Provare a ottenere informazioni, capire cosa avviene nel mondo musulmano ucraino, quello per intenderci vicino ai tatari di Crimea e per questo considerato pericoloso per gli interessi di Mosca. Sono questi alcuni degli obiettivi delle attivit√† dell’Fsb, erede del Kgb di epoca sovietica, in Ucraina. Obiettivi considerati vitali tanto che, per raggiungerli, sarebbero stati arruolati anche ex combattenti dell’Isis. L’indiscrezione √® emersa nelle scorse ore sul sito Meduza ed √® stata ripresa da altri media, quali il The Moscow Times. I servizi russi, in particolare, avrebbero usato terroristi catturati in Siria per infiltrarsi nei battaglioni tatari in Ucraina e recepire quante pi√Ļ informazioni possibili. Nel mirino anche il reclutamento pro Kiev attuato in Turchia.

La storia di Baurzhan Kultanov

Alcuni redattori di Meduza hanno contattato un ex combattente dell’Isis. Il suo nome √® Baurzhan Kultanov. Nell’articolo c’√® anche un suo documento: la foto nella carta di identit√†, rimanda a un’origine della Russia centrale oppure orientale. Si tratta comunque di un cittadino della federazione e, per sua stessa ammissione, nel 2014 ha raggiunto i combattenti dello Stato Islamico in Siria. Kultanov ha raccontato brevemente la sua esperienza all’interno del califfato. Ha vissuto a Raqqa, la “capitale” del sedicente Stato Islamico, ma ben presto √® rimasto deluso da quanto visto sul campo. Ai giornalisti di Meduza ha detto di aver abbracciato la causa jihadista per aiutare i musulmani nel mondo, tuttavia in Siria si √® reso conto che √® in primo luogo l’Isis ad aver generato il caos. E cos√¨, nel novembre del 2014, ha pagato almeno cento dollari a una guida per oltrepassare il confine con la Turchia. Lo stesso che, mesi prima, aveva percorso (come molti altri) al contrario per raggiungere i gruppi islamisti.

Tornato a Istanbul, ha chiesto asilo politico in un ufficio delle Nazioni Unite. Tuttavia non ha raccontato alle autorit√† di aver combattuto per l’Isis. Una volta scoperto, Kultanov √® stato arrestato e nel giugno 2015 √® stato estradato in Russia. Qui infatti le autorit√† avevano aperto un fascicolo contro di lui. Arrivato in una sede dell’Fsb di Astrakhan, a pochi passi dal confine con il Kazakistan, √® stato avvicinato da un ufficiale dell’Fsb. Il suo nome √® Alexander Pisarev, si tratta di uno degli inquirenti che aveva in mano il dossier che lo riguardava. √ą stato proprio lui a chiedergli di collaborare. La proposta era semplice: Kultanov rischiava 20 anni di galera, ma se accettava di collaborare con l’Fsb allora sarebbe rimasto in cella solo 4 anni. Cos√¨ √® stato.

L’ex miliziano dell’Isis √® stato rilasciato nel 2019 e da quel momento ha iniziato a lavorare come agente. I suoi incarichi hanno da subito riguardato l’Ucraina. E, in particolare, i tentativi di intrufolarsi tra i battaglioni ceceni al fianco di Kiev nel Donbass. “Non devi inventare nulla – √® stato l’ordine di un funzionario dell’Fsb – la tua storia e la tua esperienza di combattimento parlano da sole. D√¨ loro che non ami la Russia e ti accoglieranno a braccia aperte”. Essere musulmano e aver combattuto in Siria, in poche parole, erano le chiavi di accesso di Kultanov nei gruppi dove doveva lavorare come infiltrato.

L’obiettivo cardine di Mosca: arrivare a Isa Akayev

C’√® un nome che, come dichiarato sempre su Meduza dal ricercatore Andrey Soldatov, dal 2014 in poi ha rappresentato un’autentica ossessione per l’Fsb. Si tratta di Isa Akayev. √ą lui a comandare il Battaglione Crimea, formato dai tatari originari della penisola annessa proprio nel 2014 dalla Russia. Akayev √® attualmente impegnato sul fronte ucraino, nel marzo del 2022 ha dichiarato di voler uccidere i soldati russi “con tutti i mezzi permessi dalla Sharia”, la legge islamica. Dichiarazioni forti e che danno l’idea di come, dentro il Battaglione, la componente islamica √® ben presente. Circostanza che mette ulteriormente allarme a Mosca.

