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Lo scorso 19 novembre cinque nazioni hanno firmato una lettera di intenti per il progetto Next Generation Rotorcraft Capability (Ngrc) della Nato volto a introdurre una nuova linea ad ala rotante nelle Forze Armate dei Paesi dell’Alleanza Atlantica. Francia, Germania, Grecia, Italia e Regno Unito col progetto Ngrc andranno a sostituire la propria flotta di elicotteri destinati a terminare il loro ciclo di vita tra il 2035 e il 2040.

La maggior parte dei velivoli di questo tipo in forza nella Nato è stata infatti progettata tra gli anni ’50 e ’60 fatto salvo qualche eccezione nata più recentemente e attualmente in servizio tipo l’Aw-139, Aw-101 e l’Nh-90.

“Gli elicotteri medi sono una parte fondamentale degli inventari alleati e un fattore chiave per il rapido dispiegamento e trasferimento dentro e fuori dai teatri” ha detto il vice segretario generale della Nato Mircea Geoana in un commento durante la firma. “Molte piattaforme attualmente in servizio stanno raggiungendo la fine del loro ciclo di vita e inizieranno ad essere eliminate gradualmente nei prossimi 15-20 anni. L’obiettivo di questa iniziativa è che gli alleati partecipanti sviluppino e schierino la prossima generazione di elicotteri medi in modo da garantire una transizione senza soluzione di continuità tra le due generazioni”.

Lo sviluppo del progetto Ngrc è iniziato nel 2015 con un seminario sui requisiti futuri e poi è progredito nel 2016 fino alla formazione del Ngrc Team of Experts (Toe) che ha rilasciato un rapporto nel 2018 in cui si sottolineava la necessità di aggiornare gli aeromobili ad ala rotante dell’Alleanza Atlantica. La Nato punta a velivoli a medio raggio a causa del risparmio sui costi che possono essere razionalizzati dal bilanciamento dato da una flotta di medio raggio rispetto a una singola flotta formata da elicotteri pesanti. Il nuovo velivolo dovrà essere ottimizzato per gli ambienti urbani e avere capacità di impiego “globale”. Il programma Ngrc utilizzerà tecnologie chiave come il controllo elettronico delle prestazioni del volo, avionica e apparecchiature di missione di ultima generazione per sviluppare i nuovi aeromobili.

I requisiti del nuovo elicottero però non sono ancora stati stabiliti del tutto in questa fase. Una fonte ufficiale della Nato, sentita da noi, ci riferisce infatti che il programma “Next-Generation Rotorcraft Capabilities mira a sviluppare e acquisire una soluzione innovativa per il futuro, guardando al periodo 2035-40 e oltre. L’ambizione in questo senso è quella di creare una capacità che sia veramente innovativa e si avvalga dei progressi non solo nella tecnologia e nei metodi di produzione, ma anche nei concetti operativi. Questi fattori ovviamente si evolveranno ancora date le lunghe tempistiche attese. Come punto di partenza, i partecipanti stanno ora lavorando alla creazione di una solida dichiarazione dei requisiti per la fase concettuale, che dovrebbe iniziare nel 2022. Nella fase attuale i Paesi partecipanti stanno creando i primi parametri per gli elementi chiave della potenziale capacità futura, compreso il raggio d’azione, la velocità, l’architettura digitale, ecc. Una parte importante di questo processo sarà un dialogo non competitivo e inclusivo con l’industria a partire dal 2021. È importante sottolineare che Ngrc offre un’opportunità efficace di costruzione basandosi sulla ricca e competente realtà industriale esistente tra i partecipanti. In particolare, Ngrc cercherà anche di utilizzare gli sforzi già in corso per evolvere ulteriormente i prodotti e le soluzioni esistenti al fine di fornire un importante balzo in avanti nelle capacità degli elicotteri dei partecipanti”.

La Nato distingue tra tre diverse classi di capacità di sollevamento verticale – generalmente note come elicotteri: leggera, media e pesante. La differenza sta nel carico utile che può essere trasportato. La fase di ideazione del programma Ngrc, come detto, si concentrerà inizialmente su capacità multiruolo medie, tenendo conto della velocità dell’evoluzione tecnologica e delle esigenze future dei partecipanti.

Le capacità multiruolo di velivoli ad ala rotante sono fondamentali nella struttura delle forze degli alleati della Nato. In questo contesto gli elicotteri multiruolo medi offrono un ampio grado di versatilità. Il loro uso operativo comprende pertanto una vasta gamma di missioni, comprese operazioni tattiche come l’inserimento e l’esfiltrazione di forze speciali, il trasporto di carichi e truppe di piccole e medie dimensioni dentro, fuori e all’interno di teatri operativi, il Medevac (l’evacuazione medica), le missioni Sar (ricerca e soccorso), infine la guerra antisom. Le dimensioni di questo tipo di velivoli consentono loro di decollare e atterrare in aree topograficamente limitate come radure o in zone montuose, aumentando la flessibilità operativa. Anche dal punto di vista navale un elicottero medio è più versatile rispetto ad uno pesante, potendo venire utilizzato da quasi tutte le unità dotate di ponte di volo (fregate e cacciatorpediniere).

Inoltre mettendo in campo un progetto di elicottero condiviso, l’Ngrc aumenterà il grado di interoperabilità tra gli alleati partecipanti e uniformerà la linea manutentiva e logistica dei Paesi che lo utilizzeranno. Un fattore non secondario in quelle situazioni operative a cui è chiamata a intervenire l’Alleanza Atlantica.

Non sappiamo ancora quale sarà il design e l’architettura della nuova macchina, né se utilizzerà tecnologia di comunicazione avanzata per integrarsi agli assetti di quinta e sesta generazione, ma è ragionevole supporre che quest’ultimo aspetto sarà sicuramente preso in esame da parte dei Paesi coinvolti nel programma, essendo sostanzialmente imprescindibile per un velivolo che dovrà entrare in servizio tra il 2035 e 2040.





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