Sarebbero cinque al momento i cadaveri ritrovati all’interno di una stanza situata in un locale adibito, prima della guerra, a sanatorio per bambini. La scoperta è stata fatta dai soldati ucraini impegnati nelle operazioni di bonifica del territorio nella zona di Bucha, la città a nord di Kiev tristemente nota da alcuni giorni per le fosse comuni ritrovate al suo interno. La “stanza della tortura”, così come ribattezzata dall’esercito ucraino, sarebbe stata usata come locale in cui rinchiudere e uccidere alcune vittime del conflitto. La responsabilità è stata attribuita all’esercito russo, presente a Bucha dalle prime ore del conflitto scoppiato il 24 febbraio fino al 30 marzo.

La stanza degli orrori

Bucha e la limitrofa Irpin prima della guerra erano due cittadine scelte da molte famiglie di Kiev per risiedervi. Poco meno di 40mila abitanti a testa, senza il caos e il traffico della capitale, ma anche vicine al centro della più grande metropoli ucraina, raggiungibile in pochi minuti di treno grazie a due stazioni ferroviarie. Queste le caratteristiche che negli anni hanno attratto da queste parti diversi cittadini, attirati anche da diversi servizi non così scontati nel resto dell’Ucraina. Come ad esempio parchi e luoghi di incontro per i più giovani. Proprio in uno degli spazi ideati per i bambini, secondo le testimonianze arrivate da Bucha, alcuni soldati avrebbero creato un improvvisato campo di prigionia. Lo ha raccontato all’AdnKrnos Sergiy Prylucki, residente di Bucha scappato dalla cittadina nei primi giorni di guerra: “In un summer camp per bambini – ha dichiarato – hanno torturato e ucciso”. Forse, secondo la sua testimonianza, non si trattava di russi bensì di battaglioni ceceni.


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Durante l’accerchiamento di Kiev in effetti sono arrivati diversi video di soldati ceceni dislocati tra Gostomel, Bucha e Irpin, le tre cittadine lungo la direttrice nord occidentale di avanzata verso la capitale. Anche lo stesso leader ceceno Ramzan Khadyrov si è fatto vedere in uno scantinato nei pressi di Gostomel. Dal 30 marzo in poi i russi hanno iniziato il ritiro da queste aree e adesso la zona è tornata in mano ucraina. Da Kiev hanno fatto sapere che in un “sanatorio per bambini cinque persone sono state ritrovate senza vita”. Forse lo stesso edificio indicato dal residente intervistato dall’AdnKronos. Nella stanza della tortura i cadaveri, secondo quanto reso noto dai soldati ucraini, presentano segni di tortura: “I cinque uomini avevano le mani legate dietro la schiena – è la descrizione riportata da una troupe della Cnn – e la maggior parte di loro presentava diverse ferite, non solo alla testa ma anche agli arti inferiori. Vi erano molti bossoli di proiettili sul pavimento accanto a loro”.

Attesa per la conferenza stampa dell’ambasciatore russo a New York

Mentre da Bucha arrivavano le informazioni riguardanti la stanza delle torture, da Mosca il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha annunciato la volontà del governo russo di chiarire la propria versione sui fatti contestati all’esercito russo: “Nelle prossime ore – ha dichiarato Lavrov – all’Onu l’ambasciatore russo terrà una conferenza stampa per chiarire tutti i dettagli”. Già domenica Mosca aveva respinto le accuse su torture, vittime civili e fosse comuni. Il ministero della Difesa russo aveva bollato come “fake news” e provocazione da parte ucraina le informazioni fatte reperire dalla stampa occidentale. Secondo il governo russo, in particolare, Bucha è stata lasciata il 30 marzo e il fatto che tutte le notizie sulle presunte atrocità siano venute a falla in poche ore alcuni giorni dopo costituirebbe “la prova della provocazione”.