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La più lunga giornata per l’Ucraina è iniziata quando erano le 5:51 (le 3:51 in Italia). In quel momento da Mosca è stato impartito l’ordine di un attacco su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. Ad annunciarlo da Mosca è stato il presidente Vladimir Putin che ha parlato di “azione decisa per demilitarizzare l’Ucraina”. Un attacco partito ufficialmente per difendere le repubbliche separatiste del Donbass di Donetsk e Lugansk, riconosciute dal Cremlino pochi giorni prima e che a Putin si erano rivolte per un sostegno militare. Proteggere la popolazione russofona dell’est dell’Ucraina è stata la prima delle questioni tirate in ballo dai russi. L’altra ha a che fare con il posizionamento geopolitico di Kiev. Il governo guidato dal presidente ucraino Zelensky ha più volte ribadito di voler aderire alla Nato, circostanza certamente non gradita dalla federazione russa. Una giornata lunga, piena di tensione e di morte. E che si è conclusa, per gli ucraini, con lo spettro di un rapido avvicinamento dei russi verso la capitale Kiev.

Com’è iniziato l’attacco

Quando Putin ha iniziato a parlare, i motori degli aerei militari russi erano già in moto. Anche perché i russi, già poco dopo la mezzanotte, avevano creato un corridoio aereo tra Rostov e il Donbass. Una no fly zone che è apparsa come primo vero segno inequivocabile dell’attacco. Ricevuto il via libera, a entrare in azione per prima è stata l’aviazione. I raid della notte sono stati attuati da bombardieri, elicotteri e, stando ai dati forniti dal ministero della Difesa russo, da missili cruise. Primo obiettivo è stato stanare l’aviazione ucraina. Sono stati colpiti almeno 74 bersagli militari. Le tv hanno confermato l’inizio dell’offensiva mostrando le prime immagini dei bombardamenti. A Kiev le sirene di allarme hanno avvertito la popolazione, mentre il presidente Zelensky ha invitato alla calma. La gente si è riversata nei rifugi sotterranei e nelle gallerie delle metropolitane. Le autorità locali hanno lanciato appelli per rimanere a casa al fine di salvaguardare l’incolumità. Le grandi arterie della capitale sono state prese d’assalto dalla popolazione in fuga verso luoghi più sicuri. In poche ore le scorte di benzina sono terminate e in tanti sono rimasti per lungo tempo incolonnati davanti i distributori. L’Ucraina ha affrontato così le prime ore di guerra.

Cosa è stato colpito

I primi bombardamenti hanno preso di mira obiettivi dell’aviazione. Mosca, nel corso della mattinata, ha ribadito di aver orientato gli ordigni soprattutto contro le basi aeree. Interventi “chirurgici” al fine di mettere fuori uso il prima possibile l’aviazione ucraina. Non è stata risparmiata alcuna regione del Paese. I bombardamenti non sono avvenuto soltanto nelle aree attorno al Donbass, bensì anche in tutte le principali città. A Kiev, intorno alle 7:00, la gente ha sentito i rumori delle prime esplosioni. Anche a Leopoli, città occidentale che si credeva fuori dal mirino dei russi, la popolazione è stata svegliata dagli allarmi. Ma è soprattutto nella regione di Charkiv, seconda solo a Kiev per numero di abitanti e vicina appena 40 km dal confine nord con la Russia, che l’aviazione di Mosca ha colpito duramente. Le esplosioni inoltre hanno riguardato altre grandi città, come Dnipro, Mariupol e Odessa. In queste ultime due poi l’attenzione è stata molto particolare. Entrambi sono centri strategici affacciati sul mare. Mariupol inoltre si trova pochi chilometri dalla linea di contatto dove scorre il confine con le repubbliche separatiste, oltre ad essere la città con il più importante porto sul mar D’Azov.

Aeroporti, centri radar e piste di decollo sono andati distrutti. Su Twitter e su Telegram sono apparse immagini di scali aeroportuali in fiamme e depositi dell’esercito colpiti dalle bombe. Alle 10:00 del mattino il ministero della Difesa russo ha emesso un comunicato in cui è stata dichiarata “neutralizzata” l’aviazione ucraina. Significa cioè che gli aerei di Kiev sono stati messi nelle condizioni di non decollare e quindi di non proteggere lo spazio aereo. La contraerea ucraina si è dimostrata poco efficace nel respingere gli attacchi dal cielo. Dopo appena cinque ore, il primo obiettivo russo, ossia rendere innocua un’eventuale azione dell’aviazione di Kiev, è stato raggiunto. Nella “Desert Storm ucraina” sarebbero stati colpiti anche obiettivi tattici, quali ponti e ferrovie utilizzate per gli spostamenti dall’esercito. Colpite nella città di Odessa anche diverse postazioni e diversi mezzi della marina.

Dove si trovano le forze russe

Contestualmente all’azione dell’aviazione sono partite anche le mosse delle truppe di terra. Le guardie di confine ucraine hanno notato movimenti lungo le frontiere con la Crimea e lungo le frontiere settentrionali. Due fronti subito aperti che hanno mandato in difficoltà la difesa di Kiev. Le mosse russe hanno in parte facilitato le avanzate dei separatisti del Donbass, il cui obiettivo è quello di allargare i propri territori al di là della linea di contatto. Tuttavia è proprio in questa regione che i militari ucraini sono riusciti a organizzare un’efficace resistenza. Se infatti alle 7:00 il comando generale ucraino ha considerato perse le località di Schastya e Stanytsia Luganskaya, all’interno dell’oblast di Lugansk, successivamente Schastya è stata ripresa. Si è trattato però di un episodio isolato. Le truppe ucraine nell’area del Donbass sono in assetto di guerra da otto anni e quindi sono risultate più preparate all’attacco. Nelle altre regioni dove i russi hanno varcato i confini, l’esercito di Kiev si è mostrato poco efficace.

