Sono da poco passate le 2.00 di notte ora italiana quando arriva la notizia. La Corea del Nord ha lanciato una serie di missili verso il Mar del Giappone. L’allarme arriva da Seul dove i capi di stato maggiore hanno rilevato insoliti movimenti a nord del 38esimo parallelo. Corea del Sud e Stati Uniti stanno monitorando la situazione per analizzare le caratteristiche del razzo. Se tutto venisse confermato, si tratterebbe del primo test missilistico dal novembre 2017.

“Proiettili” lanciati verso est

Non sappiamo ancora i dettagli certi. I comunicati sudcoreani parlano di generici “proiettili”, un termine che può includere missili balistici ma anche razzi di minore potenza. Quello che è certo è che questi proiettili sono partiti dalla penisola di Hodo, sulla costa orientale nei pressi della città di Wonsan. Il lancio è avvenuto nella mattinata locale, intorno alle 9:06. I missili sono caduti in mare dopo aver percorso un tratto di circa 200 chilometri.

Analisi in corso

È ancora un mistero sul tipo di arma utilizzato da Pyongyang. Le analisi sono in corso e gli esperti aspettano nuove informazioni per capire meglio la situazione. La penisola di Hodo è comunque un luogo già noto per i test balistici nordcoreani. Da qui sono infatti partiti nel 2016 i missili Musudan/Hwasong. In ogni caso il ministro della Difesa giapponese ha affermato che i proiettili lanciati dalla Corea del Nord non sono finiti nelle acque territoriali nipponiche.

Missili, razzi, proiettili

La mossa di Kim Jong Un arriva poche settimane dopo l’annuncio nordcoreano di aver testato missili tattici guidati. Tuttavia gli analisti ritengono improbabile che i proiettili lanciati oggi rientrino in questa categoria. Una categoria di armi che Pyongyang si era impegnata a non sperimentare dopo l’avvio dei negoziato con gli Stati Uniti. Tuttavia è probabile che si possa trattare anche di missili non a corto raggio.

Due possibili spiegazioni

C’è dunque da allarmarsi? Al momento no. Kim ha avuto colloqui con Moon Jae-in, Trump, Xi Jinping e Putin e sa quel che sta facendo. Per spiegare il comportamento del leader nordcoreano si possono fare due ipotesi. La prima e più probabile è che la Corea del Nord voglia attirare l’attenzione degli Stati Uniti per un terzo colloquio. Un meeting che deve essere imminente e risolutivo. Il lancio può essere quindi letto come una sveglia fatta suonare per smuovere l’amministrazione Trump, concreta a parole ma non nei fatti. La seconda ipotesi è che quelli lanciati da Hodo non siano proiettili militari ma elementi utili a un futuro lancio di un satellite. In ogni caso Trump si era espresso chiaramente: “Sarei sorpreso in modo negativo se succedesse qualcosa al di fuori dei nostri accordi. Se vedessi dei test sarei molto deluso”.