Caos in Benin, tentativo di golpe fallisce dopo l’intervento nigeriano

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Caos in Benin, dove nella giornata di ieri il presidente Patrice Talon e i suoi lealisti sono riusciti a sventare, con l’aiuto della Nigeria, un tentativo di golpe. La domenica si è consumata nel caos, con la capitalr Cotonou che è stata presa d’assalto da gruppi di soldati guidati dal tenente colonnello Pascal Tigri, che hanno messo in scena un’operazione simile a quella che negli anni scorsi ha condotto alla caduta dei governi di Niger, Mali, Burkina Faso.

Il Benin e il caos a Cotonou

I golpisti sono andati all’attacco di un governo ritenuto corrotto e inefficiente. In Benin il 38,5% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e la nazione ex colonia francese è 166esima su 191 per Indice di Sviluppo Umano, ma in un contesto di grande difficoltà per la regione la pur divisiva leadership di Talon, al potere dal 2016, è stata ritenuta da molti osservatori internazionali come mantenuta nell’alveo della democrazia.

L’ex “re del cotone”, nota la Bbc, ha però spesso deluso le aspettative sul piano delle politiche concrete ed è stato criticato dai ribelli per diverse motivazioni: “negli ultimi anni l’esercito del Benin ha subito perdite nei pressi del confine settentrionale con il Niger e il Burkina Faso, colpiti dall’insurrezione, mentre i militanti jihadisti legati allo Stato islamico e ad al-Qaeda si diffondevano verso sud”, scrive sul suo sito l’emittente britannica, aggiungendo che “i ribelli hanno criticato anche i tagli all’assistenza sanitaria, tra cui la cancellazione della dialisi renale finanziata dallo Stato, e gli aumenti delle tasse”. L’esito è stata una giornata di fuoco a Coutonou, risoltasi però col ritorno alla normalità.

Ecowas in campo a fianco del Benin

Talon, parlando alla Tv nazionale, ha accusato i golpisti di aver provato a trascinare il Benin in una “avventura senza futuro con cosneguenze disastrose”. Da segnalare il fatto che di fronte al rischio che anche il Benin precipitasse nel vortice del golpismo, Coutonou ha avuto il pronto sostegno dei Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas), capitanati dalla Nigeria.

Il presidente nigeriano Bola Ahmed Tinbu ha ordinato ai caccia dell’aviazione del suo Paese di colpire degli obiettivi dei golpisti, secondo diversi report comprendenti anche caserme della Guardia Nazionale a Coutonou, dopo aver ricevuto un’espressa richiesta di assistenza di Talon. Parliamo di meccanismi di assistenza e coordinamento che hanno funzionato rapidamente dopo che l’Ecowas aveva assistito impotente allo sdoganamento dei golpe nella regione dal 2021 in avanti.

La Nigeria argine al golpismo africano

Complici le ridotte dimensioni del Benin e la vicinanza al suo territorio, la Nigeria, gigante politico ed economico della regione, ha saputo agire con tempismo. Secondo il canale X Defense News Nigeria, la mossa di Abuja di far decollare i caccia partiti da Lagos è stata sostenuta dalla Francia di Emmanuel Macron. Dopo il tramonto della Françafrique, il Benin è uno degli ultimi brandelli di influenza occidentale in Africa e la Nigeria se ne è fatta garante contro la diffusione di istinti golpisti.

Nota Business Insider che ” l’aggravarsi della povertà, la riduzione dell’autorità statale e la competizione geopolitica tra potenze globali hanno creato un terreno fertile per le conquiste militari”, ma questa volta “l’intervento rafforza il ruolo della Nigeria come forza stabilizzatrice chiave nell’Africa occidentale e mette in luce il calcolo strategico di fermare l’instabilità prima che raggiunga i suoi confini, un calcolo reso ancora più urgente dalla crescente insicurezza della Nigeria stessa”. Un messaggio anche per Donald Trump, che ha denunciato l’insicurezza nel Paese e la presunta scarsità d’attenzione di Tinbu verso i cristiani nigeriani? Plausibile. Ma il caso-Benin parla chiaro: l’Ecowas intende vaccinarsi contro il virus del golpismo. Ed è disposta a usare la forza per evitare nuovi contagi.

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