Le principali direttrici dell’attacco via terra dei russi sono quelle di Charkiv a nord e della Crimea a sud. In quest’ultimo fronte i militari di Mosca sono riusciti a penetrare in profondità nel giro di poche ore. Poco prima delle 13:00 la località di Nova Kakhovka, situata sulle rive del fiume orientali del fiume Dnepr, è risultata conquistata dall’esercito russo. L’avanzata attualmente sta proseguendo verso le aree attorno Cherson, dove le forze ucraine hanno ammesso di essere in grande difficoltà. Scontri, poco più a est, stanno coinvolgendo le campagne non lontane dalla periferie di Mariupol. In mattinata era stato segnalato l’avvicinamento delle truppe di Mosca verso Odessa a seguito di uno sbarco con mezzi anfibi, ma la circostanza è stata smentita. Qui però un bombardamento in una base militare avrebbe provocato 18 vittime. In generale, nel fronte sud i russi stanno avanzando poco più a nord della penisola di Crimea e in direzione di Mariupol, dove però è segnalata un’importante resistenza ucraina.

A nord invece il fronte più caldo è quello di Charkiv. La città ha un ruolo strategico molto importante. É la seconda più grande del Paese, è posta ad appena 40 km dal confine e ha al suo interno una cospicua minoranza russofona. Da qui inoltre è possibile “allungare le mani” verso l’intera area del Donbass. Le guardie di frontiera ucraine hanno confermato l’ingresso delle truppe russe nelle scorse ore. Alcune testimonianze sui social, ancora da confermare, attesterebbero i soldati di Mosca alla periferia della città. In una centrale elettrica non lontana dal centro sarebbe anche stata alzato il tricolore della bandiera russa. Le notizie sono però frammentarie e non sono pochi i testimoni che parlano di aspri combattimenti in corso soprattutto nella località di Sumy, non lontana da Charvik. La cittadina sarebbe stata persa dagli ucraini ma in serata sono giunte voci di un contrattacco di Kiev.

Sempre a nord invece, si è aperto diverse ore dopo l’inizio dell’attacco il fronte di Kiev. La capitale sarebbe oramai nel mirino delle truppe russe. A testimoniarlo l’abbattimento di un elicottero russo avvenuto non lontano dall’aeroporto di Hostomel, a 15 km dal centro di Kiev. Un fatto che evidenzierebbe l’attività della resistenza ucraina, ma anche la profondità raggiunta dall’azione russa in questa delicata e nevralgica parte del Paese. Lo scalo in questione è stato conteso per tutta la giornata. Conquistato dai russi, l’esercito di Kiev lo avrebbe ripreso intorno alle 19:00. La situazione nella capitale comunque preoccupa. Poco più a nord, a Chernobyl, i russi sono stati in grado di entrare dalla Bielorussia colpendo le postazioni ucraine. Da qui, secondo il sito Bloomberg, le truppe di Mosca sarebbero in grado in poche ore di arrivare nella capitale.

La risposta di Kiev

L’Ucraina prova dal canto suo a respingere gli attacchi russi. L’aviazione è quasi del tutto fuori uso e non può più essere impiegata dopo i primi raid della notte. La resistenza è data dalle truppe di terra nelle zone dove i militari di Kiev sono riusciti a organizzarsi. Attorno alle regioni separatiste del Donbass l’avanzata di Mosca appare più lenta. Così come a Mariupol, lì dove sui social sono apparse foto di soldati russi catturati dalle forze locali. A Charkiv si starebbe combattendo nella periferia e per il momento l’esercito sembra tenere. Il vero problema complessivo per Kiev però è dato dall’apertura di più fronti terrestri. Come ammesso da fonti ucraine su alcuni canali social, i vertici militari si sono ritrovati nella difficile situazione di decidere quale parte del Paese sacrificare. L’esercito non ha una soldati a sufficienza per sorvegliare i confini settentrionali e meridionali contemporaneamente. Per questo Zelensky ha chiamato in causa i riservisti e ha esortato la popolazione a combattere contro la presenza delle truppe russe. Ma anche questo potrebbe non bastare. Molti battaglioni impiegati nelle battaglie sono entrati nel panico dopo la notizia dell’attacco e non sono mancati in queste ore video che mostrano soldati ucraini arrendersi al cospetto dei militari russi.

In generale, tolta di mezzo subito l’aviazione, l’Ucraina si sta difendendo con le poche forze sul campo a disposizione. In alcuni casi la resistenza è risultata organizzata, in altri invece è sembrata insufficiente per contenere l’attacco russo.

Cosa succede ora

Poco dopo le 17 ora di Kiev, erano le 15 in Italia, nella capitale ucraina hanno ripreso a suonare le sirene di allarme aereo. La popolazione è stata invitata a trovare riparo. Non si sa se per nuove incursioni aeree oppure perché le autorità hanno riscontrato ulteriori avanzate russe verso la capitale. La situazione è tesa, tanto a Kiev quanto nelle altre regioni ucraine. Si andrà avanti nelle prossime ore con la doppia pressione russa da nord e da sud, senza dimenticare la presenza a est dei combattenti delle regioni separatiste. Una manovra a tenaglia che potrebbe ben presto decidere le sorti del conflitto. Ma che, contestualmente, lascerebbe non poche incognite in previsione futura.

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