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Nei giorni scorsi Vladimir Putin ha minacciato una risposta “fulminea” da parte di Mosca contro chiunque si fosse permesso di interferire negli eventi in corso in Ucraina. Il presidente russo ha utilizzatto termini emblematici, in frasi che hanno subito fatto scattare mille campanelli di allarme. “Se qualcuno intende intervenire dall’esterno e creare minacce inaccettabili per noi, allora dovrebbe sapere che la nostra risposta a questi attacchi sarà rapida e fulminea”, ha tuonato il capo del Cremlino, aggiungendo di possedere tutti gli strumenti necessari per farlo. Strumenti “che nessuno può vantare” e che potrebbero essere utilizzati “se necessario”.

Putin non ha fornito ulteriori dettagli sugli strumenti di cui ha parlato, aprendo a svariate ipotesi e possibilità. Tra armi ipotetiche e chi, al contrario, sostiene che il leader russo stia bluffando, nelle ultime ore è emersa una nuova ipotesi che vale la pena approfondire. Lo ha sottolineato all’Adnkronos Fabrizio Battistelli, sociologo presidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo (Iriad).

I killer robot

Tralasciando per un secondo sia l’ipotesi del bluff che l’impiego di armi nucleari tattiche, ecco spuntare una possibile terza via. Si tratterebbe, sostanzialmente, della stessa via annunciata nel 2018, “quando Putin fece riferimento ad armi senza paragone e rivoluzionarie nel mondo, che la Russia, 4 anni fa, sarebbe stata in grado di produrre”, ha affermato Battistelli.

“Se dovesse effettivamente trattarsi di armi mai viste, c’è da chiedersi se si tratti di dispositivi autonomi, come quelli che la Russia e gli Usa hanno allo studio. Dispositivi senza il controllo umano, noti giornalisticamente come killer robot, con una capacità di intelligenza artificiale in grado di individuare il bersaglio e decidere autonomamente di fare fuoco”, ha proseguito lo stesso Battistelli.

In generale, i killer robot – che proveremo a spiegare meglio – sono armi convenzionali ed eludono gli accordi New Start sottoscritti tra Russia e Stati Uniti. In virtù delle loro caratteristiche, poi, andrebbero a chiamare in causa non più la responsabilità umana ma artificiale, delle macchine. Ebbene, su armi del genere non ci sono specifiche legislazioni.



Funzionamento e utilizzo

I killer robot non sono altro che droni assassini capaci di colpire obiettivi specifici attingendo all’intelligenza artificiale (IA). Negli anni passati, Putin aveva identificato proprio lo sviluppo di armi con elementi di IA come una delle priorità militari della Russia.

Mosca sembra avere sciami di armi autonome di prossima generazione, anche se non sappiamo se queste siano già state usate o saranno usate in futuro nel conflitto ucraino. Certo è che poco prima dello scoppio della guerra in Ucraina, le forze russe hanno testato proprio nuovi droni “sciame”, ovvero armi autonome senza pilota capaci di tracciare e abbattere gli aerei nemici.

Lo scorso 15 marzo il Bulletin of the Atomic Scientists aveva parlato di un drone di fabbricazione russa, il KUB-BLA, potenzialmente in grado di selezionare e colpire obiettivi tramite coordinate immesse o autonomamente. In altre parole, quando i soldati consegnano a questo drone un’immagine caricata, il sistema potrebbe riconoscere e classificare in tempo reale gli oggetti rilevati utilizzando l’intelligenza artificiale. Ebbene, sembra che gli analisti abbiano individuato un KUB-BLA sul campo di battaglia ucraino. Che siano questi gli strumenti citati da Putin?

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