Cosa sappiamo della perdita rilevata lungo l’oleodotto Druzhba

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Una perdita molto importante è stata registrata dalle autorità polacche lungo l’oleodotto Druzhba. In particolare, l’operatore polacco Pern ha riscontrato una falla a circa 70 km dalla città di Plock. Le cause al momento sono sconosciute. L’allarme è scattato alle prime luci dell’alba, quando i media polacchi hanno annunciato la perdita e hanno reso nota quindi la possibilità di uno stop alle forniture di petrolio.

L’oleodotto Druzhba non è certamente un’infrastruttura secondaria. Si tratta della rete di tubazioni che porta in Europa il greggio russo. Subito dopo l’annuncio delle autorità polacche, il pensiero è andato alla possibilità di un nuovo sabotaggio, come già accaduto per il gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico.

Il comunicato della società polacca Pern

Le notizie sono state diffuse dai media di Varsavia soprattutto a partire dalle prime ore di questo mercoledì, ma già nella serata di ieri la Pern, società che si occupa delle infrastrutture petrolifere polacche, aveva diramato l’allarme. “I sistemi di automazione di Pern – si legge in una nota dell’azienda – hanno scoperto la perdita su una delle due linee della sezione occidentale dell’oleodotto Druzhba, a circa 70 chilometri da Plock”.

Quest’ultima è una città sulle rive della Vistola dove ha sede una delle raffinerie più grandi d’Europa, il Pkn (Polski Koncern Naftowy). Tecnici sono stati inviati sul posto per accertare le cause, al momento ufficialmente sconosciute. L’unica cosa certa è che una consistente perdita di petrolio è stata rintracciata e registrata dalla Pern e ora, in Polonia come all’estero, in molti sono in attesa di ulteriori dettagli. E, soprattutto, di sapere se si potrà o meno continuare a usufruire del petrolio russo.

Il percorso dell’oleodotto Druzhba

La rete di canali e tubazioni che porta il greggio dal cuore della Siberia al Vecchio Continente, è una delle più importanti al mondo. Non solo perché è la più lunga in assoluto, ma anche per via della sua storica importanza politica. Una circostanza che è possibile intuirla già dal nome: Druzhba infatti vuol dire “amicizia“. Le autorità sovietiche che hanno iniziato la costruzione dell’oleodotto negli anni ’60 hanno scelto questa denominazione per indicare la fratellanza tra Mosca e i Paesi dell’allora blocco socialista.

Scopo dell’infrastruttura era infatti quello di rifornire di petrolio ed energia i governi del Patto di Varsavia. Il percorso delle tubazioni è stato fissato a suo tempo ad Almetyevsk, cittadina del Tatarstan. Ancora oggi è qui che viene caricato il petrolio estratto dalla Siberia, dal Mar Caspio e dagli Urali. L’oro nero attraversa poi tutta la Russia centrale per entrare nell’odierna Bierlorussia, in cui si divide in due rami principali, uno settentrionale e uno meridionale. Il primo arriva a rifornire il terminal petrolifero di Plock, in Polonia, e prosegue poi fino ad agganciarsi alla rete tedesca. Si tratta quindi della sezione che porta materialmente il petrolio russo in Europa. Il secondo invece scende attraverso l’Ucraina fino al porto di Odessa, trasferendo quindi il greggio nei vari terminal del Mar Nero.

Varsavia: “Perdita causata da un incidente”. L’intelligence frena: “Cause ancora da accertare, tutte le ipotesi restano possibili”

“Non ci sono motivi per credere che la perdita nella sezione polacca dell’oleodotto Druzhba sia stata causata da un sabotaggio”. A dichiararlo è stato Mateusz Berger, sottosegretario polacco con delega alle infrastrutture energetiche. Sul luogo della perdita stanno operando Vigili del Fuoco e tecnici. La Pern intanto, così come riferito dal quotidiano tedesco Bild, ha specificato che una delle due linee dell’oleodotto è intatta e da lì il petrolio sta continuando a scorrere senza problemi.

Sulle cause del guasto però, sempre da Varsavia sono arrivate dichiarazioni che in parte vanno in controtendenza rispetto a quelle del governo. Stanislaw Zaryn, portavoce del coordinatore dei servizi segreti polacchi, ha scritto su Twitter che al momento ogni ipotesi è al vaglio degli inquirenti. Dunque, l’idea del sabotaggio non è stata definitivamente scartata. “La causa della perdita nell’oleodotto Druzhba è attualmente sotto inchiesta – si legge sui suoi canali social – Finora non vi è alcuna indicazione della causa del guasto. Tutte le ipotesi sono possibili”.

Mosca: “Petrolio russo continua ad affluire”

Dalla Russia a parlare sono stati invece alcuni rappresentanti della Transneft, l’azienda che controlla l’export del greggio, secondo cui per il momento dalla parte russa del Druzhba il petrolio viene pompato regolarmente e non ci sono modifiche nelle forniture. “Non ci è stato comunicato dall’operatore polacco – hanno aggiunto – quanto tempo servirà per le riparazioni”. Il greggio russo sta comunque continuando ad affluire in Europa anche grazie al normale funzionamento dei rami dell’oleodotto che transitano lungo il territorio ceco.

La stessa Transneft ha specificato che il petrolio sta regolarmente affluendo in Polonia. Mentre, al contrario, i problemi potrebbero esserci esclusivamente per la Germania. La condotta è stata danneggiata infatti nel tratto che collega la rete polacca alla raffineria tedesca di Schwedt. Il governo del land di Brandeburgo ha confermato un calo di pressione lungo la linea dell’oleodotto Druzhba. In corso la valutazione dell’impatto della perdita sulle attività della raffineria di Schwedt.

Danni ambientali dalla perdita di petrolio

La fuoriuscita del greggio semilavorato dalle condutture sta causando, tra le altre cose, anche importanti danni ambientali. I servizi di emergenza hanno localizzato in un campo vicino al villaggio di Zurawice, 180 km a ovest di Varsavia, chiazze di petrolio in un campo di mais. Si sta adesso lavorando per realizzare un invaso e far affluire al suo interno il greggio fuoriuscito. “Stiamo cercando le perdite in un campo di mais – ha dichiarato ai media locali Karol Kierzkowski, capo dei vigili del fuoco – Non è facile, il greggio è entrato nel terreno. La perdita danneggerà sicuramente l’ambiente”.