Nuove forniture di materiale militare, addestramento dei soldati, invio di consiglieri per la Difesa. Sono questi i punti principali contenuti nel patto che segna l’ulteriore rafforzamento della cooperazione militare tra Stati Uniti ed Ucraina. In un momento di alta tensione tra Mosca e Kiev, dopo l’incursione armata, denunciata dalla Russia, di agenti ucraini in Crimea, e con la situazione nel Donbass che diventa ogni giorno più instabile, il Pentagono ha scelto di rafforzare l’alleanza militare con Kiev, attraverso un accordo bilaterale, valido per i prossimi cinque anni, il cui scopo è quello di rinforzare l’esercito ucraino e aumentare la prontezza al combattimento delle sue truppe.Per approfondire: Guarda il nostro reportage dal DonbassNel 2014 il dipartimento della Difesa americano ha stanziato più di 600 milioni di dollari per l’addestramento delle forze armate ucraine. Ora il Pentagono ha deciso di rilanciare, con un nuovo accordo di portata “storica”. Il primo ad essere siglato per un periodo di tempo così lungo. Si tratta di “un accordo molto importante che amplierà le possibilità dell’Ucraina per la tutela del proprio territorio”, ha detto il segretario alla Difesa di Washington, Ashton Carter, che assieme al suo omologo ucraino, Stepan Poltorak, ha firmato l’accordo, nella giornata di venerdì, a Londra. Kiev continuerà quindi a beneficiare per lungo tempo del supporto di Washington in termini di forniture, addestramento e consulenza militare. E tra gli esperti americani che voleranno a Kiev per offrire sostegno in materia di difesa alle autorità ucraine c’è anche l’ex comandante del CENTCOM (Comando Centrale degli Stati Uniti), il generale in congedo, John Abizaid. Anche la Gran Bretagna, che ha ospitato nella capitale Londra la firma dell’accordo, ha annunciato di voler contribuire all’addestramento delle truppe ucraine.I militari di Kiev continuano ad essere impegnati nelle operazioni militari nel Donbass contro gli indipendentisti filo-russi, che non riconoscono il governo ucraino post-Maidan. A Donetsk e Lugansk la tregua sottoscritta a Minsk lo scorso febbraio, infatti, non è mai stata realmente implementata, ed anzi, le sue violazioni sono sempre più frequenti. La scorsa settimana gli osservatori dell’Osce, incaricati di vigilare sul mantenimento del cessate il fuoco, hanno accusato entrambe le parti in conflitto di non aver mai provveduto a rimuovere l’artiglieria pesante dalle prime linee, come imponevano, invece, le misure adottate negli accordi firmati nella capitale bielorussa.