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In Iraq dopo quasi due settimane di offensiva contro la città di Mosul è tempo per la coalizione di valutare una strategia più concreta per arginare l’asimmetria imposta dallo Stato Islamico sul campo di battaglia.  Il lungo periodo intercorso tra l’annuncio dell’offensiva e l’effettivo inizio delle operazioni ha permesso all’Isis di pianificare una resistenza sistematica includendo in essa un ruolo chiave per la gran quantità di civili rimasti.LEGGI ANCHE: Continua il dramma dei cristiani di MosulTutte le vie di accesso alla città sono state rese impraticabili dal posizionamento di ordigni esplosivi improvvisati e di trappolamenti dalle grandi capacità offensive. La battaglia appare sempre più orientata ad un’asimmetria tra le forze raramente vista in altre occasioni per rispondere a questa strategia la coalizione dovrà schierare un potenziale offensivo importante.Da una parte lo Stato Islamico ci ha abituati ad una strategia di dissuasioni cruenta, che porta i suoi seguaci a non disertare per paura delle conseguenze, ma dall’altra ci ci sta imponendo una riflessione sul metodo di conduzioni delle offensive occidentali.Il ricatto emotivo che si presenta con l’uso di civili come scudi umani ha fermato di poco l’avanzata irachena e curda verso Mosul e le armi convenzionali usate contro l’IS non hanno sortito quasi nessun effetto. In questo scenario si colloca bene la presenza a Mosul del Buratino, arma termo barica per eccellenza, con una connotazione largamente offensiva.Secondo una foto diffusa dall’account twitter di uno dei giornalisti del Jerusalem Post, Seth Frantzman, l’esercito avrebbe schierato il TOS-1 Buratino, nei pressi di Bartella, una città a meno di 10 miglia da Mosul. Questo sistema d’arma è particolarmente usato come deterrente nelle battaglie caratterizzate da una grande asimmetricità perché oltre a puntare su una capacità offensiva importante ha ricadute evidenti sulla psicologia dei combattenti contro cui è usata.LEGGI ANCHE: Mosul, Aleppo e la propaganda dei mediaLa spettacolarizzazione di questo armamento si presta bene per azione di deterrenza contro i seguaci dell’Isis e contro la stessa popolazione che intende minacciare la sicurezza della coalizione a guida irachena. L’esplosione crea una sfera di gas incandescenti ad altissima temperatura, accompagnata da una devastante sovra-pressione creando una scenografia di grande impatto, con nubi incandescenti molto alte e ben riconoscibili.Per ottenere questo effetto la bomba combina uno speciale esplosivo con additivi metallici, all’ossigeno atmosferico, che funge da ossidante. L’ossigeno è una presenza costante e soprattutto in ambienti stretti e con difficili vie di fuga il Buratino esprime meglio le sue qualità di arma termo barica.La deflagrazione è letteralmente distruttiva per chi si trova vicino al punto d’impatto, ma le ricadute peggiori le ritrovano soprattutto coloro che vengono investiti dall’onda d’urto. Gravi lesioni interne, rottura dei timpani e a causa dell’onda d’urto potentissima rottura e lesioni degli organi interni compresa una cecità irreversibile.La combinazione tattica e psicologica del Buratino è ritrovabile solo nell’uso di armamenti tattici con caratteristiche nucleari.  Questo sistema d’arma è quasi sconosciuto e poco impiegato, alcuni avvistamenti ci sono stati in Cecenia e Siria tutti da parte della Russia ma non ci sono documentazioni attendibili del suo utilizzo contro postazioni nemiche.Il sistema è classificato come arma termo barica pesante destinata all’annientamento sistematico di qualsiasi ostacolo, soprattutto interrati, si pari davanti all’avanzata delle truppe che lo utilizzano. Il calibro dei suoi razzi è di 220 mm ed è così considerato a tutti gli effetti artiglieria pesante.Su questo tipo di vettore sono impiegabili due testate: la prima di tipo esplosivo incendiario e la seconda a combustibile-aria. Queste ultime sono anche chiamate testate termo bariche che ne caratterizzano l’impiego nei teatri operativi. Questo tipo di munizione rilascia una grande nube di gas infiammabile e provoca enormi esplosioni, proprio per questa sua forza dirompente questa tecnologia è usata come testa di ponte per bunker fortificati e luoghi blindati. La sua capacità di penetrare affondo nel terreno la rende adatta per distruggere tunnel e nascondigli sotterranei.LEGGI ANCHE: Le yazide di Mosul deportate in SiriaNello scenario di Mosul potrebbe essere utilizzato per ostacolare l’uso dei bunker e delle numerose gallerie costruite dall’IS nei dintorni della città come via di fuga. Sotto un profilo prettamente militare non è necessario l’uso di un’arma così potente per distruggere bunker o gallerie, i moderni MLRS sono perfetti perché possono colpire chirurgicamente obiettivi anche in pieno centro abitato senza creare danni contingenti.Come si è già detto il Buratino è (oltre ad un’arma importante) soprattutto un ottimo deterrente per i miliziani che si trovano ad affrontarlo. Sotto il profilo di diritto internazionale queste armi possono provocare inutili sofferenze per coloro che ne vengono a contatto, la morte per i più vicini a punto d’impatto è immediata ma per coloro che si trovano nel suo raggio d’azione la situazione è ben diversa.banner_cristianiL’uso non ne è proibito perché il vettore balistico può montare testate non termo bariche ma sono proprio queste ultime al centro di una continua diatriba giurisprudenziale. Non vi sono elementi che lascino presupporre che lo schieramento del TOS-1 questa volta sia l’anticamera del suo impiego contro i miliziani dell’Isis, ma rimane già di per sé fondamentale la sua presenza nel teatro iracheno.Proprio per questa continua attesa nell’uso del Buratino quest’arma rischia di perdere la sua efficacia di deterrenza. Un’arma il cui utilizzo viene solo minacciato è inutile per creare quel clima di paura che farà desistere la controparte dal continuare le sue azioni violente, la minaccia per essere credibile dovrà essere in primo luogo fondata.Il governo di Baghdad, così come in precedenza la Russia di Putin, è pronta a sopportare le pressioni internazionali derivate dall’uso di munizionamento termo barico che potrebbe colpire anche civili innocenti. Qualora il TOS-1 dovesse davvero sparare a preoccupare non sarebbero solo le ricadute per l’Iraq ma il rischio reale di un inasprimento delle conduzioni delle offensive dello Stato Islamico. Appare documentata la presenza di materiale chimico potenzialmente nocivo (tra cui gas mostarda) tra le file dei miliziani e con l’uso del Buratino IED con caratteristiche CBRN potrebbero essere usate contro gli uomini della coalizione. Grazie alle armi termo bariche si rischia di aprire una nuova e più cruenta fase delle offensive su Mosul, le cui ripercussioni potrebbero essere disastrose per entrambe le parti coinvolte nei giochi.Foto di Vitaly Kuzmin via Wikipedia

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