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Rimpasto al vertice di comando della cosiddetta operazione militare speciale russa in Ucraina. Il Cremlino ha affidato la guida parziale della fase due della guerra a Vladimir Alekseyev. Il nome, forse, ai più dirà poco o nulla. L’illuminazione potrebbe però arrivare aggiungendo un piccolo tassello della sua biografia. Alekseyev è lo stesso ufficiale dell’intelligence militare accusato nel 2018 dal Regno Unito di aver orchestrato l’avvelenamento dell’ex agente russo Sergei Skripial e di sua figlia Yulia a Salisbury.

Ebbene, il comando dell’intelligence russa in Ucraina è stata assegnata proprio al signor Vladimir Alekseyev, un ufficiale di spicco di un ramo pesantemente militarizzato del GRU, il Glavnoe razvedyvatel’noe upravlenie, ovvero il Direttorato principale per l’informazione, e cioè la direzione dell’intelligence militare russa.

In altre parole, Alekseyev ha assunto il comando delle operazioni di spionaggio russe in Ucraina, dopo la decisione da parte di Vladimir Putin di rimuovere da quel ruolo l’FSB, il servizio di intelligence interno russo, si dice, in seguito ai disastrosi risultati conseguiti nella prima parte del conflitto.



Chi è Vladimir Alekseyev

Il tenente generale Alekseyev, di origine ucraine, è nato nel 1961 nel villaggio di Golodki, a Vinnytsa, non distante da Kiev, ed è un ex agente delle forze speciali Spetsnaz. Nel corso della sua carriera ha assunto una reputazione particolarmente brutale, soprattutto per via delle azioni militari intraprese in Siria e nella regione del Donbass, dove in passato è già stato impiegato da Mosca.

La direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa di Kiev definisce Alekseyev come un “criminale internazionale di origine ucraina coinvolto nel massacro di bambini e donne siriani che continua a servire fedelmente il regime di Putin ed è direttamente coinvolto nella distruzione della sua patria”.

Al contrario, in Russia questo tenente generale nel 2017 è stato insignito da Putin in persona del titolo di “Eroe della Federazione Russa” per il “coraggio e l’eroismo mostrato nell’esercizio dei doveri militari”. Al di là delle citate esperienze in Siria e in Donbass, avvenute dal 2014 in poi, si mormora che Alekseyev abbia ordinato l’avvelenamento di Skripial con l’arma chimica Novichok.

Una modifica significativa

Al di là del personaggio di Alekseyev, il fatto che Mosca abbia rimescolato le carte sul tavolo rappresenta un cambiamento significativo nella guida – come la chiama il Cremlino – dell’operazione militare speciale di Mosca in Ucraina. Del resto quella di Alekseyev è soltanto l’ultimo di una serie di cambiamenti operativi in corso d’opera. Un mese fa, ad esempio, il capitano generale Aleksandr Dvornikov, definito il Macellaio della Siria, è stato arruolato per guidare lo sforzo bellico della Russia in Ucraina.

In ogni caso, da ora in avanti anche i servizi segreti delle Forze armate russe saranno in primo piano sui campi di battaglia in territorio ucraino. Alekseyev ha preso il posto di Sergey Beseda, generale del quinto servizio dell’FSB.

Già membro delle forze speciali, capo del dipartimento dell’intelligence a Mosca e in Estremo Oriente nonché capo di Stato Maggiore e primo vice capo della Direzione Generale del GRU – voluto, si dice, dal ministero della Difesa Sergei Shoigu -, toccherà a lui, adesso, contribuire alla causa russa dando una sterzata all’operazione militare speciale in Ucraina.

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