Kultanov, nei suoi primi anni da agente infiltrato dell’Fsb, ha avuto il compito di capire in che modo i tatari sono riusciti a reclutare combattenti e come Kiev li ha sostenuti. L’obiettivo cardine per la sicurezza √® stato quindi rappresentato dall’arrivare a tutti i costi a Isa Akayev. Obiettivo certamente ancora attuale: il nazionalismo dei tatari viene percepito come un ostacolo alla stabilit√† della Crimea, essendo motivo di attrazione anche per diversi combattenti musulmani.

Il controllo del reclutamento filo ucraino in Turchia

Ma con l’inizio delle operazioni militari contro l’Ucraina, Kultanov √® stato destinato a un altro incarico. Inviato in Turchia, all’ex combattente dell’Isis √® stato ordinato di sapere quanto pi√Ļ possibile sul ruolo di una fondazione turca nel reclutamento pro Kiev. L’ente in questione √® l’Ihh, impegnato ufficialmente in attivit√† di beneficenza ma sospettato di agire a favore di gruppi di svariati gruppi di combattenti. Un sospetto che non √® soltanto di Mosca. Nel 2010 ad esempio, le autorit√† tedesche hanno vietato qualsiasi attivit√† all’Ihh per via di indagini che hanno svelato i collegamenti tra la fondazione e Hamas. La ricercatrice Vera Mironova ha confermato su Meduza che l’ente √® effettivamente in contatto con i russofoni presenti in Turchia.

“Voi siete i nostri occhi e le nostre orecchie l√¨ – avrebbe detto un agente Fsb a Kultanov – ma non sei l’unico”. Occhi e orecchie che servivano a capire meglio i legami tra alcuni ambienti musulmani russofoni e i Battaglioni impegnati in Ucraina. Il tutto sfruttando ex combattenti dell’Isis. Kultanov non √® stato l’unico. Lui poi √® stato individuato dalle autorit√† turche e arrestato, ufficialmente per violazione delle leggi sull’immigrazione. Meduza si √® fatta portavoce di una richiesta, rivolta ad Ankara, finalizzata nell’evitare l’estradizione in Russia, dove rischierebbe condanne per alto tradimento.

La sua non √® l’unica storia di questo tipo. Meduza si √® messo in contatto con altri ex combattenti dell’Isis. Tra questi c’√® Karim, originario della repubblica del Daghestan. Secondo quanto da lui riferito, oramai i tentativi di infiltrazione da parte dell’Fsb all’interno dei gruppi musulmani pro Kiev sono ben noti. Un segreto che non √® pi√Ļ tale. Un funzionario, rimasto ovviamente anonimo, dei servizi russi ha confermato questa strategia. Ma ha aggiunto che spesso i tentativi di penetrare tra le fila dei tatari o di altri gruppi sono andati incontro a un fallimento.

Le spie inviate tra Messico e Stati Uniti

Tentativi di infiltrazione sarebbero stati registrati anche lungo uno dei confini pi√Ļ caldi del pianeta. Quello tra Messico e Stati Uniti, famoso soprattutto per la pressione migratoria proveniente dall’America Latina. Qui alcuni russi si sarebbero presentati come membri di Ong espulse dalla federazione e in cerca quindi di asilo. Un piano, come raccontato dalla ricercatrice Vera Mironova, reso palese dal fermo di almeno 50 cittadini russi negli Usa a partire dal febbraio 2022. Da quando cio√® √® iniziata la guerra in Ucraina.

Secondo Mironova, le spie dell’Fsb si presenterebbero come giornalisti di Ong perseguitate al fine di ottenere asilo e infiltrarsi negli Stati Uniti. Altre spie sarebbero state fermate nelle ultime settimane. Il caso √® diventato politico lo scorso 8 marzo, quando il deputato texano Pat Fallon ha ufficialmente chiesto al servizio doganale un rapporto pubblico sui cittadini russi fermati alla frontiera.

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