Come vi abbiamo già raccontato lo scorso venerdì, sta per iniziare Defender Europe 2020, la più grande esercitazione militare in 25 anni su suolo europeo e la terza dai tempi della Guerra Fredda.

Le manovre, che avranno inizio tra la fine di marzo e l’inizio di aprile e si concluderanno a giugno, vedranno partecipare 18 nazioni, tra cui, oltre agli Stati Uniti, che dispiegheranno il contingente più numeroso, Regno Unito, Polonia, Germania, Italia e Paesi Baltici, solo per citare i maggiori.

In particolare si prevede che la totalità delle truppe coinvolte ammonterà a 37mila unità con una larga preponderanza di soldati americani. Saranno 20mila infatti, con altrettanti pezzi di equipaggiamento, compresi 6mila facenti parte della Guardia Nazionale e 900 della Riserva. Lo scopo è quello di ridispiegare una forza “credibile” della grandezza di una divisione dagli Stati Uniti all’Europa.

L’esercitazione, come abbiamo già detto, terminerà a giugno e sarà messa in atto in sei Paesi europei: Belgio, Olanda, Germania, Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia. Dove si sono registrati, in queste ultime settimane, casi di contagio e diffusione del coronavirus Covid-19.

La concomitanza dei due eventi ha scatenato una ridda di teorie complottiste partendo dalla considerazione (errata come vedremo) che i due eventi, il virus e l’esercitazione, siano collegati. La tesi che va per la maggiore è quella di una “invasione Usa” per controllare l’Europa con la scusa dell’epidemia, che apre la possibilità, quindi, che i soldati americani siano già vaccinati. Un’altra, che prende le mosse dalla precedente, è quella che ritiene Covid-19 un’arma batteriologica made in Usa per mettere in ginocchio la Cina.

Complotti e complottismi

Esiste una differenza sostanziale tra complotti e complottismi e risiede nel metodo di analisi: il complotto per essere tale deve essere comprovato, quindi occorre portare delle prove provabili che siano più di semplici sospetti, se questo non accade, come nella maggior parte dei casi delle conspiracy theory, si parla di complottismo.

Facciamo un esempio chiarificante: uno studio scientifico che dimostrasse la presenza di vita intelligente su Marte non sarebbe complottismo, credere che la terra sia cava e abitata da una razza di alieni rettiliani che controllano il mondo lo è, perché non esiste uno straccio di prova in tal senso.

Da più parti viene sollevata un’obiezione filosofica, ovvero che “scientificamente parlando” (sic!), si debbano considerare tutte le ipotesi, e soprattutto che basti il sospetto per aprire la strada a tutte le possibilità. Non è così. Se è vero che nel metodo scientifico vige sempre il dubbio – che potremmo chiamare al contrario “ragionevole percentuale di certezza” – questo non significa che le possibilità più strampalate possano avere il medesimo peso e validità rispetto a quelle principali, semplicemente per il fatto che occorre avere prove certe e provabili affinché acquistino valore.

Defender Europe e coronavirus

Ora che abbiamo chiarito cosa possa chiamarsi complotto e cosa complottismo, possiamo addentrarci nello sfatare le due teorie che riguardano l’esercitazione Defender Europe 2020 ed il coronavirus in Europa.

Cominciamo dalla seconda, quella della “guerra batteriologica”. Abbiamo già approfondito poche settimane fa cosa sia la guerra batteriologica e soprattutto le caratteristiche che deve avere un agente patogeno per essere qualificato come arma batteriologica, dimostrando come Covid-19 non lo sia.

Riassumendo molto semplicemente: l’assenza di un vaccino, l’elevata trasmissibilità, la bassa virulenza, il buon livello di immunità naturale sono indicatori che non ci troviamo ad avere a che fare con questa possibilità.

Passiamo ora a confutare la prima teoria, cioè quella che vuole l’esercitazione un pretesto americano per invadere l’Europa con lo spettro del coronavirus, che vorrebbe i soldati Usa già vaccinati.

Defender Europe 2020 è solo casualmente concomitante con l’epidemia di Covid-19: come abbiamo già detto nell’approfondimento sull’esercitazione le manovre erano già previste almeno dal 2019, quando sono state messe a bilancio dagli Stati Uniti unitamente alla richiesta dell’Us Army di fondi per un ammontare di 42 miliardi di dollari alla voce “operations and maintenance (O&M)”, ovvero operazioni e mantenimento.

I soldati americani sono quindi già vaccinati? No, anzi, il comando europeo dell’Us Army ha riferito, come anche riportato su Formiche.net, che “sta monitorando da vicino Covid-19 e sta lavorando diligentemente con i funzionari delle nazioni ospitanti mentre prosegue l’esecuzione di Defender Europe 20. Per ora il virus non ha influito sull’esecuzione dell’esercitazione”, mentre è “costante” il confronto con le autorità sanitarie dei vari Paesi su cui le truppe si stanno muovendo. “Abbiamo piani di assistenza sanitaria e medica per identificare eventuali carenze che potremmo avere e stiamo affrontando tali carenze e requisiti con ogni singola nazione ospitante”, ha concluso Andrew Rohling, generale dell’esercito Usa e vicecomandante delle forze americane in Europa dal primo agosto scorso.

Se non fosse ancora abbastanza chiara la preoccupazione per l’epidemia arrivano le parole dello stesso segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che ha affermato che l’Alleanza ha stabilito piani di contingenza in caso di un significativo scoppio del virus, ma che per il momento l’esercitazione prosegue come da piani prestabiliti.

“Stiamo chiaramente monitorando e seguendo la situazione molto da vicino perché potenzialmente potrebbe avere conseguenza anche per la Nato” ha detto il segretario durante un’intervista a Zagabria mentre si stava tenendo il vertice dei ministri della Difesa europei. “Non prevediamo di cancellare l’esercitazione, ma questo lo stabiliremo durante il corso degli eventi. Siamo pronti per aumentare gli sforzi e le misure preventive che stiamo già implementando” ha concluso Stoltenberg.

Non si capisce poi perché Defender Europe 2020 preoccupi di più rispetto a Covid-19, ma anche rispetto ad altre manovre militari che sono attualmente in atto in Europa o in Italia e che vedono la presenza di contingenti dei Paesi Nato e degli Stati Uniti anche abbastanza numerosi. Pensiamo infatti a Dynamic Manta, esercitazione navale che si sta tenendo in Italia a cui partecipano 10 nazioni, oppure Cold Response 2020, che si sta tenendo nel nord della Norvegia e vede la partecipazione di 16mila uomini (di cui 7500 americani) di Regno Unito, Norvegia e Finlandia, impegnati in sedici giorni di manovre terrestri e anfibie.

Certo, possiamo pensare, questa volta giustamente, che un così grande numero di uomini impegnati su così tanti fronti – quelle riportate non sono le uniche esercitazione che si stanno tenendo o si terranno a breve in Europa – sia comunque un rischio sanitario perché potrebbero aiutare a diffondere ulteriormente l’epidemia. Ma questa considerazione, l’unica sensata, non rientra nelle corde dei complottisti.

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