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L’aeronautica militare cinese ha pubblicato un video che mostra un attacco simulato su quella che sembrerebbe essere la base aerea di Andersen, sull’isola di Guam, nel Pacifico. Nel filmato si vedono chiaramente bombardieri H-6, velivoli che dotati di capacità nucleare, radere al suolo una delle più importanti roccaforti americane nella regione estremo orientale.

Come ha sottolineato The Straits Times, la clip è stata diffusa sabato 19 settembre sull’account Weibo ufficiale della forza aerea dell’Esercito popolare di liberazione cinese (Epl) ed è arrivata mentre la Cina stava svolgendo il secondo giorno di esercitazioni vicino a Taiwan. A detta di alcuni analisti, il video nasconderebbe un messaggio neanche troppo velato all’indirizzo degli Stati Uniti: interrompete le vostre relazioni con Taipei o saranno guai.

Anche perché, nello stesso giorno in cui è iniziato a circolare il filmato citato, si era appena conclusa la visita nella “provincia ribelle” del sottosegretario di Stato Usa per la Crescita economica, l’energia e l’ambiente, Keith Krach. Ricordiamo infatti che, da qualche mese a questa parte, gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per rafforzare i propri legami con Taiwan. Washington ha venduto nuove armi all’isola, inviato funzionari per incontrare il presidente Tsai Ing Wen e, più generale, fatto leva sulla particolare storia di questo Paese per ostacolare l’avanzata cinese nel Mar cinese meridionale.

L’importanza strategica di Guam

Se la Cina, fino a questo momento, si era limitata a rispondere rilasciando qualche dichiarazione dai toni più o meno belligeranti, adesso Pechino ha pubblicato un video emblematico. Guam, nel recente passato finita nel mirino anche della Corea del Nord, è una piccola isola che ospita le principali strutture militari americane, tra cui la base aerea che servirebbe per rispondere a qualsiasi conflitto dovesse esplodere nella regione dell’Asia e del Pacifico.

Il filmato ha una durata di due minuti e 15 secondi. In un primo momento si vedono alcuni bombardieri H-6 decollare da una base situata nel deserto. A un certo punto un pilota preme un pulsante e lancia un missile su una pista sul mare. A quel punto viene mostrata un’immagine satellitare della stessa, e scopriamo che la pista assomiglia enormemente alla base di Andersen. Le immagini mostrano poi vedute aree di una forte esplosione.

Nella descrizione del video si legge una descrizione scritta dall’Aeronautica dell’esercito cinese: “Siamo i difensori della sicurezza aerea della madrepatria. Abbiamo la fiducia e la capacità di difendere sempre la sicurezza dei cieli della madrepatria”. Secondo The Strait Times, né il Ministero della Difesa cinese né il comando indo-pacifico americano hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento.

L’ira cinese

Senza ombra di dubbio, il video è il segnale più evidente che mostra come la sopportazione della Repubblica Popolare cinese nei confronti della politica americana nel Pacifico sia prossima alla saturazione. In particolare, a far imbestialire Pechino, sarebbero le manovre destabilizzanti degli Stati Uniti, che starebbero facendo di tutto per separare ulteriormente Taiwan dalla Cina. Considerando che l’obiettivo del governo cinese è quello di riassorbire l’isola, è facile intuire perché la presenza di Washington alle spalle di Taipei frustri un Dragone desideroso di riprendersi una provincia che considera legittima ed estendere il proprio soft power (e non solo) nel cortile di casa.

D’altro canto gli Stati Uniti considerano Taiwan una roccaforte da usare come e più di prima per ostacolare l’ascesa della Cina nel Pacifico. Per quale motivo questa regione è diventata uno scenario di vitale importanza geopolitica? Semplice: chi controlla le rotte marittime che si districano lungo il Mar Cinese Meridionale, fino all’Oceano Indiano e oltre, controlla alcuni tra i corridoi commerciali più ricchi del globo.

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