La geopolitica della corsa allo spazio
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Si torna a parlare di legione siriana pro Russia in Ucraina. Le ultime notizie arrivano dall’Osservatorio siriano sui diritti umani, secondo cui in alcune province del Paese mediorientale i russi, qui presenti dal settembre 2015 nell’ambito dell’operazione volta a supportare il presidente Bashar Al Assad, starebbero addestrando centinaia tra volontari, mercenari e combattenti. Scopo dell’addestramento è portare quanto prima in Ucraina migliaia di miliziani pronti a dar manforte all’esercito russo. Non è la prima volta che si parla di legione siriana. Le scorse settimane l’intelligence di Kiev dichiarava prossimi alla partenza sedicimila siriani schierati con Mosca. Di quella legione però non si è saputo più nulla.



“Campi di addestramento tra Hama e Homs”

Pescare combattenti dalla Siria non è certamente eventualità remota. Generali e funzionari russi conosco molto bene l’esercito siriano. Quando Bashar Al Assad sembrava sul punto di capitolare, l’intervento di Mosca è stato decisivo per fornire nuovi mezzi a Damasco e istruire i reparti dell’esercito contro i gruppi integralisti che in quel momento occupavano le principali città del Paese. C’è sempre stato da allora quindi un rapporto diretto tra dirigenti militari russi e siriani. Non solo, ma da Mosca per aumentare la potenza di fuoco dell’esercito siriano si è deciso di costituire nuovi battaglioni sotto la diretta direzione del comando russo stanziato in Siria. É stato il caso ad esempio della cosiddetta Ottava Brigata oppure del Battaglione Bustan. Due gruppi composti da siriani, ma comandati dai russi prima ancora che da Damasco. Poi ci sono i soldati della 25esima Divisione, anche loro sotto le dirette dipendenze del comando russo.


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CAUSALE: Reportage Ucraina
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Sarebbero proprio loro in questo momento a coordinare l’addestramento di combattenti siriani pronti a partire per l’Ucraina. A sostenerlo è per l’appunto l’Osservatorio siriano sui diritti umani: “Ci sono – si legge in una nota dell’osservatorio – diversi campi di addestramento soprattutto ad Homs e Hama, così come nelle aree meridionali della provincia di Idlib”. Si tratta di territori riconquistati dal governo di Damasco proprio grazie ai russi. Zone dove il controllo siriano e russo non è in discussione e dove è possibile stanziare delle basi militari oltre quelle già esistenti. A riprova del repentino addestramento da parte delle forze di Mosca ci sarebbe il gran via vai di elicotteri e mezzi dalle basi russe presenti nelle province di Latakia e Tartus, lì dove i comandi russi hanno le proprie sedi principali.

Al momento nessun combattente siriano è in Ucraina

La notizia però è, al pari di tante altre durante questo conflitto, da prendere con le molle. In primo luogo perché l’Osservatorio siriano sui diritti umani, organizzazione con sede a Londra, si è spesso schierato in passato su posizioni opposte rispetto a quelle di Bashar Al Assad ed è stato ritenuto dal governo di Damasco un vero “megafono” dell’opposizione. Secondo anche fonti diplomatiche russe, in passato le notizie dell’Osservatorio erano soprattutto incentrate a screditare Damasco e Mosca. In secondo luogo perché, come detto, di legione siriana in Ucraina si era parlato a lungo nelle prime settimane dell’attuale guerra. Senza che però poi ci fosse nulla di concreto riscontrato sul campo. Nessun video è stato postato, nessuna informazione plausibile di siriani già presenti a Kiev è stata rintracciata. Solitamente i combattenti stranieri in Ucraina sono i primi a far notare la propria presenza. Lo si nota nel costante aggiornamento sui social dato dai ceceni sulle loro operazioni militari.

Quella legione di sedicimila uomini non si è mai formata. Lo stesso Pentagono pochi giorni fa ha smentito movimenti lungo l’asse Damasco-Mosca per portare siriani in Ucraina. Ma la Difesa Usa non ha escluso che dei combattenti possano essere trasferiti sui campi di battaglia ucraini in un secondo momento. Quindi che Mosca voglia provare la carta dei militanti siriani non è un mistero, ma a livello logistico e politico è difficile stabilire con certezza se e quando da Damasco arriveranno combattenti. Anche perché il Cremlino, nel potenziare il fronte ucraino, potrebbe incappare nel rischio di depotenziare il delicato e poco stabile fronte siriano.

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