SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

La tensione per il futuro della crisi ucraina e gli sforzi diplomatici per sciogliere un nodo sempre più spinoso crescono di pari passo. Mentre le forze occidentali continuano a lanciare segnali inequivocabili in merito alla loro volontà di difendere l’Ucraina dalle mira di Mosca e, più in generale, blindare i confini orientali della Nato, Joe Biden e Vladimir Putin continuano a dialogare, seppur per vie indirette. L’ultimo passaggio degno di nota riguarda John Sullivan.

L’ambasciatore degli Usa in Russia, che ha appena consegnato al Ministero degli Esteri russo due documenti contenenti le risposte scritte degli Stati Uniti e della Nato alle garanzie di sicurezza proposte dalla Russia per allentare le tensioni a Kiev dintorni. La notizia è stata riportata dal quotidiano russo Kommersant. Dall’altro lato, dobbiamo analizzare la rivelazione della Cnn, secondo la quale  Washington e diversi alleati europei starebbero discutendo in merito all’ipotesi di schierare truppe aggiuntive nei Paesi Nato dell’Europa orientale – tra cui Romania, Bulgaria e Ungheria – in vista di una possibile invasione russa dell’Ucraina.



Altri militari in Europa orientale?

Le fonti militari Usa citate dalla Cnn hanno sottolineato che al vaglio del blocco occidentale c’è l’ipotesi di schierare altri mille militari in ciascuno dei tre Paesi individuati, come già sta avvenendo negli Stati baltici e in Polonia. Secondo le stesse fonti, a favore dell’invio sono schierati gli Stati Uniti e il Regno Unito, ma non tutti i 30 membri della Nato sono favorevoli. È per questo motivo che Washington starebbe valutando l’ipotesi di inviare le forze aggiuntive su base bilaterale o tramite una cosiddetta “coalizione di volenterosi” (sulla falsariga di quanto avvenne in Afghanistan nel 2001).

In generale, l’obiettivo militare degli Stati Uniti sarebbe quello di “soddisfare le capacità” richieste dagli alleati della Nato nella regione. Dal canto suo, il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha dichiarato lunedì scorso che gli Stati Uniti hanno messo in allerta 8.500 militari negli Stati Uniti nel caso in cui venisse dispiegata una forza di risposta rapida della Nato. Gli Usa e la Nato hanno attualmente decine di migliaia di uomini in Europa a cui attingere per eventuali dispiegamenti aggiuntivi a quelli degli alleati dell’Europa orientale.



Tensione e diplomazia

Insomma, come abbiamo visto, i segnali che arrivano dai due fronti sono piuttosto ambigui. Anche perché l’Ucraina sta cercando di rassicurare i suoi cittadini spiegando che sì, l’invasione della Russia è una minaccia più che reale, ma che al momento non si intravede questa minaccia all’orizzonte. Allo stesso tempo il governo ucraino ha dato il benvenuto a nuovi aiuti militari provenienti dagli Stati Uniti, mentre l’ambasciata statunitense a Kiev ha suggerito ai cittadini americani di lasciare il Paese. Nel frattempo, nel corso delle ultime settimane, la Russia ha stanziato circa 100mila militari al confine con l’Ucraina. Attualmente, invece, Mosca è impegnata in varie esercitazioni militari sparse nel Paese.

È interessante, infine, ascoltare le parole di Sergei Lavrov. Il ministro degli Esteri russo, dopo aver detto che il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, ha perso il contatto con la realtà, ha dichiarato che l’Occidente sta spingendo l’Ucraina a provocare Mosca. “Siamo pronti a tutto. Non abbiamo mai attaccato nessuno, siamo sempre stati noi ad essere attaccati, e quelli che l’hanno fatto non se la sono cavata”, ha quindi concluso lo stesso Lavrov.

“Speriamo che le forze messe in allerta non debbano essere attivate, ma siamo pronti”, ha invece dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken. La posizione di Washington è chiara: la risposta data al governo russo sulle garanzie di sicurezza evidenzia come gli Stati Uniti siano “aperti al dialogo” e “preferiscano la diplomazia” per risolvere la crisi ucraina. “Spero di parlare con Lavrov nei prossimi giorni una volta che Mosca avrà letto il documento che gli abbiamo inviato”, ha quindi aggiunto Blinken, specificando che spetta alla Russia decidere come rispondere. A proposito del documento, questo “include le preoccupazioni di Washington e dei suoi alleati in merito alle azioni russe che minano la sicurezza, una valutazione razionale delle proposte fatte dalla Russia e le proposte di Usa e alleati su aree in cui si può trovare un terreno comune”, ma il suo contenuto non sarà reso pubblico.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.