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C’è una nave russa, battente bandiera panamense, che secondo le indiscrezioni di alcuni media, in particolare del sito libanese Al Masdar news, sarebbe pronta a portare armamenti e mezzi in Siria per sostenere la prossima offensiva dell’esercito siriano e delle milizie ad esso collegate.

Le fotografie scattate dalle fonti del sito libanese non sono molto chiare. Si vede la nave, ma è naturalmente impossibile capire cosa ci sia all’interno della stiva. Le fonti libanesi parlano di un carico di tipo bellico, ma ovviamente tutto aleggia nel mistero. Esistono però alcuni dati da cui si può partire per tracciare una prima ricostruzione della vicenda e sull’importanza di questo cargo.





Osservando il nome dell’imbarcazione è possibile risalire ad alcuni dati fondamentali. Innanzitutto, nel riesaminare i dati di viaggio della nave registrati nei sistemi di monitoraggio come Marine Traffic, si può vedere che la Ro-Ro Varyag, che batte bandiera di Panama, è partita sabato scorso dal porto russo di Novorossijsk , nel Mar Nero, per fare rotta verso un non meglio identificato “porto nel Mediterraneo orientale”. La nave, stando alle ultime rivelazioni del sito di monitoraggio del traffico navale, ha già superato il Bosforo ed è in navigazione sulla costa occidentale della Turchia.

Gli osservatori che hanno fotografato la nave e che hanno rivelato queste informazioni al sito libanese ritengono che il carico contenuto nella stiva sia composto, in gran parte, di veicoli militari, armi e munizioni. E per molti, il misterioso porto del Mediterraneo orientale descritto dal sito sarebbe nient’altro che Tartus, il porto che è il centro della strategia marittima della Russia nello scacchiere siriano e di quella parte del mar Mediterraneo. Le stesse fonti hanno confermato che la nave è già conosciuta per aver trasportato armi e mezzi alle forze siriane impegnate sul fronte della guerra allo Stato islamico e per la riconquista del territorio caduto in mano ai ribelli.

Naturalmente, per ora il mistero che aleggia su questo cargo lascia molte domande sul tavolo senza trovare risposte. Di certo, il fatto che un cargo parta da un porto russo del mar Nero per dirigersi a un indefinito porto del Mediterraneo orientale fa riflettere su quale possa essere la destinazione. Se non si fosse trattato di un porto al centro di un problema di natura internazionale, non ci sarebbe motivo di nascondere ai siti di monitoraggio la destinazione dell’imbarcazione.

Inoltre, non va sottovalutata l’importanza del momento per la Siria e per la controffensiva non solo del’esercito regolare siriano, ma anche delle milizie ad esso collegate. Ci troviamo di fronte a un momento chiave della guerra. La Ghouta orientale sta cadendo completamente nelle mani dei governativi. Il nord, in mano ai turchi, non prevede scontri tra eserciti. Idlib è al centro di una sfida fratricida e a sud, in particolare a Dr’a, si preparano le ultime roccaforti ribelli. Ora, dopo sette anni di guerra, all’esercito siriano è richiesto un ulteriore ed estremo sforzo. E questo sforzo, inutile ricordarlo, necessita dell’aiuto russo, unica garanzia, insieme all’Iran, della sopravvivenza delle forze di Bashar al Assad. 

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