L’Ucraina ha ricevuto e probabilmente continuerà a ricevere dalla Francia jet da combattimento del tipo Mirage 2000-5. Un gesto più simbolico che strategico, considerando il risultato ottenuto dagli F-16 e i tempi di consegna e addestramento del personale di terra, che, è giusto ricordare, è importante quasi quanto quello degli equipaggi che dovranno portare in aria e in combattimento questi caccia bombardieri/multiruolo di 4° generazione plus.
Il ministro delle Forze Armate francesi, Sébastien Lecornu, ha recentemente annunciato che i primi caccia bombardieri Mirage 2000-5 saranno consegnati all’Ucraina “entro il primo semestre del 2025“. L’esatto numero di velivoli da consegnare non è stato ancora confermato: inizialmente si era parlato di 3 velivoli, poi di 5, ma secondo alcune indiscrezioni i Mirage 2000 aggiornati allo standard “2000-5” che dovrebbero essere ceduti alle Forze Aeree Ucraine dovrebbero essere in tutto una dozzina da consegnare in due tranche.
Questi jet da combattimento con ala delta, configurati in versione monoposto e biposto, possono essere armati con missili aria-aria MICA per difendersi/ingaggiare minacce aeree, ma sopratutto con i missili da crociera con capacità stealth SCALP-EG. Un sistema che gli ucraini impiegano da tempo per colpire obiettivi strategici, nonché con bombe di precisione guidate e assistite dal sistema Hammer, un armamento modulare aria-superficie che consiste in un’arma stand-off intelligente pensata sia per il supporto aereo ravvicinato sia per le missioni di attacco in profondità.
Aggiornamento e addestramento prima della battaglia
I francesi hanno dichiarato che prima di essere consegnati e trasferiti all’Aeronautica Ucraina, i Mirage 2000-5 verranno sottoposti a lavori di manutenzione. Che riceveranno le predisposizioni necessarie per impiegare armamenti aria-superficie avanzato, e sistemi di protezione elettronica in grado di contrastare le capacità di guerra elettronica delle forze schierate da Mosca. Insieme ai velivoli e ai loro armamenti saranno consegnati anche motori di riserva e parti di ricambio per assicurarne la piena operatività. Tutti questi aggiornamenti stanno avendo luogo presso la base di Cazaux , nella Gironda.
Già in occasione dell’annuncio di giugno da parte del presidente Emmanuel Macron, era apparso chiaro che la cosa più importante nella fornitura di un aereo da combattimento restasse l’addestramento dei piloti e dei meccanici che dovranno operare con i nuovi sistemi d’arma forniti da una potenza occidentale. Un iter complesso, che ci ricorda come non basti decidere di fornire un’arma sofisticata a Kiev, ma sia necessario trovare il modo per addestrare il personale di terra e i piloti che porteranno in aria e in combattimento il caccia. Non ultimo, trasportare i sistemi d’arma in loco senza esporsi a rischi che possano causare ulteriori tensioni internazionali. L’esperienza con gli F-16 insegna.
Ancora caccia per Kiev ma..
Sulla carta i cacciabombardieri concessi dall’Eliseo, che si è preso l’onere di addestrare i piloti e i tecnici ucraini scelti per impiegare e manutenere questi velivoli dell’Armée de l’Air et de l’Espace presso la base aerea di Nancy, sono proprio ciò di cui l’Ucraina ha bisogno. Aerei capaci di rinfoltire le fila della piccola flotta aerea di Kiev e di impiegare le armi “a raggio elevato” che gli ucraini hanno usato sempre più spesso e con maggiore efficacia contro i russi.
Il Mirage 2000-5 diventerebbe il secondo caccia di fabbricazione occidentale ad essere usato in combattimento dai piloti ucraini dopo gli F-16 Fighting Falcon concessi da alcuni Paesi membri della NATO. Il terzo dovrebbe essere il caccia bombardiere JAS-39 Gripen promesso dalla Svezia.
Ciò che dovremmo domandarci tuttavia, e ci risponderà il tempo, è se queste squadriglie di caccia occidentali rappresentino una reale risorsa strategica per Kiev o se siano strumenti per posticipare una realtà che è ancora difficile da accettare: dei negoziati che prevedano condizioni non menzionate nel “Piano della vittoria” esposto lo scorso mese dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Negoziati che potrebbero portare la pace, ma anche nuovi confini che per alcuni sarebbero “inaccettabili”. Un’ipotesi remota che potrebbe portare i Mirage 2000 a non entrare in guerra. Ma solo in forza all’Ucraina.

