Fallito l’obiettivo iniziale da parte dell’esercito russo di rovesciare il governo ucraino in pochi giorni, come abbiamo già analizzato su InsideOver, la guerra in Ucraina è entrata in una seconda fase. Se, almeno finora, l’avanzata russa è stata piuttosto lenta – secondo alcuni analisti per una sottovalutazione dell’avversario, per altri, invece, per una scelta strategica ben precisa – ora i russi hanno cambiato strategia: non più un’operazione speciale rapida ma una guerra di logoramento che prevede ampio uso dell’artiglieria. Preso atto delle oggettive difficoltà dell’esercito russo, ora l’intelligence occidentale s’interroga sui possibili sviluppi della guerra. Come riporta La Repubblica, esistono sostanzialmente due visioni della guerra e dei suoi possibili sviluppi, dagli esiti opposti.

La prima ritiene che Vladimir Putin stia perdendo, e quando una grande potenza viene messa spalle al muro, può diventare estremamente pericolosa. In questo scenario non è escluso l’uso di missili ipersonici, armi chimiche – come ipotizza il Presidente Usa, Joe Biden – o, nel peggiore dei casi, armi atomiche. Secondo i più ottimisti, talmente è ampia la portata della sconfitta russa, che Putin deve pregare che l’esercito ucraino non arrivi a Mosca. Di un’ampia vittoria di Kiev ne sono convinti anche gli ucraini: più del 90% degli ucraini crede infatti che il proprio Paese vincerà la guerra con la Russia, secondo un sondaggio dell’istituto di ricerca locale Rating Group. Il sondaggio ha anche rilevato che il 74% degli intervistati sostiene che vi debbano essere dei colloqui diretti con il leader russo Vladimir Putin.

Gli scenari: sconfitta o vittoria parziale per Putin?

Il secondo scenario, forse quello più realistico, prende sì atto del fallimento degli obiettivi iniziali russi ma osserva come Mosca abbia corretto la sua strategia. Con i bombardamenti scatenati sulle retrovie ucraine non starebbe solo terrorizzando i civili, ma distrugge anche i depositi di armi, mezzi, carburanti e altri materiali logistici indispensabili per alimentare la resistenza. Così Putin potrebbe rovesciare la situazione e vincere, almeno sul campo di battaglia, costringendo gli ucraini alla resa. Una vittoria parziale, considerando tuttavia l’altissimo costo che questa guerra ha per l’economia russa e per il suo esercito. Come spiegano Liana Fix e Michael Kimmage sulla rivista americana Foreign Affairs, l’Ucraina ha allestito “una formidabile difesa”, ma “non può invertire il predominio militare generale della Russia” o “fermare i suoi bombardamenti su civili e obiettivi militari”. L’equilibrio diplomatico dell’Ucraina, tra il mantenimento della propria sovranità e la fine di una guerra crudele, sarà eccezionalmente difficile, osservano i due esperti.


Le armi degli Stati Uniti e dei loro alleati europei “rafforzeranno la posizione negoziale dell’Ucraina”. Ma senza il loro coinvolgimento diretto nella guerra, che non si concretizzerà, l’Ucraina non godrà di una vittoria assoluta e la Russia non subirà una sconfitta definitiva. “Se raggiungeranno un accordo negoziato – spiegano – Ucraina e Russia dovranno accontentarsi di guadagni parziali e fragili. In questa guerra non ci saranno una conferenza di Monaco, una Norimberga o una Versailles”.

La Russia può davvero perdere la guerra?

Il rischio per la Federazione russa è quello di finire in un “pantano”. L’agenzia di intelligence della difesa del Regno Unito ha valutato che l’offensiva russa “si è in gran parte bloccata su tutti i fronti“, un giudizio ripreso dagli analisti open source che seguono gli sviluppi sul campo. Il Wall Street Journal ha riferito mercoledì che le forze ucraine sono persino riuscite a organizzare una controffensiva intorno a Kiev. Secondo Vox, sembra che le analisi prebelliche sopravvalutassero il vantaggio militare della Russia e sottovalutassero i fattori meno tangibili, tra cui la capacità logistica e il morale delle truppe da combattimento in prima linea di entrambe le parti. Il morale in particolare “è un fattore molto significativo nell’efficacia del combattimento russo, e viene ignorato da molti osservatori militari”, sostiene Michael Kofman, direttore degli studi sulla Russia presso il think tank Cna.

Ovviamente, sarebbe imprudente concludere che l’Ucraina possa vincere questa guerra. Anche gli ucraini hanno subito perdite importanti e la Russia può contare ancora su vantaggi numerici e tecnologici che potrebbero rivelarsi decisivi, consentendo ai russi di assediare le principali città dell’Ucraina. E poi c’è Mariupol. Come ha spiegato l’altra sera Toni Capuozzo ospite di Quarta Repubblica, “una volta presa Mariupol, la Russia ha tutta la costa. L’Ucraina – ha osservato il giornalista esperto di guerra – diventa così un Paese come la Bolivia e la Repubblica Ceca”, senza sbocchi sul mare. Inoltre, come ha sottolineato il professor Christopher Layne sulla prestigiosa rivista The National Interest, è improbabile, in ogni caso, che Vladimir Putin possa accettare una sconfitta. “È improbabile che il Cremlino (non solo Putin) accetti una sconfitta nella guerra con l’Ucraina. Più a lungo va avanti la guerra, maggiore è l’incentivo di Mosca a colpire le linee di rifornimento che portano l’assistenza militare Usa/Nato in Ucraina. Ciò significherebbe una maggiore possibilità di uno scontro militare diretto tra Usa/Nato e Russia”. Un’escalation che potrebbe rivelarsi devastante, non solo per l’Ucraina.

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