La Russia avrebbe spostato 300 carri armati T62 dalle regioni orientali a una base vicina al confine con l’Ucraina. Lo denuncia il capo di Stato maggiore di Kiev, Viktor Muzhenko, in un intervento su una rete televisiva ucraina, ripreso dall’agenzia di Stato. “La natura di tali spostamenti dimostra che potrebbero essere creati a breve raggruppamenti offensivi significativi, con obiettivo l’Ucraina. Quindi non consideriamo solo una direzione, dalla regioni di Lugansk e Donetsk, ma anche dai confini dell’Ucraina di nord est, centro, e sud”, ha detto il militare. Secondo Muzhenko i carri sarebbero stati spostati durante l’esercitazione militare Vostok 2018.

Gli Occhi della Guerra non possono verificare in maniera indipendente le affermazioni del capo di Stato maggiore ucraino. Quel che si sa, almeno per il momento, è che Mosca ha già schierato in Crimea gli S400. Un’ipotesi, quella dei carri armati T62, che era stata rilanciata proprio ieri da un analista occidentale all’AdnKronos. Inizialmente, si pensava che i carri armati fossero diretti in Siria, ma, a quanto riporta l’agenzia, non si sarebbero mai mossi dai confini ucraini.

Muzhenko teme che Mosca stia organizzando un’offensiva militare in quanto la nuova divisione russa sarebbe stata “chiaramente pensata per attaccare, non per difendere”. Mosca, sono sempre le informazioni raccolte dall’intelligence di Kiev, “ha anche quasi raddoppiato” il numero delle sue unità navali nel Mare d’Azov.

“La Russia – ha fatto sapere Muzhenko – dimostra prontezza a potenziare questi gruppi il prima possibile. Riguarda lo spostamento di navi nel Mare di Azov e quindi nel Mar Nero. È una situazione grave che richiede da parte nostra una reazione”.

Una reazione che, a quanto pare, non tarderà a venire. Proprio ieri, il presidente ucraino Petro Poroshenko era a Chernihiv, uno dei tre punti oltre il cui confine Mosca starebbe potenziando le sue forze. A Kiev la situazione è di estrema tensione e i riservisti sono già stati richiamati ad addestrarsi.

Qual è la situazione in Crimea oggi?

Kiev teme un colpo di mano. Ma attualmente pare che la tensione tra Russia e Ucraina nel Mar d’Azov vada scemando. Almeno rispetto a domenica scorsa, quando la Marina russa avrebbe aperto il fuoco su quella ucraina (almeno questa è la versione di Kiev).

Mosca ha infatti permesso alle navi di passare attraverso lo stretto di Kerch. Una notizia accolta con favore anche dal ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas.

La tensione, però, è destinata a rimanere nel tempo. Come ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, infatti, “la Nato ha ampliato la propria attività nel Mar Nero negli ultimi anni. Le nostre navi quest’anno sono state 120 giorni nel Mar Nero, rispetto agli 80 giorni dell’anno precedente. Abbiamo aumentato la nostra presenza in maniera significativa, continueremo a fornire supporto pratico e politico all’Ucraina”. Uno scenario che nei prossimi anni non potrà far altro che peggiorare. E riaprire vecchie e nuove ferite.