Un mistero, l’ennesimo, in questa guerra sempre più complessa che si sta svolgendo in Siria. Omar Alloush, un alto funzionario curdo che collaborava con gli Stati Uniti per realizzare la strategia di Washington nel nord della Siria, è stato trovato morto nel suo appartamento giovedì scorso.

La morte, più che sospetta, è un duro colpo per la strategia americana nella regione. Omar Alloush rappresentava il ponte fra Usa e curdi per la stabilizzazione della regione settentrionale della Siria sotto il controllo Usa. Ha svolto un ruolo fondamentale nella mediazione tra arabi e curdi e ha reso possibile la permanenza americana nell’area nonostante i curdi non fossero convinti, soprattutto in questi ultimi mesi, della bontà della scelta.

Come riporta Abcnews, Alloush è stato trovato morto nel suo appartamento a Tal Abyad, una città a maggioranza araba nel nord della Siria, dove ha contribuito a creare un consiglio amministrativo arabo-curdo congiunto dopo che la città venne liberata dallo Stato islamico nel 2015. Il funzionario svolse, in quel determinato frangente, un ruolo chiave, tanto da aver aiutato gli Usa a formare il consiglio cittadino per Raqqa, dopo la conquista da parte delle milizie curdo-siriane e dopo i bombardamenti americani.

Alloush e altri leader tribali arabi furono determinanti nel negoziare un accordo con le ultime sacche di resistenza del Califfato per evacuare la città. Un accordo che, ricordiamo, ebbe come conseguenza quella dell’evacuazione di molti terroristi dell’Isis, cui fu permesso di lasciare Raqqa con un convoglio. L’accordo fu fortemente criticato dagli alleati della Siria, che accusarono gli Usa di aiutare gli jihadisti a fuggire da quella che, di fatto, era la capitale del Califfato. 

Il mese scorso, in Siria, accadde qualcosa d molto simile. Un altro mediatore arabo che aveva svolto un ruolo chiave in un accordo di evacuazione dei militanti islamisti da Tabqa, una città vicino a Raqqa, è stato trovato morto. Una delle principali funzionarie curde, Fawza Yousef, ha detto che l’omicidio di Alloush è un duro colpo per l’azione congiunta arabo-curda e per la Siria post-bellica. 

“Omar Alloush ha avuto un ruolo chiave nel formare il consiglio comunale di Raqqa e nello sviluppare il concetto di convivenza in Tal Abyad, Raqqa e Tabqa”, ha detto la funzionaria curda. Coloro che lo hanno ucciso “vogliono incitare la sedizione tra gruppi etnici e innescare lotte intestine interne”, ha detto.

E ora inizia la caccia a mandanti ed esecutori. I curdi hanno iniziato un’indagine. Yousef ha accusato subito la Turchia di essere dietro l’assassinio di Alloush, dicendo che l’uomo aveva già ricevuto pesanti minacce nelle settimane precedenti. La Turchia, non è un mistero, considera un pericolo l’alleanza fra curdi e Stati Uniti e avrebbe tutto l’interesse a eliminare personaggi che rappresentano la declinazione regionale della strategia siriana degli Usa. L’operazione Ramoscello d’ulivo nasce proprio con l’esigenza di allontanare le milizie curde alleate di Washington dal confine turco.

Nadim Houry, direttore del programma antiterrorismo di Human Rights Watch, ha definito come una “terribile notizia” la morte di Alloush, descrivendolo come una “pietra angolare” delle relazioni tra gli arabi curdi nell’area. “Chiunque lo abbia ucciso vuole destabilizzare l’area”, ha scritto Houry sul suo account Twitter.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato la morte. “Condanniamo fermamente l’uccisione di Omar Alloush, un membro coraggioso e anziano del consiglio civile di Raqqa che ha lavorato instancabilmente per sostenere la stabilizzazione nelle aree liberate dalla Siria dell’Isis”, ha detto la portavoce Heather Nauert su Twitter.

Nicholas Heras, ricercatore sul Medio Oriente presso il Center for a New American Security con sede a Washington, ha dichiarato che il sospetto omicidio di Alloush è stato un “colpo terribile” al lavoro degli Stati Uniti per prendere il controllo del nord della Siria.