ISCRIVITI ALLE ANTEPRIME GRATUITE
SCOPRI I NOSTRI CORSI

I funzionari e i politici dell’Unione Europea sono perfettamente a conoscenza dei crimini di guerra commessi da Israele nella guerra a Gaza. Ciò nonostante, hanno deciso di ignorare ciò che accade nella Striscia, mentre i Paesi europei continuano a vendere armi a Tel Aviv come se nulla fosse. Eppure, nel caso della guerra in Ucraina, l’Europa ci ha sempre ricordato che esiste “un aggredito e un aggressore” e il mondo si divide in buoni e cattivi, in democrazie liberali e in dittature da combattere con tutti i mezzi a disposizione.

Secondo un’indagine pubblicata dalla testata americana indipendente di giornalismo investigativo The Intercept, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno respinto il mese scorso una proposta che prevedeva l’interruzione della vendita di armi a Israele, nonostante le prove di crimini di guerra presentate in una valutazione interna.

Il rapporto (ignorato) di Olof Skoog

La valutazione di 35 pagine, redatta dal rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani Olof Skoog, è stata inviata ai ministri degli Esteri dell’Ue prima di una riunione del Consiglio del 18 novembre. Il dossier che documentava i crimini di guerra commessi da Tel Aviv, accompagnava una proposta del capo della politica estera dell’UE di sospendere il dialogo politico con Israele, proposta che è stata tuttavia respinta dai ministri.

Il rapporto, basato su fonti delle Nazioni Unite, documenta crimini di guerra attribuibili a Israele, Hamas e Hezbollah a partire dal 7 ottobre 2023: secondo le stime dell’Onu, circa 45.000 persone sono morte a Gaza da allora, di cui più della metà donne e bambini. Come abbiamo ribadito su InsideOver, si tratta di una stima al ribasso poiché i morti causati dal conflitto, secondo quanto documentato da 99 illustri medici cittadini degli Usa, in una lettera indirizzata al presidente Joe Biden, sarebbero più di 100 mila.

Le violazioni dei diritti umani

Skoog, riporta The Intercept, evidenzia gravi violazioni del diritto internazionale umanitario da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). “La guerra ha regole”, si legge nel documento. La relazione critica l’apparente incapacità dell’IDF di distinguere tra civili e combattenti, accusandola di violare i principi fondamentali del diritto umanitario internazionale.

Il documento sottolinea inoltre l’uso crescente di “linguaggio disumanizzante” da parte dei leader politici e militari israeliani, che potrebbe costituire “prova dell’intento” di commettere genocidio. “L’incitamento alla discriminazione, ostilità o violenza — come nei discorsi di funzionari israeliani — rappresenta una grave violazione del diritto internazionale dei diritti umani e potrebbe equivalere al crimine internazionale di incitamento al genocidio” afferma il rapporto.

Secondo The Intercept, il rifiuto dell’UE di agire potrebbe avere conseguenze legali per i suoi funzionari. Le accuse riguardano principalmente i Paesi che esportano armi in Israele, come Germania, Italia e Francia. Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco e segretario generale del Movimento per la Democrazia in Europa 2025, ha sottolineato il rischio che i politici europei vengano chiamati a rispondere nei futuri processi per crimini di guerra per complicità negli attacchi israeliani contro Gaza.

La bancarotta morale dell’Unione europea e dell’Occidente

Il politologo dell’Università di Chicago John J. Mearsheimer ricorda che nel 2024 diverse organizzazioni e istituzioni internazionali, tra cui Human Rights Watch, Amnesty International, la Corte Penale Internazionale e la Corte Internazionale di Giustizia, hanno denunciato o riconosciuto prove di genocidio da parte di Israele a Gaza. “Nonostante ciò – osserva Mearsheimer – Paesi occidentali, come Stati Uniti, Regno Unito e Germania, noti per il loro impegno dichiarato verso i diritti umani e la prevenzione del genocidio, non hanno agito per fermare queste atrocità”. Anzi, come dimostra l’inchiesta di The Intercept, si sono letteralmente voltati dall’altra parte.

E il 2025 è iniziato nel peggiore dei modi per Gaza. L’esercito israeliano ha infatti iniziato l’anno nuovo con diversi attacchi, uccidendo almeno 28 palestinesi, tra cui molti bambini, secondo fonti mediche citate da Al Jazeera. Gli attacchi hanno colpito Jabalia, Gaza City, Khan Younis e il campo profughi di Bureij. Reazioni da parte di Bruxelles? Condanne? Nessuna. Il silenzio dell’Occidente su Gaza è un fallimento morale che minaccia di compromettere per sempre la sua credibilità sui diritti umani. È già tardi.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto