La geopolitica della corsa allo spazio
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“Nel terzo mese di guerra la Russia sta cercando di trovare la sua arma meravigliosa: tutto questo mostra chiaramente il completo fallimento dell’invasione”. A parlare è Volodymyr Zelensky, e il riferimento è alle armi laser di nuova generazione che Mosca ha fatto sapere di star utilizzando in Ucraina per colpire i droni nemici. Il fatto che la Russia stia usando “armi laser” indica il “completo fallimento dell’invasione”, ha rilanciato il presidente ucraino.

Nell’ultimo messaggio serale diffuso via social Zelensky ha ironizzato sulle presunte armi laser russe senza usare mezzi termini. “Nella propaganda nazista – ha dichiarato il leader ucraino – c’era l’espressione wunderwaffe, l’arma delle meraviglie. Più diventava chiaro che non avevano chance di vincere la guerra, più cresceva la propaganda sull’arma delle meraviglie, capace di cambiare le sorti della guerra… e al terzo mese di guerra, la Russia cerca di trovare la sua wunderwaffe. Pare che sia il laser. Tutto ciò indica il completo fallimento dell’invasione”.

Zelensky, dunque, ha scelto di rispondere così al vice primo ministro russo, Yury Borisov, che nei giorni scorsi aveva confermato che “i primi prototipi” di armi laser, che causano “la distruzione fisica del bersaglio”, erano già “utilizzati” in Ucraina. Ma cosa c’è di vero dietro queste parole? Quali sono le armi laser russe?



Le nuove armi russe

Al di là dell’ironia usata da Zelensky vale la pena interrogarsi su quali armi stia utilizzando – o stia per utilizzare – la Russia. Mosca ha parlato di una nuova generazione di potenti laser impiegati per bruciare i droni ucraini nonché di non meglio specificate armi segrete.

Andiamo con ordine. Reuters ha scritto che poco conosciamo sulle specifiche del nuovo laser. In passato Vladimir Putin ne aveva menzionato uno: Peresvet, nome che deriva da quello di AleXander Peresvet, un monaco guerriero ortodosso mediavle che morì in combattimento. Borisov, a sua volta, ha affermato in una conferenza che Peresvet è già ampiamente dispiegato e che sarebbe in grado di accecare i satelliti posizionati fino ad una distanza di 1.500 chilometri.

Lo stesso Borisov ha parlato di altri sistemi ancora più potenti, in grado di carbonizzare droni e altre apparecchiature, come confermato da un recente test nel quale un drone a 5 chilometri di distanza sarebbe stato bruciato in appena cinque secondi. “Se Peresvet acceca, la nuova generazione di armi laser porta alla distruzione fisica del bersaglio”, ha detto alla televisione di stato russa. Ma la Russia sta usando queste armi in Ucraina? “Sì. I primi prototipi sono già utilizzati lì”, ha risposto ancora Borisov, sottolineando che l’arma si chiama Zadira.

Il sistema laser Zadira

Lo Zadira si concentra sulla distruzione fisica di un oggetto collocato a una distanza massima di 5 chilometri, bruciando letteralmente un bersaglio a causa del suo impatto termico. Questo sistema è in grado di “abbattere facilmente vari tipi di droni, evitando di spendere costosi missili del tipo Pantsyr e Tor”, ha spiegato il vicepremier Borisov.

Non sappiamo pressoché niente su questo sistema laser. Quasi nulla è noto su Zadira, se non che nel 2017 – secondo quanto spiegato dai media russi all’epoca – la società nucleare statale Rosatom ha contribuito a sviluppare quest’arma come parte di un programma per creare nuovi principi fisici basati sulle armi.

“Quest’arma non è una sorta di idea esotica, è la realtà”, ha assicurato il vicepremier aggiungendo di essere appena tornato da Sarov, un centro di ricerca sulle armi. Emblematica la replica di Zelensky: i russi stanno utilizzando armi laser? “Va notato che abbiano bisogno di risparmiare missili”.

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