La Corea del Nord ha lanciato almeno due vettori a corto raggio verso il Mar del Giappone. Pyongyang ha sparato, ed è tornato a farlo proprio mentre John Bolton, il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti che vorrebbe radere al suolo il regime di Kim Jong Un, sta effettuando una visita ufficiale a Seul, a pochi chilometri dal confine tra le due Coree.

Due proiettili sparati da Wonsan

Il termine utilizzato dagli analisti sudcoreani per definire gli ordigni sparati dalla Corea del Nord è projectiles, una dicitura impiegata quando non si conoscono o non si vogliono dare ulteriori informazioni sulla natura dei vettori lanciati. Da una prima ricostruzione del comando militare sudcoreano, i due vettori sarebbero partiti dalla città di Wonsan, costa orientale della Corea del Nord, e avrebbero effettuato un tragitto medio di circa 500 chilometri prima di inabissarsi nel Mar del Giappone. La traiettoria registrata fa pensare che i due ordigni siano missili a corto raggio.

Missili balistici Iskander?

Gli ultimi due missili lanciati dalla Corea del Nord potrebbero essere missili balistici tattici russi a corto raggio, modello Iskander. Nel caso in cui l’indiscrezione fosse confermata, Pyongyang avrebbe violato le risoluzioni dell’Onu, che proibiscono al regime di testare qualsiasi tipo di missile balistico o tecnologia collegata. L’Iskander (nome in codice NATO SS-26 Stone, dove SS sta per Surface to Surface, ovvero missile terra-aria) è un sistema balistico in grado di colpire obiettivi situati a breve-media distanza, siano essi fissi o in movimento. I bersagli più consoni sono bunker, aeroporti, ma anche mezzi corazzati e treni. La testata è singola e può essere sia nucleare che convenzionale con ben 800 chili di esplosivo; ha una gittata di 300 chilometri, potenzialmente espandibile a 500. Si tratta di un’arma temibile perché riesce a eludere le difese avversarie, tra cui i missili Patriot americani. Il sistema è costituito da un TEL (Transporter Erector Launcher, cioè il mezzo lanciatore) con due missili, un veicolo che trasporta il tutto e un comando di controllo. Come fa la Corea del Nord a possederli? Potrebbe averli acquistati dalla Russia o da un paese terzo. I militari sudcoreani hanno poi aggiunto un particolare interessante. I primo missile avrebbe viaggiato per circa 430 chilometri, il secondo per 630; quest ultimo potrebbe aver simulato il lancio di una testata nucleare.

Il motivo del gesto

Il Giappone ha subito protestato. Il ministro della Difesa, Takeshi Iwaya, ha definito i lanci “estremamente deplorevoli”, aggiungendo poi che “i proiettili nordcoreani non hanno raggiunto il territorio del nostro paese o della zona economica esclusiva”. Riguardo la motivazione del gesto, la Corea del Nord potrebbe aver effettuato questo lancio in risposta alla conferma degli Stati Uniti di effettuare esercizi militari congiunti assieme alla Corea del Sud; Pyongyang li ha sempre considerati una minaccia, ed è arrivata ad accusare Washington di violare in maniera unilaterale gli impegni presi. Come detto, inoltre, Bolton si trova a Seul per una visita ufficiale e questo potrebbe aver alterato e non poco il governo nordcoreano.