La notizia dell’agguato che ha coinvolto alcuni cittadini europei in Burkina Faso è arrivata poco dopo la mezzanotte di questo martedì 27 aprile. I primi lanci di agenzia, in particolare, hanno riferito di un’imboscata tesa nella parte sud orientale del Paese africano in cui alcuni soldati locali sono stati feriti ed almeno quattro persone invece sono state date per disperse. Poche ore dopo si è avuta la conferma del coinvolgimento di almeno tre cittadini europei: si tratta di due spagnoli e un irlandese, mentre il quarto dispero è un burkinabè. In un primo momento nella mattinata di martedì 27 aprile, da fonti vicine alle forze di sicurezza del Burkina Faso era arrivata la notizia che i tre europei coinvolti erano giornalisti e che probabilmente erano stati rapitiu. La notizia della loro morte è poi giunta nel pomeriggio per bocca del ministro degli Esteri spagnolo, Arancha Gonzalez Laya.

Dov’è avvenuto l’agguato

L’imboscata è stata tenuta, stando ai racconti trapelati da fonti mediatiche locali, lungo la strada N18. Si tratta della più importante arteria della zona orientale del Burkina Faso, la quale mette in collegamento le città di Fada N’gouma e di Pama. Poco più a sud di quest’ultima località si trovano due frontiere molto calde, quelle cioè con il Benin e con il Togo. L’agguato è scattato in un punto dove la N18 costeggia la riserva di Pama, contraddistinta da una vasta foresta confinante con il grande parco nazionale di Arly.

La conformazione del territorio rende difficoltoso il controllo della zona da parte delle locali forze di sicurezza. I giornalisti europei rapiti nell’agguato, erano in viaggio assieme a un convoglio formato da militari e uomini della forestale impegnati proprio in un pattugliamento dell’area. Il loro obiettivo, secondo l’emittente francese Tv5 Monde, era quello di documentare le attività delle forze anti terrorismo e anti brigantaggio per conto di una Ong.

La zona è lontana da quelle dove in passato si sono verificati rapimenti di cittadini occidentali. Gli ultimi episodi più noti in tal senso riguardano l’imboscata del gennaio 2016 tenuta contro una coppia australiana a Djibo, località del nord del Burkina Faso al confine con il Mali, e il rapimento di una coppia italo-canadese avvenuto nel dicembre 2018 nel centro del Paese.

La dinamica del rapimento in Burkina Faso

Una prima versione su quanto accaduto a Pama è stata data dalle forze di sicurezza burkinabè. In particolare, sembra che il convoglio operante lungo la N18 sia stato intercettato da alcuni uomini armati. Questi ultimi avrebbero agito arrivando sul posto dell’agguato con almeno due pick-up e diverse motociclette.

Il gruppo armato avrebbe in primo luogo sequestrato mezzi e attrezzature in dotazione al convoglio, ossia droni, telecamere e mitragliatrici. Successivamente avrebbe portato con sé almeno quattro persone, tra cui i tre giornalisti occidentali. Il rapimento è stato preceduto da un conflitto a fuoco tra gli uomini della sicurezza impegnati nel convoglio e la banda criminale. Nell’azione almeno tre persone sarebbero rimaste ferite.

L’uccisione dei giornalisti europei

Dopo l’incursione armata, lungo la N18 e nella foresta di Pama sono iniziate le ricerche delle persone scomparse. Tuttavia nel corso della mattinata di martedì le fonti della sicurezza del Burkina Faso hanno fatto trapelare molto pessimismo sulla sorte dei cittadini europei rapiti. Su France Info, poco prima delle 13:00, sono apparse indiscrezioni secondo cui la possibilità di ritrovare vivi i tre giornalisti si andavano riducendo con il passare delle ore.

Alle 13:01 sull’account Twitter di Sahel Security Alerts è apparso un post in cui è stato reso noto il ritrovamento di tre cadaveri non lontano dalla zona dell’agguato. I corpi sarebbero proprio dei tre giornalisti occidentali. A confermare l’indiscrezione è stato da Madrid il ministro degli Esteri spagnolo: “Dopo aver contattato le autorità del Burkina Faso e le famiglie dei dispersi – ha dichiarato la titolare della diplomazia spagnola in una conferenza stampa – è stato confermato che molto probabilmente i corpi ritrovati in Burkina Faso sono quelli dei due giornalisti spagnoli scomparsi. Attendiamo la conferma definitiva, queste sono notizie tristi”.

L’identità dei due giornalisti spagnoli è stata resa nota poco dopo. Si tratta, in particolare, di Roberto Fraile e David Beriain. Non è stato comunicato il nome invece del giornalista irlandese, anche perché da Dublino non sono arrivate conferme ufficiali. Soltanto la rete Rte ha dato notizia del coinvolgimento di un connazionale nell’agguato in Burkina Faso.

Qual è il gruppo che in Burkina Faso ha rivendicato l’azione omicida

Il raid con cui è stato eseguito il rapimento e successivamente l’omicidio dei tre giornalisti europei, è stato rivendicato dal Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Gnim). Si tratta di una sigla terroristica attiva soprattutto in Mali, ma che ha molte cellule in tutta l’area del Sahel. Secondo gli analisti, il Gnim opera quale filiale locale di Al Qaeda e i suoi miliziani spesso sono in conflitto con quelli di un altro gruppo islamista, ossia l’Isis del Gran Sahara.

Al momento però, così come evidenziato da AgenziaNova, non tutti sono concordi nel ritenere autentica la rivendicazione. Generalmente infatti il Gnim rapisce cittadini stranieri per poi chiedere un riscatto ai governi. In questo caso invece i tre giornalisti sarebbero stati uccisi poco dopo l’agguato. Su FrancePresse un funzionario della sicurezza del Burkina Faso ha comunque confermato che il gruppo armato in azione a Pama era formato da miliziani islamisti.

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