Si chiama Omurbekov Azatbek Asanbekovich e potrebbe essere il comandante delle truppe russe responsabili del massacro che ha insanguinato la città di Bucha, appena liberata. I volontari del progetto InformNapalm hanno trovato e pubblicato su Telegram i dati del capo dell’unità militare 51460, 64esima brigata di fucilieri motorizzati, coinvolta in presunti crimini di guerra nella regione di Kiev. L’identità dell’uomo è stata diffusa nelle ultime ore da vari media ucraini poi ripresi in tutto il mondo.



Secondo queste indiscrezioni, il possibile “macellaio” di Bucha risponderebbe al nome del Tenente Colonnello Omurbekov Asanbekovich, del quale sono stati riportati anche i recapiti privati. “Siamo riusciti a trovare anche l’indirizzo di casa del boia russo“, hanno scritto gli stessi volontari di InformNapalm. I quali hanno inoltre annunciato la pubblicazione di dati, archivi e spiegazioni su come trovare il comandante al servizio di Mosca.

Sempre su Telegram, come detto, è stato pubblicato anche l’indirizzo email e il numero di telefono di Asanbekovich. Nelle prossime ore dovrebbero essere resi noti i dettagli che hanno portato a questa indicazione.

A Bucha, nel frattempo, sono ormai centinaia le vittime – per lo più civili, uccisi a sangue freddo – scoperte in quello che è al momento sarebbe il massacro più grave dall’inizio dell’operazione militare russa risalente allo scorso 24 febbraio.

Accuse e controaccuse

Non sappiamo praticamente niente di Asanbekovich, se non che al momento risulta essere l’imputato numero uno. A proposito dei fatti che hanno scosso la città ucraina recentemente riconquistata da Kiev, la Russia ha risposto respingendo ogni accusa. Il Cremlino ha annunciato un’inchiesta sulle uccisioni di civili. Il presidente del Comitato investigativo russo, Alexander Bastrykin, ha detto che Kiev punta a “screditare” l’esercito russo e che ha fatto circolare informazioni “deliberatamente false” sulle forze armate russe su quanto avvenuto nella cittadina alle porte della capitale e che tutti i materiali, video e foto, sono “provocatori”.

Il governo russo ha inoltre chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha parlato di una “provocazione” dell’esercito ucraino, accusando Kiev di volere “interrompere” i colloqui di pace. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha riferito attraverso il suo account Telegram che “la Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu in connessione con la provocazione dell’esercito ucraino e dei radicali nella città di Bucha”.

“Il senso del crimine del regime di Kiev è quello di interrompere i negoziati di pace e aumentare la violenza”, ha detto, ore dopo avere sostenuto in un’intervista alla rete televisiva russa Rossiya 1 che le immagini dei presunti massacri di civili erano state orchestrate e “ordinate” dagli Stati Uniti e dalla Nato.

L’orrore di Bucha

Emmanuel Macron si è detto “favorevole” a nuove sanzioni dell’Unione europea contro la Russia. “Ci sono indicazioni molto chiare di crimini di guerra” a Bucha, ed è “più o meno stabilito che è stato l’esercito russo” e quello che è successo a Bucha richiede “misure molto chiare”, ha detto il presidente francese. Quindi ci coordineremo con i nostri partner europei, “in particolare con la Germania” nei “prossimi giorni”, ha aggiunto, riferendosi a singole sanzioni e misure su “carbone e petrolio”.

Con “ciò che sta accadendo”, in particolare “a Mariupol, ha detto Macron “dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo”.

Nel frattempo i corpi martoriati di civili inermi nelle strade di Bucha hanno spinto Kiev a parlare di genocidio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha definito “assassini”, “torturatori” e “stupratori” gli autori del presunto massacro. Zelensky ha inoltre detto che “centinaia di persone sono state uccise” e che i “civili sono stati torturati e giustiziati”.

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