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Guerra

Controffensiva in pausa? Le mosse segrete dell’esercito ucraino

L'Ucraina potrebbe temporaneamente sospendere la sua fase offensiva e si ritiene che non abbia ancora impiegato risorse sufficienti

Volodymyr Zelensky, in un’intervista alla Bbc rilasciata mercoledì 21 giugno, ha riconosciuto che i progressi della controffensiva ucraina sono “più lenti del previsto”. In effetti, come abbiamo avuto modo di analizzare nei giorni passati, la serie di attacchi ucraini lungo il fronte meridionale non sta sortendo gli effetti sperati: anche l’iniziale avanzamento nella zona a sud di Velyka Novoselivka sembrano essersi esauriti quando si sono scontrati sulla seconda linea di difesa russa.

Più in generale, l’intera linea del fronte è sostanzialmente stabile: anche nella sua parte orientale, nel Donbass, attacchi e contrattacchi di russi e ucraini non portano a rilevanti guadagni territoriali, ma i combattimenti restano aspri. Pertanto è possibile che lo Stato maggiore di Kiev possa sospendere temporaneamente questa nuova fase offensiva alla luce delle perdite subite e dell’impasse tattica.

L’Isw (Institute for the Study of War), riferisce che già il 16 giugno scorso il capo del centro di intelligence delle forze di difesa estoni, il colonnello Margo Grosberg, aveva dichiarato di ritenere che “non assisteremo a un’offensiva nei prossimi sette giorni” e che l’avanzata si era esaurita mentre il comando ucraino stava riesaminando le sue tattiche. Qualcosa che è coerente con quanto abbiamo potuto analizzare nei giorni scorsi.

Secondo l’Isw l’Ucraina non ha ancora impegnato la maggior parte delle sue forze disponibili e non ha ancora lanciato il suo attacco principale: un’osservazione che ci trova concordi in quanto, più volte, avevamo parlato della possibilità che si trattassero solamente di operazioni di “arresto” e non di una vera e propria controffensiva, in quanto numericamente non abbiamo assistito a una mobilitazione in forze e tatticamente è apparso evidente come non ci fosse né una direttrice principale né un’attività preparatoria degna di tal nome, ovvero è stata notata l’assenza di pesanti bombardamenti di artiglieria o con l’utilizzo di altre risorse come loitering munitions o altri droni più grandi, che pure si erano visti nelle azioni della scorsa estate.

Le pause operative, comunque, sono una caratteristica comune delle grandi offensive, e questa pausa, sempre secondo l’Isw, non significa la fine della controffensiva ucraina. Restiamo comunque dubbiosi nel definire questa serie di attacchi una “controffensiva”, almeno nei termini in cui la definisce lo stesso Isw, ovvero una “grande operazione militare”: durante l’intero corso della guerra si sono viste controffensive solo in occasione dell’operazione che ha portato alla liberazione di Kherson – che in realtà è stata riconquistata solo grazie al completo ritiro russo davanti agli attacchi ucraini – e nella regione di Kharkiv, dove il fronte ha ceduto provocando lo sfondamento ucraino nelle difese russe che, allora, non erano affatto organizzate come lo sono oggi.

Le restanti operazioni militari sono state caratterizzate da attacchi diffusi, senza l’utilizzo in massa delle risorse eccezion fatta per i combattimenti a Bakhmut, che comunque assumono una connotazione diversa sia per questioni geografiche sia per questioni contingenti: la città è in una zona in cui si è combattuto per mesi, quindi le difese ucraine erano più estese, e la stessa città è stata trasformata in un cumulo di rovine dagli scontri “casa per casa” che sono sempre un incubo per la fanteria o i reparti meccanizzati/corazzati. Non è infatti un caso che Mosca abbia lasciato l’onere al gruppo Wagner.

Le “offensive” quindi, si sono manifestate come una serie di attacchi costanti lungo tutto il fronte, in punti diversi, come evidenziato dalla fallita offensiva invernale russa che ha cercato più volte di sfondare, ad esempio, proprio nel settore meridionale a Vuhledar.

Ancora l’Isw ha riportato che nella giornata di ieri lo Stato maggiore ucraino affermava che l’esercito stava continuando le operazioni di attacco sul confine tra gli oblast di Zaporizhzhia e Donetsk e nella regione occidentale di Zaporizhzhia. Il ministero della Difesa russo ha affermato che le forze russe hanno respinto quattro assalti ucraini vicino a Orikhiv e nella parte occidentale dell’oblast di Donetsk.

Va notato che gli stessi ucraini, per voce del viceministro della Difesa Hanna Malyar, hanno riferito che i russi hanno schierato forze significative per fermare gli attacchi, rendendo difficile l’avanzata. Interessante sottolineare che il viceministro Malyar ha aggiunto che le operazioni ucraine in corso hanno diversi compiti che non si concentrano esclusivamente sulla liberazione del territorio e che l’esercito deve ancora iniziare la fase principale delle operazioni di controffensiva, quindi potrebbero trattarsi di attacchi di “arresto”, come detto.

La Russia, il 20 giugno, ha fatto sapere per voce del ministro della Difesa Sergei Shoigu che la “controffensiva” è iniziata il 4 giugno e che le truppe ucraine hanno lanciato 263 attacchi alle posizioni russe da quella data, ma ha negato che l’esercito di Kiev abbia ottenuto guadagni territoriali in una parte qualsiasi del teatro di operazioni, contrariamente alle evidenze pubblicamente disponibili che ci giungono usando strumenti open source di intelligence.

Proprio gli stessi strumenti Osint ci mostrano che negli ultimi 3 giorni i combattimenti più intesi si stanno avendo ancora una volta nella parte più occidentale del fronte meridionale: a sudest di Orikhiv e alla confluenza delle strade P37 ed E105 ovvero nelle stesse zone dove, ormai, 11 giorni fa, si combatteva aspramente (e dove probabilmente ci sono state le perdite ucraine più consistenti) a testimonianza degli scarsi/nulli progressi ucraini in quel particolare settore.

Come sempre è bene fare due precisazioni: le difese russe sono organizzate, a sud, in almeno tre linee difensive dotate di ostacoli vari a campi minati che si estendono per 30 chilometri, rendendo molto difficile l’avanzata, e, sotto il profilo squisitamente tattico, qualora si operasse uno sfondamento delle linee a seguito di questi attacchi di arresto l’Ucraina mobiliterebbe le unità tenute “in riserva” per operare una vera e propria controffensiva come avvenuto la scorsa estate nella regione di Kharkiv.

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