Uno dei pochi EC-130H “Compass Call” in forza alla U.S. Air Force è stato schierato nei giorni scorsi presso la base aerea di Osan, in Corea del Sud: la base aera più vicina al confine dalla quale decollano – probabilmente – gli aerei spia Lockheed U-2 “Dragon Lady” che fotografano o hanno fotografato la Corea del Nord.

Il quadrimotore turboelica sviluppato sulla base del comune aereo da trasporto Hercules – configurazione della quale sono state prodotte solo 14 unità – è stato ampiamente modificato per portare a termine diversi compiti nell’ambito della “guerra elettronica”: quali captare ed emettere una vasta gamma di segnali per missioni di sorveglianza, portare attacchi elettronici (EA) attraverso interdizione e interruzione – ossia interrompendo le comunicazioni di comando e controllo nemico – e garantendo capacità ‘offensive’ di contro-informazione e altre tipologie di attacco elettronico. Secondo quanto riporta la nota ufficiale divulgata dall’USAF «Gli operatori del sistema ‘Compass Call’ offriranno le proprie capacità ‘offensive’ di contro-informazione e di attacco elettronico (o EA) in sostegno degli Stati Uniti e della Coalizione in campo aereo tattico, per le unità di superficie, e per le operazioni (eventuali n.d.r.) di forze speciali». La specialità del ‘Compass Call’ è infatti quella di interrompere i segnali di comando del nemico o di sopprimere le sue difese aeree disturbando i segnali radar e rendendole inservibili durante un’incursione aerea. È considerato uno dei principali aerei  per EA insieme ai velivoli imbarcati sulle portaerei E/A – 18 Glower.

La forza complessiva di EC-130H consiste in soli 14 aeromobili che abitualmente sono basati in Arizona, presso il 55th Electronic Combat Group (ECG), nei 41st e 43rd Electronic Combat Squadrons (ECS). Ogni velivolo di questa sofisticata tipologia – dotato di un’apposita cellula cargo modificata e schermata dove sono stati integrati i sistemi per la guerra elettrica dalla BAe Systems – ha un equipaggio di 13 uomini composto dal gruppo di volo: pilota, copilota, navigatore e ingegnere di bordo, e da 9 operatori per l’elettronic warfare : il comandate o electronic warfare officer, e 8 operatori/analisti e crittografi esperti in lingue, sistemi d’arma e acquisizione obiettivo. Tra le capacità di questo velivolo sarebbe compresa quella di ‘iniettare’ malware via aria, infettando così network nemici in volo all’occorrenza.

Recentemente gli EC-130H hanno volato in Siria e Iraq in stretta collaborazione con gli aerei spia RC-135 (anch’essi recentemente inviati in Corea) per impedire all’ISIS di comunicare attraverso gli apparati elettronici. Lo spiegamento di un’unità di questo genere nella penisola coreana è stato etichettato come ‘intrigante’ dagli analisti che hanno provato a speculare riguardo l’impiego che ne verrà fatto in un momento di tensione così delicato come questo. Quello che possiamo dire della Osan Air base – situata a soli 64 chilometri dalla confine tra le due coree (DMZ), e centro nevralgico di una serie di operazioni di intelligence e monitoraggio della DPRK – compresi i voli di ricognizione aerea condotti dagli aerei spia U-2 ‘Dragon Fly’ da anni schierati presso la base di ‘confine’  – è che il suo motto riconosciuto è “Ready to flight tonight!” (Pronti a volare stanotte!); e da sempre, le vere missioni aeree militari, vengono condotte la notte.