Cos’è il JASSM, il missile Usa quasi invisibile che servirebbe agli ucraini

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Il Pentagono sta preparando una nuova tranche di aiuti militari per supportare Kiev nella nuova fase del conflitto in bilico tra il settore russo di Kursk e il fronte ucraino del Donbass. Secondo quanto riportato, il “pacchetto” di aiuti all’Ucraina comprenderebbe dei missili da crociera americani capaci di penetrare le difese russe. Ciò suggerisce la tesi che al Pentagono qualcuno sta riconsiderando l’ipotesi di tracciare “nuove linee rosse” all’interno del conflitto. Come reazione a raid aerei russi sempre più intensi, e come risposta alla collaborazione militare tra l’Iran e la Russia. Dal momento che Mosca è pronta a ricevere un’importante fornitura di missili missili Fateh 110, sistema d’arma con una portata di 120 chilometri “sviluppati dagli armaioli degli ayatollah” e “pronti per colpire obiettivi sul suolo ucraino“.

L’informazione e l’ipotesi, riportate da The War zone, fanno riferimento ai missili da crociera a bassa osservabilità Agm-158 Joint Air-To-Surface standoff che gli Stati Uniti potrebbero “potenzialmente trasferire” in Ucraina. Il sistema d’arma in questione, abbreviato nella sigla JASSM, è considerato come la più avanzata arma standoff che potrebbe entrare a far parte dell’arsenale ucraino. Sono considerate “standoff” le armi, missili o bombe, che possono essere “lanciate da una distanza sufficiente a consentire all’attaccante di eludere l’effetto dell’arma o del fuoco difensivo dall’area bersaglio” in una qualsiasi operazione offensiva contro obiettivi di terra e sulla superficie del mare. Nel caso dei missili da crociera Jassm si parla di una gittata compresa tra i 350 e i 5oo chilometri, percorribili con una testata esplosiva di 450 chilogrammi. Questa definizione non può non portare immediatamente l’attenzione dell’osservatore sulle “linee rosse” e sul consenso che le forze armate di Kiev continuano a domandare ai partner della Nato per impiegare liberamente contro obiettivi russi le armi a lungo raggio fornite dagli occidentali.

Ad oggi, infatti, Washington non ha ancora dato il suo permesso a Kiev per “usare armi avanzate a distanza su obiettivi in ​​Russia, e persino quelle meno avanzate sono state autorizzate solo per rispondere al fuoco oltre il confine”. Se questo permesso arrivasse insieme con questi nuovi missili, le difese aeree russe si troverebbero di fronte un avversario temibile e estremamente difficile da eliminare nella sua corsa sull’obiettivo.

Un’arma perfetta per gli F-16 ucraini se..

Come ci si potrebbe attendere, il missile da crociere JASSM potrebbe essere trasportato dagli F-16 Fighting Falcon. I caccia multiruolo forniti all’Ucraina dalla Nato che hanno già sollevato le perplessità degli analisti e dei detrattori dopo la perdita – a poche settimane dal loro schieramento – del primo caccia e del primo prezioso pilota addestrato a volare sui questi velivoli, completamente diversi dai caccia d’era sovietica ucraini.

Fino ad ora la resiliente Forza Aerea ucraina ha potuto contare sull’impiego ridotto ma letale dei missili da crociera Storm Shadow forniti da inglesi e francesi per i suoi raid contro obiettivi rilevanti. I missili Storm Shadow (o Scalp-Eg per i francesi, ndr) sono “quasi identici”ai Jassm e hanno rappresentato la principale arma aviolanciabile per “attacchi a distanza” insieme ai missili balistici Atacms statunitensi e i missili antinave Neptune sviluppati dagli ucraini. Gli Storm Shadow vengono impiegati dai cacciabombardieri Su-24 Fencer che sono stati modificati per trasportare altre bombe guidate di fabbricazione statunitense come le Gbu-39. Arma di precisione abilitata all’impiego in territorio russo dagli americani.

Più missili, più chances…

Rispetto agli Storm Shadow e agli Scalp forniti dagli europei – tra i quali dovrebbe figurare anche l’Italia – i missili da crociera Jassm di fabbricazione statunitense sono considerati “più resistenti”, con un “alto grado di bassa osservabilità”, anche maggiore ai precedenti. Una particolarità che gli consentirebbe di “farsi strada” più facilmente attraverso reti di difesa aerea avversarie. Ciò che conta, poi, è che sono stati prodotti in quantità assai maggiore.

Un particolare “importante” secondo gli analisti di The War Zone, che ricordano come gli arsenali americani siano pieni di missili da crociera di questo tipo “prossimi” al termine della loro vita operativa in assenza di manutenzione. In breve: cartucce da sparare. Questa combinazione di dati può lasciarci immaginare come l’Ucraina sia pronta ad accogliere una fornitura abbastanza durevole di nuovi missili avanzati capaci di penetrare “in profondità” i territori controllati dai russi, violando agilmente le difese aeree per colpire obiettivi rilevanti in Crimea, a Kursk, nei settori del Donbas. Tutto è dunque nelle mani degli alti papaveri del Pentagono. Comprese le responsabilità.