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Guerra

Raid a tappeto di Mosca: così i russi vogliono stroncare Kiev

Sembrerebbero contraddittorie a prima vista le notizie arrivate da Kiev nelle ultime ore. Nel cuore della notte l’esercito ucraino, le cui fonti sono state riprese dal Guardian, ha parlato di un primo parziale ritiro dei russi dalla regione a nord...

Sembrerebbero contraddittorie a prima vista le notizie arrivate da Kiev nelle ultime ore. Nel cuore della notte l’esercito ucraino, le cui fonti sono state riprese dal Guardian, ha parlato di un primo parziale ritiro dei russi dalla regione a nord della capitale: “Alcune unità della 106esima divisione aviotrasportata russa sono state ritirate dal territorio della regione di Kiev al territorio della Bielorussia“, si legge nel rapporto.

Alcune ore dopo da Mosca non è arrivata alcuna smentita, ma un video dal tenore decisamente diverso rispetto alla nota dell’esercito ucraino. Nelle immagini infatti si notano russi attraversare un importante fiume e poi avanzare con i carri armati nella località di Zalyssia. Quest’ultima si trova a 40 km dalla capitale, dunque molto vicino al perimetro della metropoli. Le due notizie in realtà non si sovrappongono ma, al contrario, sembrano incastrarsi e messe assieme consentono di ricostruire il quadro della situazione attorno Kiev.

Il riposizionamento russo attorno Kiev

Leggendo bene la nota dell’esercito ucraino, è possibile scorgere non tanto un ritiro ordinato della Russia dall’area della capitale ucraina, quanto il parziale dietrofront di una specifica unità. Quella cioè della 106esima divisione aviotrasportata. Secondo gli ucraini, il rientro in Bielorussia di questa unità è da ricollegare alle tante perdite subite negli ultimi giorni. Si parla di un riposizionamento in territorio bielorusso, dunque il fronte coinvolto è quello nord occidentale di Kiev. Quello, per intenderci, riguardante l’ex centrale nucleare di Chernobyl. Dall’impianto noto per il disastro del 1986 i russi sono avanzati spingendosi fino alla periferia occidentale della capitale. Qui la reazione ucraina è stata molto forte. Irpin, ultima cittadina prima del territorio urbano di Kiev, è stata a lungo contesa tra i due eserciti. Nei giorni scorsi l’esercito ucraino ha rivendicato il controllo della località e il respingimento poco più a nord, nelle aree comprese tra Gostomel e Bucha, dei russi.

Il video mostrato dal ministero della Difesa a Mosca invece riguarda l’altro fronte di avanzata, quello orientale. Zalyssa, la località attraversata dai carri russi, si trova a 40 km da Kiev ma lungo la E95-M01, la strada cioè che scende da Chernihiv. Si tratta quindi della direttrice che non coinvolge il confine bielorusso ma, al contrario, diverse linee di avanzata che convergono verso Brovary, l’ultimo bastione dell’hinterland orientale di Kiev prima dell’inizio del territorio urbano della capitale ucraina.

Lungo il fronte orientale i russi avanzano a nord da Chernihiv e ad est dall’oblast di Sumy. Due direttrici che corrispondono per l’appunto con la M01 dal lato settentrionale e con la H07 dal lato orientale. Due arterie fondamentali da prendere per i russi per accerchiare Kiev: il fango tra i sentieri di campagna e delle foreste della zona, dovuto allo scioglimento parziale delle nevi con l’avvento della primavera, obbliga le truppe di Mosca ad avanzare quasi unicamente tra le lingue di asfalto che convergono sulla capitale.

Infografica di Alberto Bellotto

Ricostruendo quindi l’intero contesto partendo dalle notizie arrivate da parte ucraina e da parte russa, si può vedere come le forze di Mosca attorno Kiev stiano subendo un processo di riorganizzazione. Appurato che il quadrante nord occidentale è difficile da espugnare e che le forze qui usate necessitano di rinforzi, i vertici della difesa russa hanno scelto di premere maggiormente adesso dal quadrante orientale, avanzando fino a 40 km lungo l’asse di Chernihiv. Il Cremlino quindi, nonostante le notizie non smentite di un parziale ritiro verso la Bielorussia, non ha abbandonato l’idea di proseguire con l’accerchiamento di Kiev.

Mosca colpisce le principali linee di rifornimento

E che la Russia non abbia intenzione di ritirarsi da Kiev lo si intuisce anche dai nuovi intensi bombardamenti attuati nelle scorse ore lungo le aree sud occidentali della capitale ucraina. Diversi raid sono stati segnalati sui social e hanno riguardato soprattutto la M05, l’autostrada che conduce dal centro di Kiev a Vasylikv e nelle regioni meridionali e occidentali dell’Ucraina.

Considerando la pericolosità dell’autostrada in direzione ovest visti i bombardamenti di queste settimane attuati su Zhytomir, a ovest della capitale, la M05 ad oggi è la principale arteria usata da chi ha preferito uscire da Kiev. Al fianco dell’autostrada corre anche la ferrovia percorsa dai treni verso le province occidentali e verso Leopoli. Chiaro quindi come i vertici della difesa russa stiano puntando il mirino in queste ore lungo le linee di rifornimento. L’obiettivo, non solo per indebolire le difese ucraine attorno a Kiev ma anche in tutti gli altri fronti di guerra, è non far arrivare da ovest armi, carburante e viveri transitati dai confini polacchi e destinati a dar manforte all’esercito.

Non a caso proprio nella scorsa notte le regioni maggiormente prese di mira dai russi sono state quelle occidentali. Da Lutsk a Rivne, passando per Zythomyr e la stessa periferia di Kiev, le forze russe hanno bersagliato depositi e basi da cui i rifornimenti vengono smistati verso la capitale e verso l’est dell’Ucraina. La capitale quindi è destinata a essere sempre più esposta al fuoco russo. A dimostrarlo anche un raid che nelle scorse ore ha danneggiato palazzi residenziali nel quartiere meridionale di Vyshneve.





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