Identificati nel cielo della Libia droni armati in appoggio all’avanzata su Tripoli condotta dal generale Haftar. Per gli analisti militari si tratta velivoli a pilotaggio remoto di produzione cinese, e ad operare i loro voli, ma soprattutto ad averli acquisti, non sarebbe l’Esercito Nazionale Libico, ma gli Emirati Arabi Uniti che vogliono appoggiarlo nel rovesciamento del Governo di Unità Nazionale presieduto da Fayez al-Sarraj.
Secondo gli analisti militari si tratta di droni cinesi modelloWing Loong II . Che durante la notte “svolazzano” sulla testa delle fazioni libiche in lotta e lanciano missili su obiettivi strategici per appoggiare l’avanzata del generale. Questo tipo di armamento non era e non è mai stato in forza all’aviazione libica, e secondo le ipotesi sarebbe una gentile concessione degli emiri, che precedentemente avevano già fornito ad Haftar supporto aereo da una base stabilita ad Al Khadim, nella Libia orientale, nel 2016. I droni da combattimenti emirantini, acquistati con facilità dal produttore cinese, che a differenza degli Stati Uniti d’America non è affatto restio a fornire tutti i paesi del mondo della sua letale tecnologia, avevano già colpito obiettivi a Derna lo scorso anno, e ora sono tornati in missione.
“Il fatto che le incursioni sono di notte, combinato con testimonianze oculari, rende molto probabile che questi siano i droni cinesi degli Emirati Arabi Uniti”, ha detto Aniseh Bassiri Tabrizi del Royal United Services Institute nel Regno Unito alla testata specializzata Defensenews.
Gli Emirati Arabi Uniti, che hanno testato con successo i droni cinesi nel conflitto in Yemen, adesso stanno prestando al generale Haftar l’ausilio di una tecnologia militare fuori portata per gli avversari. Mettendo in campo velivoli capaci di offrire informazioni d’intelligence, e che allo stesso tempo possono lanciare da 5.000 metri ben 12 missili surface-to-air(secondo le informazioni divulgate da Pechino). A suffragare questa tesi infatti, ci sarebbe lo scatto che mostra i resti di un missile Blue Arrow 7 cinese caduto sul suolo di Tripoli: munizione che potrebbe essere stata sganciata appunto da un drone Wing Loong II – copia a buon mercato del Mq-9 Reaper prodotto dalla General Atomics statunitense.
“Sarebbe possibile pilotare questi droni da Al Khadim, che si trova a circa 460 miglia da Tripoli, con un pilota alla base, e una stazione di terra mobile installata più vicino a Tripoli che agisce da relè per abilitare il controllo radio del drone “, ha detto Justin Bronk, altro analista il Royal United Services Institute interpellato da Defensenews. Con buona probabilità, i piloti dei droni impegnati nell’appoggio al generale Haftar fanno parte dell’Aeronautica Militare di Abu Dhabi, che nasconde degli interessi precisi che giustificano questo appoggio al generale.



