Mentre la rottura tra Cina e Stati Uniti si allarga sempre di più, tra nuovi dazi e dichiarazioni che non promettono niente di buono, Pechino ha trovato nella Russia un partner strategico con cui instaurare una partnership in chiave anti americana. L’obiettivo a breve termine del Dragone è diventare l’unica potenza dell’Asia; per diventarlo, il governo cinese deve estromettere le velleità americane in una regione geopoliticamente rilevante anche per la Casa Bianca. Xi Jinping non ha certo intenzione di ricorrere a una soluzione militare, almeno non in questa fase. Al fine di arginare l’espansionismo Usa, il presidente cinese ha quindi chiesto e ottenuto il supporto di Mosca. Un colpaccio diplomatico per Xi, dal momento che la partnership sino-russa è nettamente a trazione cinese.

Mosca invita Pechino

A legittimare ulteriormente la vicinanza di Cina e Russia c’è un’imminente esercitazione militare congiunta. L’esercito cinese si unirà infatti a Mosca, e ad altri sei paesi, in una esercitazione che durerà sei giorni, la cosiddetta Tsentr 2019, che si terrà dal 16 al 21 settembre prossimo. Questo è un segno, fa notare il South China Morning Post, che i legami bilaterali tra questi due governi sono più forti che mai. Le esercitazioni saranno organizzate in due fasi e su otto livelli, saranno svolte in tutta la Russia e nel Mar Caspio; secondo quanto riportato dal ministero della Difesa russo prenderanno parte all’evento 600 velivoli, 15 navi da guerra, 250 carri armati e altri 20000 unità militari. La prima fase comprende esercitazioni antiterroristiche, comprese operazioni di attacco aereo e ricognizione; la seconda riguarderà invece la gestione delle truppe e il combattimento simulato.

Un messaggio a Washington

È innegabile che l’imminente esercitazione rappresenti un chiaro messaggio all’indirizzo degli Stati Uniti. Cina e Russia hanno infatti degli interessi reciproci nel continente eurasiatico, e condividono lo stesso nemico: Washington. Sia Mosca, isolata dall’Occidente, che Pechino, contenuta da un’infinita guerra dei dazi, hanno bisogno di espandere le rispettive influenze per stringere nuove alleanze e dare fiato ai propri mercati. Molti paesi, tuttavia, si rifiutano di aprire le loro porte a cinesi e russi, per paura di inimicarsi la Casa Bianca. Per invertire il trend, l’influenza degli Stati Uniti deve essere ridimensionata; senza sparare un colpo di munizione, l’unico modo è lanciare messaggi simili al governo americano. L’interoperabilità tra l’esercito russo e quello cinese è una seria minaccia per gli statunitensi, che in caso di ostilità sarebbero costretti a scontrarsi con i suoi due nemici principali riuniti sotto un’unica bandiera.

Il blocco asiatico

È inoltre interessante dare uno sguardo anche alle altre forze armate coinvolte nella Tsentr 2019; saranno infatti presenti, secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa russo, gli eserciti di India, Pakistan, Kirghizistan, Kazakistan, Tajikistan e Uzbekistan. Ad eccezione di India e Pakistan, in tensione a causa dei fatti del Kashmir, gli altri paesi rappresentano il blocco asiatico con il quale la Cina ha recentemente rafforzato i propri legami per sostituirsi a un’ipotetica penetrazione americana. Finché gli interessi sono congiunti, Pechino e Mosca marceranno più unite che mai. Resta da capire come Washington intenda disinnescare una bomba che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.