La Corea del Sud si farà trascinare nel Grande gioco in Ucraina? Seul ha ribadito di “non escludere l’ipotesi di fornitura diretta di armi all’Ucraina“. Questo anche dopo la vittoria di Donald Trump. Vittoria che preoccupa, e molto, il presidente ucraino Zelensky e il suo Gabinetto di guerra.
Nonostante il risultato delle presidenziali americane, che paventano l’ipotesi – già ampiamente anticipata e discussa – di un eventuale cambiamento della postura degli Stati Uniti, e di conseguenza della postura della Nato tutta nei confronti di Kiev e degli aiuti militari senza i quali le truppe ucraine non potrebbero mai resistere, Seul, che finora si era limitata agli aiuti umanitari, annuncia di non escludere l’opzione di inviare arma all’Ucraina come “risposta” allo schieramento di 12mila soldati nordcoreani che Pyongyang ha inviato in supporto alle truppe di Mosca. Soldati che, secondo le ultime informazioni, prenderanno parte ai combattimenti e nel settore di Kursk hanno già risposto al fuoco aperto dalle truppe ucraine.
Il presidente Yoon Suk-yeol, parlando in conferenza stampa a Seul, ha detto che tutto dipenderà dal “livello di coinvolgimento della Corea del Nord” nella guerra della Russia contro l’Ucraina. “Adatteremo gradualmente la nostra strategia di supporto: questo significa che non escludiamo la possibilità di fornire armi“, ha osservato Yoon nel resoconto della Yonhap.
Questa notizia, in ottica di conflitto esistenziale tra le due Coree, ci lascia immaginare come l’Ucraina, per molti già campo di battaglia di una guerra per procura spinta dalla contrapposizione tra la vecchia Alleanza Atlantica e le rinnovate ambizioni del Cremlino, possa tramutarsi in un campo di scontro diretto e indiretto per due Paesi che sono in assetto di guerra lungo il 38° Parallelo dal lontano 1953.
Certo, allo stesso tempo non possiamo dimenticare che fu proprio quello stesso Donald Trump l’ultimo presidente degli Stati Uniti a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-Un. Un dato marginale, ma comunque da inserire tra le variabili di questa delicatissima fase per gli equilibri mondiali del prossimo futuro.

