Dai missili balistici alle maschere antigas: le nuove armi di Kim

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Gli applausi del suo popolo, la fedeltà assoluta delle forze armate, la presentazione di nuovi armamenti che hanno lasciato a bocca aperta gli analisti militari di tutto il mondo. E, come ciliegina sulla torta, l’endorsement di Xi Jinping, l’uomo più potente della Cina, desideroso di approfondire le relazioni con il governo nordcoreano. Kim Jong Un non poteva chiedere di meglio al termine di una giornata storica. Non solo per le mastodontiche celebrazioni tenutesi in occasione del 75esimo anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori, il partito che guida la politica della Corea del Nord praticamente dalla sua nascita. Ma anche per lo spessore dei messaggi lanciati dal Grande Maresciallo a vari interlocutori, Stati Uniti in primis.

Proprio da Washington è arrivata una prima reazione che probabilmente riempirà d’orgoglio il terzogenito della dinastia Kim. Secondo quanto riportato da Reuters, un alto funzionario dell’amministrazione statunitense sarebbe rimasto “deluso” dal comportamento superbo avuto dalla Corea del Nord. Pyongyang, infatti, durante l’attesissima parata militare, ha esposto armi inedite, tra cui uno dei più grandi missili balistici intercontinentali mobili (ICBM).

“È deludente vedere la Corea del Nord continuare a dare la priorità al suo programma proibito di missili nucleari e balistici rispetto a lavorare per un futuro migliore per il popolo nordcoreano”, avrebbe detto il funzionario. Dietro queste parole è possibile leggere una certa frustrazione. La stessa che aleggia tra certi falchi repubblicani, stanchi di bussare con educazione alla porta di Pyongyang per venire a capo di un nodo diplomatico sempre più complesso.

Il missile misterioso

Al termine di un discorso in cui ha faticato a trattenere le lacrime, Kim ha assistito da Piazza Kim Il Sung a una delle parate militari più imponenti mai effettuate dalla Corea del Nord. Le strade di Pyongyang hanno visto sfilare militari, truppe speciali, carri armati e missili di ogni tipo. Il pezzo pregiato è stato senza ombra di dubbio il missile balistico intercontinentale mobile (ICBM) trasportato da un trasportatore elevatore lanciatore dotato di 22 ruote e 11 assi.

Ankit Panda, esperto di armi nucleari presso il Carnegie Endowment for International Peace, ha dichiarato che quel missile è con ogni probabilità “il più grande missile balistico intercontinentale a propellente liquido mobile“. La Corea del Nord, nonostante tutti i tentativi di ostacolarla, continua a fare progressi significativi nelle sue forze convenzionali e nucleari. Progressi che, almeno sulla carta, rischiano adesso di diventare troppo pericolosi per gli Stati Uniti e gli alleati americani in estremo Oriente.

Melissa Hanham, vicedirettore dell’Open Nuclear Network, ha definito il nuovo missile un “mostro”. Anche perché l’ICBM in questione, al netto delle capacità di Pyongyang di renderlo operativo, si candida a essere ancora più minaccioso rispetto all’Hwasong-15, già potenzialmente in grado di trasportare una testata nucleare sul territorio americano data la sua gittata superiore ai 12mila chilometri di distanza.

Le altre novità

Oltre all’ICBM è apparso anche un nuovo Slbm, missile balistico lanciato da sottomarino, denominato Pukguksong-4. Si tratta di un nuovo missile balistico a combustibile solido progettato che può essere sparato, come detto, da sottomarini o lanciatori mobili terrestri. Dalle immagini sembrerebbe inoltre che la Corea del Nord sia finalmente riuscita a padroneggiare la produzione in loco di grandi TELS (Trasportatore Elevatore Lanciatore, ossia veicoli militari progettati per trasportatore, elevare e lanciare uno o più missili terra-aria o missili superficie-superficie). E questa rischia di essere una notizia sorprendente, considerando che l’economia nordcoreana è da anni travolta da sanzioni e problemi interni di vario tipo. La parata militare ha inoltre mostrato carri armati di una categoria mai vista, sistemi di difesa costiera, difese aeree e truppe speciali. Interessante, infine, notare la presenza di alcuni soldati muniti di maschere antigas destinate alla guerra chimica. Mai prima d’ora Pyongyang aveva mostrato qualcosa di simile durante una delle sue numerose parate.