Che ci faceva a Taiwan Nerdah Bo May, il signore della guerra del Myanmar

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È un personaggio molto controverso. Per alcuni è un leader in lotta contro una giunta militare oppressiva e senza scrupoli. Per altri è uno dei tanti criminali di guerra che affollano un conflitto sempre più frammentato ed esteso. Nerdah Bo Mya, a capo della Kawthoolei Army (Ktla), una fazione rivoluzionaria birmana minore, sta facendo parlare di sé da mesi. Precisamente dallo scorso gennaio, quando in maniera unilaterale ha annunciato la creazione di uno Stato indipendente lungo il confine con la Thailandia, la Repubblica di Kawthoolei, aprendo di fatto un’inaspettata frattura all’interno del fronte anti Tatmadaw.

Poco importa se le milizie della resistenza avevano un altro obiettivo, e cioè la creazione di un’unione federale e democratica guidata da vari gruppi etnici: Bomya ha fatto di testa sua, ha creato il suo Stato e pure il governo destinato a guidarlo, il Governo di Kawthoolei. L’aspetto più curioso, al netto della creazione di una specie di repubblica separatista, è però un altro: questo comandante militare di etnia karen, figlio del celebre generale Bo Mya, ha recentemente visitato Taiwan incontrando alcuni alti funzionari del governo locale guidato da William Lai.

Il generale karen vola a Taiwan

Taiwan non ha alcun coinvolgimento politico in Myanmar, né con la giunta militare, né con le decine di gruppi armati protagonisti della guerra civile, né con il fresco governo civile appena nominato nel Paese. Nonostante queste precisazioni, Bo Mya è misteriosamente volato a Taipei per effettuare una visita discreta e incontrare, al netto di un membro dello staff presidenziale, un ufficiale militare taiwanese in pensione e svariati accademici.

“Credo che Taiwan sia un buon esempio di come si costruisce un Paese. Loro vogliono essere liberi dalla Cina, e noi vogliamo essere liberi dal regime militare birmano. Quindi abbiamo delle similitudini“, ha dichiarato Nerdah in un’intervista rilasciata al Taipei Times da Chiang Mai, in Thailandia.

Ci saranno anche delle similitudini, ma l’influenza della Cina su praticamente tutti gli attori principali del Myanmar è talmente forte ed evidente che non può essere ignorata. Come non può essere ignorato il fatto che la giunta al potere, il Consiglio di Amministrazione Statale, le autorità centrali e persino la maggior parte dei gruppi di resistenza dipendono da Pechino, chi per ottenere sostegno, chi legittimità e chi armamenti o semplice approvazione delle mosse militari sul campo. Il che significa che questi attori, compreso il Governo di Unità Nazionale in esilio, adottano una politica di non riconoscimento di Taiwan per ingraziarsi la Cina.

Il legame tra i Karen e Taiwan

Attenzione però perché Nerdah è un’anomalia: è un Karen proveniente dalla costa meridionale del Myanmar – ben lontana dal confine cinese – ed è anche erede dei legami della Guerra Fredda che uniscono il suo gruppo etnico di appartenenza a Taiwan. La sua roccaforte coincide con una striscia di terra lungo il confine thailandese di circa 200 chilometri quadrati situata a sud della città di Wawlay, appena ribattezzata Repubblica di Kawthoolei.

Ma per quale ragione Nerdah è finito a Taipei? Sappiamo che la sua visita si è svolta tra il 2 e il 4 febbraio del 2026 e che ha incluso una cena con il vicesegretario generale dell’ufficio presidenziale Mark Ho. Quest’ultimo ha glissato il vis a vis spiegando di aver parlato con l’ospite di vino e altre esperienze personali. “Non vogliamo immischiarci nella politica interna o nelle questioni interne di altri Paesi. È qualcosa che non faremmo mai, e io non ho né l’accesso né il potere per farlo”, ha dichiarato l’alto funzionario taiwanese. E lo ha dichiarato per un motivo molto semplice: Taiwan non può intrattenere rapporti di scambio con nessuna delle organizzazioni armate etniche del Myanmar, perché altrimenti equivarrebbe a riconoscere i gruppi ribelli e a fare i conti con diversi problemi diplomatici.

Nerdah, accusato di aver giustiziato illegalmente 25 prigionieri di guerra in un episodio avvenuto nel giugno del 2021 (circostanza che il diretto interessato nega) ha descritto la sua visita a Taiwan come una missione conoscitiva incentrata sullo sviluppo economico, l’istruzione, le idee di costruzione di una nazione democratica e un senso condiviso di resistenza all’influenza cinese.

Si torna però alla domanda iniziale: perché l’entourage di Lai avrebbe dovuto incontrare una figura secondaria (e potenzialmente pericolosa) della guerra in Myanmar? Forse per dare qualche idea indipendentista alla Repubblica di Kawthoolei? In ogni caso, al netto di ipotesi non verificabili, è accertato che nei primi anni Cinquanta i Karen formarono una breve alleanza con le armate del Kuomintang (Kmt) che si erano ritirate nell’allora nord-est della Birmania dopo la guerra civile cinese.

Queste ultime, riorganizzatesi come esercito anti comunista e rifornite di armi statunitensi grazie alla Cia, ne vendettero alcune ai Karen. Fino almeno al 1954 le milizie Karen e quelle del Kmt combatterono fianco a fianco contro il governo birmano e il Partito Comunista Birmano. Durante la Guerra Fredda, i Karen rimasero fermamente anticomunisti. E oggi, con i loro eredi, tornano a flirtare, seppur in via non ufficiale, con Taiwan.