maggior ragione con gli interlocutori più deboli: per esempio all’Ucraina (ti ho aiutato e ti aiuterò ma voglio essere compensato) come all’Unione Europea (dovete comprare più gas Usa, vi mettiamo i dazi sull’acciaio, le vostre regole sull’Ia non sono accettabili, ecc. ecc.)”.

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