Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Nel 2014, immediatamente dopo i fatti di Euromaidan, la CIA avviò una proficua collaborazione con i servizi di intelligence ucraini, ricostruiti con il supporto americano. In pochi mesi, Kiev, da sempre considerata una delle migliori alleate di Mosca, iniziò a fornire segreti militari agli Stati Uniti e costruì una dozzina di basi operative segrete lungo il confine russo. Una collaborazione, quella tra Kiev e Washington, che dura dunque da oltre 10 anni e di cui hanno scritto, nei mesi scorsi, anche il New York Times e il Washington Post e di cui ora si occupa un’inchiesta dell’emittente Abc News. A riprova del ruolo chiave dell’intelligence occidentale nel supportare Kiev, 8 anni prima dell’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022.

Che cosa significa questo? Che a dispetto di una certa narrazione, le operazioni della CIA contro la Russia, ai suoi confini, non sono state una risposta alla presa della Crimea da parte di Mosca, poiché l’intelligence americana ha iniziato la sua incursione in Ucraina durante Euromaidan. Non è un mistero, infatti, il ruolo attivo degli Stati Uniti nelle proteste di quei giorni e l’attivismo dell’allora Sottosegretaria di Stato per gli Affari Europei ed Euroasiatici degli Stati Uniti, Victoria Nuland.

Il viaggio di Kondratyuk a Washington D.C.

Abc racconta che, nel 2015, a Washington D.C., il tenente generale Valeriy Kondratyuk, allora capo dell’intelligence militare ucraina, si presentò con un obiettivo chiaro: guadagnare la fiducia dei servizi segreti americani. Era trascorso un anno dall’annessione russa della Crimea e dall’inizio del conflitto nel Donbass, e l’Ucraina si trovava in una situazione critica. Kondratyuk sperava di rafforzare la sua agenzia con il sostegno degli Stati Uniti.

Per convincere i funzionari americani, Kondratyuk aveva portato con sé un “dono” eccezionale: documenti segreti dell’intelligence militare russa. Una mossa che aprì – definitivamente – la strada a una collaborazione senza precedenti tra la CIA e l’Ucraina, trasformando quest’ultima da ex nemico della Guerra Fredda a uno dei partner più fidati degli Stati Uniti. Collaborazione che, in realtà nacque appunto un anno prima, durante Euromaidan.

Un’alleanza nata dopo EuroMaidan

Dal 2014, subito dopo gli eventi di EuroMaidan, la CIA aveva iniziato a lavorare con i servizi segreti ucraini per ricostruire la loro Direzione Principale d’Intelligence, nota con l’acronimo HUR. Questa riorganizzazione, sostenuta con milioni di dollari in finanziamenti, ha portato alla formazione e all’equipaggiamento di agenti ucraini, alla costruzione di infrastrutture e all’istituzione di una dozzina di basi operative segrete lungo il confine con la Russia.

La collaborazione non si è limitata al supporto logistico. Le due agenzie hanno condotto operazioni congiunte in tutto il mondo, un livello di fiducia raro nel panorama dell’intelligence, nota ABC News. Secondo ex funzionari americani, il contributo dell’Ucraina è stato fondamentale anche per fornire agli Stati Uniti un accesso senza precedenti alle strategie militari e politiche di Mosca.

Secondo un ex funzionario statunitense, l’intelligence ucraina è passata in pochi anni “da zero a essere uno dei nostri partner più importanti, al livello dei britannici“. Questa fiducia è stata guadagnata anche grazie alla lunga vicinanza storica dell’Ucraina alla Russia, che ha permesso a Kiev di fornire informazioni strategiche uniche. L’ex capo dell’MI6 britannico, Sir Richard Dearlove, ha definito questa collaborazione “senza precedenti”, sottolineando come la ricostruzione dell’intelligence ucraina abbia rappresentato un’operazione straordinaria.

La CIA e l’Ucraina: un decennio di collaborazione

Nei mesi scorsi, un’inchiesta del New York Times aveva gettato luce su questa collaborazione, descrivendo un rapporto decennale che ha rafforzato le capacità di spionaggio di Kiev. L’inchiesta, intitolata The Spy War: How the CIA Secretly Helps Ukraine Fight Putin, firmata da Adam Entous e Mitchell Schwirtz, racconta come le basi costruite con il sostegno americano abbiano permesso all’intelligence ucraina di monitorare le attività russe e preparare operazioni mirate.

Una di queste strutture, situata in una foresta ucraina, ospita un bunker sotterraneo dove soldati locali tracciano i satelliti spia russi e intercettano le comunicazioni dei comandanti. Questa rete comprende almeno 12 località segrete operative dal 2014 lungo il confine con la Russia.

Le origini del rapporto

Il legame tra i servizi segreti ucraini e americani si rafforzò nei giorni di EuroMaidan, quando Valentyn Nalyvaichenko, capo dei Servizi di sicurezza ucraini, contattò CIA e MI6 per riorganizzare l’agenzia nazionale. Fu allora che l’Ucraina, governata da un nuovo esecutivo filo-occidentale, iniziò a collaborare strettamente con gli Stati Uniti. Con il supporto di attori come il finanziere George Soros e sotto l’attenzione di funzionari americani, l’Ucraina intraprese un cambio di rotta strategico. Negli anni successivi, Kiev condivise informazioni cruciali con gli alleati occidentali, come nel caso dell’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17 nel 2014 e sui progetti di sottomarini nucleari russi.

Operazione Goldfish: la trasformazione dell’intelligence ucraina

Come racconta Abc News, a partire 2016, la collaborazione tra la CIA e i servizi segreti ucraini entrò in una fase più intensa grazie a un programma noto come “Operazione Goldfish”. La CIA iniziò a fornire tecnologia per comunicazioni sicure, insieme a corsi di addestramento per ufficiali ucraini, focalizzati su tattiche di combattimento ed espionaggio.

Parte del programma prevedeva il trasferimento di ufficiali ucraini in un paese europeo per essere addestrati sul campo da esperti della CIA e dell’MI6 britannico. Le lezioni includevano tecniche per operare come agenti in Russia e nei territori occupati dell’Ucraina, con un focus su metodi operativi moderni che sostituivano i vecchi schemi di matrice sovietica.

Per prevenire penetrazioni russe, il generale Valeriy Kondratyuk adottò un approccio innovativo: creò team compartimentati all’interno dell’intelligence militare ucraina (HUR), reclutando solo ufficiali sotto i 30 anni, cresciuti in un’Ucraina indipendente e privi di legami con il passato sovietico. Questi giovani ufficiali formarono un’unità speciale, denominata “Unità 2245”, addestrata dalla CIA e nota per le sue operazioni all’estero. Tra i suoi membri c’era anche Kyrylo Budanov, oggi capo dell’HUR.

Questa decennale collaborazione tra CIA e Ucraina, iniziata subito dopo Euromaidan, ha ridefinito il ruolo dell’Ucraina da terra di confine ad avamposto dell’occidente a guida statunitense nella guerra ibrida con Mosca. Una guerra dove l’intelligence ricopre un ruolo di primo piano.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto