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Il fosforo è un elemento chimico che trova applicazioni diverse, sia militari sia civili. In quest’ultima categoria, si può trovare “fosforo bianco”, conosciuto col suo acronimo inglese WP (White Phosphorous) utilizzato in fuochi d’artificio, additivi alimentari, fertilizzanti e composti detergenti, solo per citarne alcuni. La sua applicazione militare, invece, lo vede utilizzato principalmente in granate, colpi di mortaio e proiettili di artiglieria per contrassegnare obiettivi, per fornire cortine fumogene, per “tracciare” la traiettoria dei proiettili (definiti traccianti) e come incendiario generico. Queste munizioni quindi sono classificate sia come fumogene che come incendiarie. Esistono tre tipi comuni di proiettili contenenti WP: razzi con paracadute per l’illuminazione, contenitori che cadono a terra, bruciano ed emettono fumo per cortine fumogene e proiettili con innesco impostato per esplodere a una determinata altezza dal suolo che bruciano con calore intenso ed emettono denso fumo bianco.

Il WP è una sostanza che si presenta di aspetto simile alla cera traslucida, da incolore a gialla, con un odore pungente, simile all’aglio. Il fosforo usato dai militari è altamente energetico (attivo) e si accende una volta esposto all’ossigeno il che lo rende un materiale piroforico, cioè spontaneamente infiammabile a contatto con l’aria. Il fosforo bianco produce calore che arriva a circa 800 gradi Centigradi.

La storia dell’utilizzo del fosforo bianco

L’esercito britannico introdusse le prime granate WP alla fine del 1916. Nella Seconda Guerra Mondiale, bombe da mortaio, proiettili, razzi e granate al fosforo bianco furono ampiamente utilizzati dalle forze americane, del Commonwealth e, in misura minore, dal Giappone, anche per eliminare le truppe nemiche.

All’inizio della campagna in Normandia, il 20% dei colpi di mortaio americani da 81 millimetri erano con carica a fosforo bianco e si calcola che nella sola liberazione di Cherbourg, nel 1944, un singolo battaglione di mortai degli Stati Uniti, l’87esimo, sparò 11899 proiettili di fosforo bianco nella città. Le bombe incendiarie sono state ampiamente utilizzate dalle forze aeree tedesche, britanniche e statunitensi contro popolazioni civili e obiettivi di importanza militare in aree civili (Amburgo, Dresda, ecc), e verso la fine della guerra alcune di queste bombe usavano fosforo bianco al posto del magnesio come acciarino per la loro miscela infiammabile.

Le munizioni WP sono state ampiamente utilizzate in Corea, Vietnam e successivamente dalle forze russe in Cecenia: si calcola che, in media, nella battaglia del dicembre 1994 per Grozny, ogni quattro o cinque colpi di artiglieria di mortaio sparati dai russi, uno era un proiettile al fosforo bianco.

In Iraq il regime di Saddam Hussein ha utilizzato il fosforo bianco, oltre ad armi chimiche proibite da trattati internazionali, durante la guerra contro l’Iran negli anni ’80, mentre potrebbero averle usate anche contro i ribelli curdi e la popolazione di Erbil e Dohuk.

Durante la Seconda Guerra del Golfo, nel 2003, è stato segnalato l’uso di fosforo bianco da parte statunitense nella battaglia per Fallujah (2004), tuttavia Washington ha sempre negato un utilizzo diverso da quello legato agli scopi di illuminazione o per oscurare i movimenti delle truppe. Risulta che anche nel 2006 durante il conflitto Israele-Libano, Tel Aviv abbia utilizzato (e ammesso di averlo fatto) proiettili al fosforo contro obiettivi militari in campo aperto nel sud del Libano, ma risulta che siano stati colpiti anche civili.

Effetti

Il fosforo bianco provoca dolorose ustioni chimiche. L’ustione risultante appare tipicamente come un’area necrotica con un colore giallastro e un caratteristico odore di aglio. Il fosforo bianco è altamente liposolubile e, come tale, ha una rapida penetrazione attraverso il derma una volta che le particelle riescono a oltrepassare l’epidermide. Le particelle incandescenti di WP possono produrre ustioni estese che sono anche profonde e quindi molto dolorose. Le particelle di fosforo bianco continuano a bruciare a meno che non vengano private dell’ossigeno atmosferico o fino a esaurimento delle stesse. Se particelle di WP in fiamme colpiscono e si attaccano agli indumenti, occorre disfarsene rapidamente prima che raggiunga la pelle. Se è impossibile farlo, i manuali suggeriscono di immergere la pelle o gli indumenti contaminati dal fosforo in acqua fredda o inumidire il tutto abbondantemente per estinguere la reazione. Quindi rimuovere immediatamente gli indumenti interessati e risciacquare le aree cutanee interessate con una soluzione fredda di bicarbonato di sodio o con acqua fredda. Se a contatto con la pelle bisognerebbe inumidire la pelle e rimuovere il fosforo visibile (preferibilmente sott’acqua) con un oggetto tagliente o una pinzetta.

La regolamentazione internazionale

Sia il Protocollo di Ginevra del 1925 sull’uso di gas velenosi che la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) del 1993 vietano l’uso di armi chimiche nei conflitti armati mentre il Terzo protocollo sulle armi incendiarie della Convenzione su certe armi convenzionali (CCCW) del 1980 proibisce l’uso di questo munizionamento dall’aria su concentrazioni di civili, dove con questi termine si intende qualsiasi concentrazione di civili, permanente o temporanea, come in parti abitate di città, o paesi o villaggi abitati, o come in campi o colonne di profughi o sfollati, o gruppi di nomadi. Il protocollo, però, non impedisce gli attacchi da terra o dal mare con armi incendiarie.

Le munizioni WP contengono sostanze chimiche ma non sono necessariamente armi chimiche perché il loro utilizzo bellico (contrassegnare o illuminare bersagli, creare cortine fumogene e scopi incendiari) è consentiti dalla CWC come “scopi militari non collegati all’uso di armi chimiche e non dipendenti dall’uso delle proprietà tossiche delle sostanze chimiche come metodo di guerra” purché i tipi e le quantità delle sostanze chimiche siano coerenti con tali scopi. Per vietare l’uso di munizioni WP ai sensi della CWC, dovrebbe essere stabilito che il fosforo bianco è una sostanza chimica tossica o un precursore chimico e che è stato utilizzato per scopi vietati dalla Convenzione.

Sulla prima di queste questioni, la CWC definisce una sostanza chimica tossica come “ogni sostanza chimica che attraverso la sua azione chimica sui processi vitali può causare la morte, l’incapacità temporanea o un danno permanente all’uomo o agli animali” mentre un precursore è definito come “qualsiasi reagente chimico che prende parte in qualsiasi fase della produzione, con qualsiasi metodo, di una sostanza chimica tossica”. Il WP può causare danni agli esseri umani a causa della sua tossicità intrinseca, ma questo danno non è il fine delle munizioni WP.

Inoltre perché il fosforo bianco possa essere considerato una sostanza chimica tossica, o un precursore ai sensi della CWC, dovrebbe essere prima dimostrato che le munizioni che lo utilizzano sono destinate a scopi vietati dalla Convenzione.

Riassumendo il WP, così come altri esplosivi “ad aria compressa”, non è proibito o limitato dal Terzo protocollo della CCCW, né dal CWC o dal Protocollo di Ginevra, pertanto tutti i Paesi che ne sono firmatari possono usarlo durante un conflitto per i compiti che abbiamo già elencato.

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